Sara Marini presenta il suo album “Torrendeadomo – Ritorno a casa”

Sara Marini
Sara Marini

Mercoledì 12 agosto Sara Marini, cantautrice umbro/sarda, presenterà live il suo ultimo album “Torrendeadomo – Ritorno a casa”, che è stato fra l’altro finalista alle Targhe Tenco 2020 come miglior album in dialetto. L’appuntamento è per le 21 al Teatro Romano di Gubbio. Il concerto è inserito nella programmazione del festival Umbria in Voce. 

Sul palco ci saranno: Sara Marini (voce), Paolo Ceccarelli (chitarra classica, acustica, mandolino), Lorenzo Cannelli (pianoforte, laouto cretese, bouzouki), Francesco Savoretti (percussioni mediterranee) . Ospite Speciale: Monica Neri all’organetto.

Il costo del biglietto è di 10 euro (Per info e prevendita umbriainvoce@gmail.com – +39 339 4076156/ +39 334 9843087).

L’ALBUM

TORRENDEADOMO, che in lingua sarda vuol dire “ritorno a casa”, è il secondo album della Marini; è il racconto in musica e parole di un viaggio attraverso le origini, un viaggio tra due isole: la Sardegna circondata dal mare, con la sua sensazione di infinito e di apertura totale verso l’ignoto, e l’Umbria, “isola” circondata dai monti che si ergono maestosi e protettivi.

Dodici canzoni originali che attingono alla musica popolare e alla world music, filastrocche e giochi innocenti (ma non troppo) di bambini, ninne nanne e affanni di madri, angeli custodi, amori antichi, re e castelli, pene d’amore, libertà e paure.

Sara Marini, che firma sei brani del disco, nasce come interprete pop e jazz, ma nel 2009 l’incontro con la cantautrice eugubina Claudia Fofi, dà una svolta al suo cammino artistico. Entra a far parte del quartetto vocale Le core, ensemble femminile che canta di radici, di viaggi e di senso di appartenenza, e questa esperienza la porta ad iniziare un percorso di ricerca etnomusicologica.

E’ quindi il legame con le proprie origini, il tema di TORRENDEADOMO. Quello con l’Umbria, dove la Marini è nata e cresciuta (“Sono di Scheggia – racconta – un paesino di 1500 anime in provincia di Perugia. Ho vissuto in campagna con mia madre, mio fratello e i miei nonni materni, entrambi contadini, persone di grande forza e carattere, le più importanti della mia vita. Loro mi hanno insegnato l’umiltà”) e quello con la Sardegna (“I miei parenti sono tutti di Bosa e dintorni. Mio padre, cugini, zii, sono lì, e io lì, mi sento a casa. Da bambina passavo le mie estati da mia nonna che gestiva una pensione affollata di francesi, tedeschi, inglesi, un continuo via vai. Mia nonna era l’incarnazione perfetta della donna sarda: fiera, forte, sicura e orgogliosa. Era lei che mi portava in giro, nell’entroterra, a sentire i gruppi folk. E’ lì che ho scoperto i canti tradizionali e quel mondo musicale fatto di organetti, chitarre e launeddas”).

Così, l’unione di queste due realtà territoriali e culturali così diverse ha dato vita ad un album che sa di terra, ma anche di sale e mare; che unisce al suono delle corde di Paolo Ceccarelli, i colori dell’organetto di Monica Neri e, in alcuni brani, quelli del pianoforte di Lorenzo Cannelli e della lira calabrese di Davide Ambrogio. Caratterizzante poi è l’utilizzo dei fiati di Goffredo Degli Esposti: il flauto kaval, antico strumento originario dell’area mediterranea; il flauto doppio che arriva dal Medioevo, la zampogna di età rinascimentale e il flauto col buttafuoco, uno dei principali strumenti a corde cinque-seicenteschi tipici dell’area napoletana; un salterio a percussione della tradizione spagnola, completamente rinnovato, con l’aggiunta di ponticelli mobili, corde di metallo e particolari bacchette.

Fondamentale la sezione ritmica, affidata a Francesco Savoretti che adotta un particolare set up percussivo messo a punti in anni di studi. Riesce così a fondere il suono del daf iraniano con timbriche provenienti da culture e paesi diversi, quelle ad esempio delle krakeb, nacchere in metallo, del bendir, un tamburo a cornice dell’area del Maghreb, e dell’adufe, un tamburo quadrato suonato per lo più dalle donne nella penisola iberica.

SARA MARINI

cantante interprete umbro sarda, appassionata ricercatrice e studiosa delle tradizioni italiane e del mondo, si forma come cantante in età giovanissima, inizialmente con studi privati sotto la guida di Daniela Maltese e Claudia Fofi e seguendo diversi seminari con Maestri come Francesca Breschi e Bruno de Franceschi, successivamente anche come musicista e didatta presso l’Accademia Percentomusica di Roma diretta da Massimo Moriconi.

Si dedica allo studio del canto tradizionale italiano sotto la preziosa guida di Giovanna Marini partecipando anche a viaggi di ricerca. Studia e collabora con artisti tra i più rinomati del panorama popolare italiano quali Elena Ledda, Simonetta Soro, Nando Citarella, Goffredo degli Esposti. Nel 2011 riceve una targa di riconoscimento come espressione del territorio della Provincia di Perugia per l’eccellente esibizione all’interno del Festival Scheggia Acustica. Finalista del premio Andrea Parodi nel 2013 concorso internazionale di World Music.

Ha all’attivo il suo progetto discografico “Decantoincanto alla terra donata non si guarda in bocca” e “Canta Perugia” progetto di testi attuali in dialetto, su musiche tradizionali Umbre.

È tra le protagoniste del progetto discografico “Yayla Musiche Ospitali” in collaborazione con il Centro Astalli, prodotto da Appaloosa Record in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.

E’ attualmente impegnata in vari ensemble, dove interpreta musica popolare di diversa provenienza, tra cui Djelem do Mar progetto di musica etnopopolare riguardante il Mediterraneo e oltre, Alma Negra progetto di musica tradizionale sudamericana.