Giornata Mondiale Ambiente

Giornata Mondiale Ambiente
Giornata Mondiale Ambiente

Giornata Mondiale Ambiente, Assessore Cattaneo: stiamo lavorando alla strategia regionale per la Biodiversità

Covid-19, rapporto corretto tra uomo e natura è fondamentale

(Milano, 05 giu) “La Giornata mondiale dell’ambiente e’
una ricorrenza che pone al centro tematiche quanto mai attuali.
Il tema di quest’anno, ‘E’ il momento per Natura’, ben si sposa con quello
che abbiamo vissuto in queste settimane. Infatti, l’emergenza Covid-19 ci ha
ricordato che senza un rapporto corretto tra uomo e natura le conseguenze
possono essere inimmaginabili”.

Lo afferma l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia,
Raffaele Cattaneo, in occasione della giornata mondiale dell’Ambiente,
giunta alla sua 46esima edizione da quando nel 1972 le Nazioni Unite
firmarono la ‘Dichiarazione di Stoccolma’, nell’ambito della prima
conferenza mondiale sull’ambiente.

RISTABILIRE RAPPORTO UOMO-NATURA – “E’ fondamentale – prosegue l’assessore
Cattaneo – ristabilire il rapporto tra uomo e natura, che innanzitutto e’ la
passione per la multiforme varieta’
delle specie, ovvero la biodiversita’. Un tema che va riportato al centro
della nostra attenzione e al centro delle politiche.
Dobbiamo difendere la vita in tutte le varieta’, perche’
l’equilibrio della natura e’ una condizione anche per il benessere della
vita di ciascuno di noi. Per questo, Regione Lombardia sta lavorando ad una
strategia regionale per la biodiversita’, dotandosi per la prima volta di
uno strumento PROPRIO a tutela della biodiversita'”.

MOMENTO DI RIFLESSIONE – “Questa giornata – aggiunge l’assessore
– ci invita a fare anche un’altra riflessione. Come recita la ‘Laudato Si:
Che mondo vogliamo lasciare a nostri figli?’. Chi ha ancora passione per
questa domanda non puo’ non interrogarsi e non affrontare seriamente questi
temi. L’ambiente e’ il nuovo nome dello sviluppo. In questo secolo il
cammino verso lo sviluppo dovra’ essere sostenibile o non potra’ piu’
essere. Se queste domande toccano ognuno di noi, possiamo iniziare un lavoro
comune. L’ambiente sara’ cambiato dal lavoro delle istituzioni, ma in primo
luogo dal comportamento di ciascuno di noi”. (LNews)

TUTTE LE NOTIZIE, LE FOTO E I VIDEO SONO DISPONIBILI SUL SITO:
www.lombardianotizie.online

Manuel Aspidi, ricavato del nuovo singolo al Wwf

LAST-CALL-cover
LAST-CALL-cover

Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020

Manuel Aspidi

Il nuovo singolo “Last Call”

L’ intero ricavato della vendita del brano a sostegno dei progetti del Wwf

Venerdì 5 giugno sarà in rotazione radiofonica e disponibile in digitale “LAST CALL” (Thomas Music & Art) il nuovo singolo di MANUEL ASPIDI. Il brano esce in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020 (World Environment Day), festività proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, e l’intero ricavato dalle vendite della canzone, che lo stesso giorno sarà lanciata anche nel mercato statunitense, verrà donato al WWF Italia.

Il brano scritto da Phil Palmer e Julian Hinton (autore, arrangiatore e produttore britannico che ha collaborato con nomi del calibro di Robbie Williams, Trevor Horn, Seal e molti altri) con la direzione artistica di Numa, lancia un messaggio di speranza per il pianeta devastato dall’uomo.

