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sabato, Aprile 18, 2026

Ricerca e prevenzione contro le malattie neurodegenerative

Le demenze sono uno dei principali temi al centro del 22° Congresso dell’Associazione Italiana Psicogeriatria “Dopo la pandemia: la sfida per una medicina a misura della terza età”. Tre giorni di lavori a Firenze con oltre 800 specialisti

AIP – Alzheimer, allo studio anticorpi monoclonali e “cocktail di farmaci” contro le diverse cause. La prevenzione resta la prima arma

“Le cause, sono molteplici, non solo la patologia neurodegenerativa, tanto che se si attuasse un’adeguata prevenzione probabilmente il 30-40% delle patologie neurodegenerative non si verificherebbe.

Su queste concause la ricerca scientifica va avanti: si stanno studiando farmaci che non agiscano sul sintomo ma sulla causa, sul processo di accumulo di amiloide” evidenzia Laura De Togni, neurologa, ASL 9 scaligera, Verona

Le demenze costituiscono delle malattie che caratterizzano sempre più spesso la terza e la quarta età. Distruggono la persona, ma non cancellano la vita: per questo la ricerca scientifica è al lavoro per migliorare la quotidianità di chi ne soffre o rischia di andarvi incontro.

Questo è emerso nel 22° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Psicogeriatria – AIP. Tre giorni al Palazzo dei Congressi a Firenze con 800 specialisti tra geriatri, neurologi, psichiatri che si sono confrontati sul tema.

“La demenza si può affrontare con modalità cliniche – spiega il Prof. Marco Trabucchi, Presidente AIP – Non abbiamo ancora farmaci adeguati, ma il progresso è tale che nei prossimi 2-3 anni avremo una risposta sul piano farmacologico.

La ricerca scientifica si sta indirizzando verso la capacità di rallentare la formazione della sostanza beta amiloide nel cervello, la quale genera un’azione negativa sui neuroni: queste terapie mirano a una riduzione dei sintomi e a un rallentamento dell’evoluzione della malattia. Oggi adottando un altro approccio possiamo proteggere i neuroni con la prevenzione.

Prevenzione significa evitare la solitudine, stimolare il sistema cognitivo, effettuare un’alimentazione adeguata e corretta, svolgere un’attività fisica che sia di almeno 500 metri al giorno. Rallentare la comparsa della malattia può voler dire anche non avere mai la malattia”.

www.psicogeriatria.it

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Davide Falco

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