Giornata Mondiale contro la malaria

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Con 216 milioni di casi nel mondo e 445.000 decessi, la malaria rimane tutt’oggi la principale causa di mortalità infantile e di infermità in 91 Paesi tropicali .

Dal 2010, ingenti investimenti internazionali (circa 2.7 miliardi di dollari all’anno) hanno consentito la distribuzione di centinaia di milioni di terapie basate sull’artemisinina , di kit diagnostici e di zanzariere impregnate di insetticidi portando ad una diminuzione del 18% del tasso di incidenza globale della malaria.

Tuttavia, a partire dal 2014 il tasso di riduzione ha subito un arresto e, in alcuni Paesi, ha addirittura invertito il suo andamento. Oggi, l’80% del peso globale di questa malattia è sostenuto da 15 Paesi, tutti situati nell’Africa sub-sahariana, fatta eccezione per l’India.

I bambini sotto i 5 anni sono particolarmente suscettibili all’infezione e a sviluppare la malattia in forma grave. Oltre il 70% di tutti i decessi per malaria si verificano, infatti, in questa fascia di età di cui oltre l’80% in Africa sub-sahariana.

In questa regione solo il 19% dei bambini colpiti da malaria riesce a ricevere un trattamento a base di artemisinina e ogni 2 minuti muore un bambino a causa di questa malattia.

Uno dei cardini della strategia di controllo ed eliminazione globale della malaria è il controllo delle zanzare Anopheles che trasmettono i parassiti malarici all’uomo.

L’ottimizzazione delle strategie di controllo anti-vettoriale richiedono una profonda conoscenza della biologia di queste specie di zanzare che in Africa sub-sahariana sono particolarmente efficienti nella trasmissione del plasmodio della malaria e sono pertanto responsabili del maggior numero di casi in questa zona rispetto alle altre regioni tropicali.

Il Consorzio internazionale Anopheles gambiae 1.000 genomes (Ag1000G) – creato nell’ambito del Network internazionale sulla genomica ed epidemiologia della malaria (MALARIAGEN) – è nato per studiare il genoma delle due specie di zanzare, Anopheles gambiae e Anopheles coluzzii, responsabili della maggior parte della trasmissione di malaria in Africa e per connettere le variazioni genetiche con l’epidemiologia della malattia.

L’obiettivo è ottimizzare le strategie di controllo basate sull’impiego di insetticidi e svilupparne di nuove basate sull’ingegneria genetica.