A proposito del singolo, Manuel commenta: «Tornare a lavorare con Phil Palmer, Numa e Julian Hinton è sempre una grande emozione. Come si dice: “squadra che vince non si cambia”. Ho imparato molto da loro ed è sempre stimolante, perché so che le aspettative nei miei confronti sono alte e non voglio deluderli. Phil e Julian hanno scritto “Last Call”, un brano che sento molto, perché parla del nostro pianeta, nel quale viviamo e che per mano dell’uomo sta venendo distrutto. Fin da bambino ho sempre amato e rispettato gli animali e la natura, perché non bisogna essere distruttivi nei loro confronti ma protettivi, ma molto spesso lo dimentichiamo. Sono felice che il WWF supporti questo progetto, al quale dedico interamente tutto il mio tributo».

«Quello di Manuel Aspidi è un gesto importante che sottolinea, ancora una volta, la sua sensibilità verso l’ambiente. Ci auguriamo che Last Call possa diventare un grande amplificatore della richiesta di agire nei confronti della crisi climatica e della perdita di biodiversità a cui è necessario porre al più presto un argine, attraverso scelte concrete, efficaci e soprattutto immediati. Proprio come dice il pezzo di Manuel siamo arrivati all’ultima chiamata: non c’è altro tempo da perdere, questo è il momento di invertite la rotta per costruire un futuro sostenibile ed in armonia con la natura. E proprio per costruire il nostro futuro il WWF Italia ha lanciato la grande consultazione Il Mondo che verrà, a cui tutti possono dare il proprio contributo di idee su wwf.it», afferma Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia.

«Il video mette in mostra i problemi del pianeta per lanciare un messaggio di speranza e di cambiamento. Animali sofferenti, incendi, ghiacciai che si sciolgono e montagne di rifiuti, si alternano a Manuel, portavoce del messaggio, in uno spazio e in un tempo indefinito avvolto da luci crepuscolari e intense, ora fredde, ora calde, come a richiamare gli elementi della natura», commenta il regista.

MANUEL ASPIDI nasce a Livorno nel 1987. Inizia a studiare canto all’età di 6 anni e, a soli 15, è già vincitore di numerosi concorsi canori. Nel 1999 inizia a studiare musica leggera (Pop – Blues – Soul) e, parallelamente, si affaccia da protagonista nel panorama della musica lirica. È primo tenore drammatico nel coro del Maestro Preziosi interprete di opere liriche tra le quali La Nona di Beethoven, Madame Butterfly, Carmina Burana, Vivaldi, Don Pasquale e la Norma, portate in tournée nei teatri di tutta Italia.

A causa del protrarsi su scala mondiale di problematiche e limitazioni connesse alla diffusione del virus Covid-19 è stato annullato il tour che ripartirà presto.

https://www.facebook.com/manuelaspidi/

https://www.instagram.com/manuel_aspidiofficial/

 

Giornata mondiale delle Mucopolisaccaridosi

Takeda Italia
Takeda Italia

Giornata mondiale delle Mucopolisaccaridosi (MPS):
Diagnosi precoce e conoscenza le parole chiave contro queste malattie metaboliche rare che in Italia colpiscono 230 persone

· Le Mucopolissaridosi (MPS) sono disordini metabolici genetici che provocano organomegalia, malformazioni a livello scheletrico, opacità corneale, alterazioni cardiache, dismorfismi facciali e regressione cognitiva e motoria. La diagnosi tardiva è dovuta all’assenza di sintomi nei bambini che nei primi anni di vita non presentano i segni della malattia (nelle forme severe le manifestazioni neurologiche compaiono dopo il primo anno di vita) [2].

· Takeda Italia supporta la Giornata Mondiale di queste patologie, per una maggiore consapevolezza delle malattie rare come le MPS, necessaria per aiutare caregivers e medici a cogliere i segnali e intervenire il prima possibile per preservare e migliorare la vita “a ritroso” dei piccoli pazienti.

