Fierrabras : la prima volta alla Scala

PROVE FIERRABRAS
PROVE FIERRABRAS

Gemma della Stagione scaligera 2017/2018 è la prima volta alla Scala del capolavoro operistico di Franz Schubert, Fierrabras, in scena dal 5 al 30 giugno con la direzione di Daniel Harding, un maestro che dopo aver inaugurato la Stagione 2005/2006 con Idomeneo ha legato il suo nome alla Scala con diverse memorabili produzioni e che manca da Milano con un’opera dal 2014.

La proposta di Fierrabras è importante per la qualità assoluta della partitura schubertiana ma anche per la sua storia recente: l’opera, composta nel 1823 e mai eseguita vivente l’autore, ha avuto una rinascita novecentesca grazie all’entusiasmo di Claudio Abbado che, sollecitato da Maurizio Pollini che ne era già allora un acceso sostenitore, la propose in uno storico allestimento di Ruth Berghaus al Theater an der Wien nel 1988 nell’ambito delle Wiener Festwochen, alla cui guida era allora Alexander Pereira.

Questa edizione di Fierrabras è per la Fondazione Abbado e per il Teatro alla Scala l’occasione per ricordare Claudio Abbado che il prossimo 26 giugno avrebbe compiuto 85 anni.

Proprio il 26 giugno alle ore 18 le due istituzioni organizzano nel Ridotto dei Palchi con il sostegno di Fedora – The European Circle of Philanthropists of Opera and Ballet l’incontro “Claudio Abbado e la riscoperta di Fierrabras”.

L’incontro ripercorrerà momenti e aspetti della rinascita moderna dell’opera a partire dallo spettacolo di Ruth Berghaus con la partecipazione tra gli altri di Daniele Abbado, Alexander Pereira e contributi di Daniel Harding e del tenore Josef Protschka, che interpretava Fierrabras nel 1988.

Presentare per la prima volta al Teatro alla Scala un’opera di Franz Schubert è un invito a riconsiderare la figura di un musicista che pur essendo noto soprattutto per le Sinfonie, i Lied e le pagine per pianoforte, scrisse ben undici lavori per il teatro, lasciandone incompiuti altri sette: una produzione copiosa di cui Fierrabras, ultimo titolo commissionato per il Teatro di Porta Carinzia a Vienna dal direttore Domenico Barbaja e dal segretario del teatro, Josef Kupelwieser che speravano in un crescente successo dell’opera tedesca dopo i trionfi di Der Freischütz di Weber.