Roma, 15 maggio 2020 – Il 15 maggio ricorre la Giornata Mondiale dedicata alla Mucopolisaccaridosi, un gruppo di nove rare e gravi malattie genetiche del metabolismo presenti nell’individuo dalla nascita, che non manifestano tuttavia sintomi immediati e per questo vengono diagnosticate tardivamente. 230 persone in Italia e 5.000 nel mondo[1] soffrono di MPS, persone che con il decorrere della malattia risentono di progressivi danni agli organi tra cui organomegalia, alterazioni scheletriche, sordità, opacità corneale, rigidità articolare, interessamento cardiaco e una regressione nello sviluppo delle abilità cognitive e motorie. Una vita “a ritroso” per i bambini che perdono man mano autonomia e le abilità sviluppate a causa di queste malattie multisistemiche da accumulo lisosomiale.

Le MPS, in generale, sono provocate dalla mancanza di uno specifico enzima deputato a scomporre le molecole complesse denominate glicosaminoglicani (GAGs, mucopolisaccaridi) in modo che possano essere riciclate dai lisosomi. Senza questo enzima, i GAGs si accumulano nelle cellule causando progressive ed importanti alterazioni di alcuni tessuti e organi.

Al momento non esiste ancora una terapia risolutiva delle MPS. Consapevole di questi bisogni non soddisfatti, con la recente fusione con Shire, Takeda Italia rafforza il percorso di crescita e la capacità di innovazione, con conseguenti maggiori focus di ricerca e sperimentazione: nello specifico, per quanto riguarda il trattamento della MPS II detta Sindrome di Hunter, i pazienti possono ricorrere a terapie di supporto a lungo termine oltre che alla terapia enzimatica sostitutiva (ERT – enzyme replacement therapy) somministrata per infusione endovenosa dell’enzima esogeno ricombinante (idursulfasi), per migliorare i sintomi, migliorare la deambulazione, ridurre i GAGs (glicosaminoglicani) urinari, trattare le complicanze respiratorie e cardiache (normalizzando la massa ventricolare sinistra in alcuni soggetti) e ridurre i volumi di fegato e milza [3].

“Far conoscere il più possibile le mucopolisaccaridosi aiuta la community di caregiver a far sentire la propria voce – ha aggiunto Flavio Bertoglio, presidente dell’Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi e Malattie Affini (www.aimps.it). “Giornate come quella che si celebra oggi aiutano anche ad aumentare la consapevolezza sulle Mucopolisaccaridosi nella comunità medica, che deve essere in grado di identificare queste malattie in modo più tempestivo possibile e lottare contro il progressivo svelamento dei sintomi”.

La volontà di Takeda Italia di sostenere le persone affette da MPS e i loro caregivers si concretizza anche attraverso programmi di supporto con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita dei pazienti tramite la personalizzazione dell’assistenza sanitaria. Uno di questi è Hunter@Home, il programma nato nel 2011 che offre gratuitamente un servizio di assistenza domiciliare alle persone che soffrono della Sindrome di Hunter. Oltre che domiciliare, il servizio è personalizzato dalla consegna del farmaco fino alla somministrazione della terapia enzimatica, secondo il piano terapeutico previsto dal clinico del Centro di riferimento, e prevede un infermiere specializzato a domicilio e un medico per il supporto remoto.

“Consapevoli dei bisogni dei pazienti che diventano ancora più essenziali in questo momento d’emergenza sanitaria e lo saranno sempre di più in futuro,” – ha commentato Alfonso Gentile, Medical & Regulatory Director di Takeda Italia – “lavoriamo intensamente per offrire servizi di supporto che contribuiscono a mantenere l’aderenza terapeutica ed a migliorare la qualità di vita in persone che, a causa delle MPS, soffrono una progressiva regressione con un drammatico impatto sul piano fisico e sociale”.

Resta quindi fondamentale intervenire precocemente sulle manifestazioni della malattia, mantenendo un costante livello di assistenza e intensità di controlli in stretta collaborazione con i presidi ospedalieri, migliorare le conoscenze degli specialisti per potere identificare le MPS, e in seguito gestire in modo efficace le problematiche proprie di queste patologie e mettere le famiglie nelle condizioni di garantire una buona continuità terapeutica.

Takeda è un’azienda biofarmaceutica globale e leader di settore che collabora con gli Operatori Sanitari, le Associazioni pazienti e le Istituzioni per consentire l’accesso a farmaci innovativi, che fanno realmente la differenza nella vita dei pazienti.

Takeda è in oltre 80 Paesi ed è presente nelle aree: oncologia, gastroenterologia, neuroscienze, malattie rare, con investimenti mirati nel campo dei medicinali plasmaderivati e dei vaccini. (maggiori informazioni su www.takeda.com/it-it).

[1] https://www.paginemediche.it/news-ed-eventi/giornata-mondiale-mucopolisaccaridosi-flyformps.

2. https://malattierare.aou.udine.it/news/articoli/le-mucopolisaccaridosi-dalla-clinica-alla-diagnosi (Orazio Gabrielli)

3. RCP Elaprase (Documento reso disponibile da AIFA il 09/01/2019)

Francesco Taskayali: le note di “Elsastrasse”…

Francesco Taskayali
Francesco Taskayali

Francesco Taskayali: le note di “Elsastrasse” risuonano in una piazza vuota in occasione della Giornata mondiale della Croce Rossa Italiana
Il brano neo-classico “Elsastrasse” scritto da Francesco Taskayali in collaborazione con Francesco Maria Mancarella è disponibile da venerdì 8 maggio in tutti gli store digitali e nelle radio per INRI Classic e con la distribuzione Artist First.

Il pezzo è stato presentato in anteprima live in un suggestivo concerto sullo sfondo di una Latina vuota in occasione del Giornata Mondiale della Croce Rossa, evento a cui Francesco ha presenziato al culmine di un percorso personale intrapreso come volontario dall’inizio della pandemia.

“Elsastrasse” è per il pianista italo-turco Taskayali il ricordo dell’ultimo viaggio in libertà, l’ultimo tuffo in una normalità che si dava per scontato, l’ultimo mescolarsi sereno nella folla. E’ un flusso di emozioni, condiviso con l’amico compositore Mancarella, che trova modo di raccontarsi attraverso il linguaggio più universale, privo di limiti idiomatici e confini geografici, che entrambi conoscono molto bene: la musica del pianoforte.

“Elsastrasse è stata casa mia per un po’, una delle tante. La strada di Elsa, un nome comune in Germania, una via qualsiasi sicuramente, ma quel viaggio a Colonia è stato l’ultimo viaggio libero. Se ripenso a quelle situazioni che mi sembravano banali, scontate, come viaggiare, incontrare gente, cenare insieme… tutto questo mi fa riflettere e mi lascia senza parole. E allora inizio a suonare.” (Taskayali)

 

Talassemia: da Telethon 19 milioni di euro per la ricerca

Fondazione Telethon
Fondazione Telethon

Fondazione Telethon

08 maggio 2020 Giornata Mondiale della Talassemia

Da Fondazione Telethon 19 milioni di euro per 40 progetti di ricerca

Roma, 08 maggio 2020 – L’8 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata della talassemia, una delle malattie genetiche più frequenti in assoluto: si stima infatti che circa il 7% della popolazione mondiale sia portatore di una forma di difetto ereditario dell’emoglobina, la proteina dei globuli rossi responsabile del trasporto dell’ossigeno ai tessuti che è alterata nei talassemici. Questa proteina così importante è costituita da due catene, la alfa e la beta, e a seconda di quale sia difettosa si parlerà di alfa o beta talassemia. Quest’ultima è la forma più grave e si stima che ogni anno nel mondo nascano circa 60.000 soggetti affetti, mentre in Italia se contano circa 7000.

Fondazione Telethon è storicamente molto impegnata nella ricerca sulla talassemia: ad oggi sono oltre 40 i progetti finanziati, per un investimento totale che supera i 19 milioni di euro.

In particolare, presso l’Istituto San Raffaele-Telethon per la terapia genica (SR-Tiget) di Milano il gruppo di Giuliana Ferrari è da molti anni al lavoro per mettere a punto una cura per la forma più grave, la talassemia major o morbo di Cooley, in cui la mancanza della catena beta si traduce in una grave anemia emolitica cronica che si manifesta fin dall’età di 6 mesi e può portare precocemente alla morte se non curata. Il trattamento convenzionale, non risolutivo ma in grado di tenere la malattia sotto controllo, è rappresentato dalle trasfusioni di sangue, che vanno fatte regolarmente e accompagnate da una terapia farmacologica che elimini l’inevitabile accumulo di ferro. Terapia risolutiva è invece il trapianto di midollo osseo o di cellule staminali da cordone ombelicale, che però dipende dalla disponibilità di un donatore compatibile. La terapia genica potrebbe rappresentare una valida alternativa al trapianto, anche in assenza di un donatore, perché si basa sulla correzione genetica delle cellule staminali ematopoietiche del paziente stesso: una volta prelevate vengono messe a contatto con un vettore virale contenente una versione sana del gene della beta globina e così corrette vengono reinfuse nel paziente.

Nel 2015 è stata avviata una sperimentazione clinica presso l’Ospedale San Raffaele della terapia genica messa a punto dal team di Giuliana Ferrari, che ha coinvolto complessivamente 9 pazienti sia adulti che pediatrici affetti dalla forma più grave di beta talassemia. Come descritto all’inizio del 2019 su Nature Medicine, la terapia genica si è dimostrata non solo sicura, ma anche in grado di ridurre sensibilmente e in certi casi azzerare del tutto la necessità di ricorrere a trasfusioni. Concluso questo primo studio, i ricercatori – oltre a monitorare nel tempo i pazienti che vi hanno preso parte – sono al lavoro per migliorare il protocollo terapeutico, sia attraverso lo studio approfondito del funzionamento delle cellule staminali ematopoietiche e dell’ambiente che le circonda, sia ottimizzando e standardizzando quanto più possibile il processo di correzione di queste cellule, in modo da migliorare ulteriormente i risultati clinici.

Fondazione Telethon
Fondazione Telethon è una delle principali charity biomediche italiane, nata nel 1990 per iniziativa di un gruppo di pazienti affetti da distrofia muscolare. La sua missione è di arrivare alla cura delle malattie genetiche rare grazie a una ricerca scientifica di eccellenza, selezionata secondo le migliori prassi condivise a livello internazionale. Attraverso un metodo unico nel panorama italiano, segue l’intera “filiera della ricerca” occupandosi della raccolta fondi, della selezione e del finanziamento dei progetti e dell’attività stessa di ricerca portata avanti nei centri e nei laboratori della Fondazione. Telethon inoltre sviluppa collaborazioni con istituzioni sanitarie pubbliche e industrie farmaceutiche per tradurre i risultati della ricerca in terapie accessibili ai pazienti. Dalla sua fondazione ha investito in ricerca oltre 528 milioni di euro, ha finanziato oltre 2.630 progetti con oltre 1.600 ricercatori coinvolti e più di 570 malattie studiate. Ad oggi grazie a Fondazione Telethon è stata resa disponibile la prima terapia genica con cellule staminali al mondo, nata grazie alla collaborazione con l’industria farmaceutica e Ospedale San Raffaele. Strimvelis, questo il nome commerciale della terapia, è destinata al trattamento dell’ADA-SCID, una grave immunodeficienza che compromette le difese dell’organismo fin dalla nascita. La terapia genica è in fase avanzata di sperimentazione anche per la leucodistrofia metacromatica (una grave malattia neurodegenerativa), la sindrome di Wiskott-Aldrich (un’immunodeficienza), la beta talassemia, e due malattie metaboliche dell’infanzia (rispettivamente, la mucopolisaccaridosi di tipo 6 e di tipo 1). Inoltre, all’interno degli istituti Telethon è in fase avanzata di studio o di sviluppo una strategia terapeutica mirata anche per altre malattie genetiche, come per esempio l’emofilia o diversi difetti ereditari della vista. Parallelamente, continua in tutti i laboratori finanziati da Telethon lo studio dei meccanismi di base e di potenziali approcci terapeutici per patologie ancora senza risposta.