Al Tambourine di Seregno: I Guignol

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“Porteremo gli stessi panni” è il nuovo disco dei Guignol uscito per Atelier Sonique il 23 febbraio, a due anni dal precedente “Abile Labile”. Giovedì 26 aprile la band capitanata da Pierfrancesco Adduce presenterà i nuovi brani con un concerto all’Arci Tambourine di Seregno (MB). Sul palco la nuova formazione composta da Pier Adduce (voce, chitarra, armonica), Paolo Libutti (basso), Antonio Marinelli “il Coda” (chitarre elettriche), Lucio Sagone (batteria) e Maurizio Boris Maiorano (organo e piano). In apertura Sawara e Semi d’Ortica (inizio ore 19, ingresso 3 € + tessera Arci)

Ispirato dal poeta e grande attivista politico lucano Rocco Scotellaro – suo il verso che dà il titolo al disco – e da una vicenda biografica di Pierfrancesco, “Porteremo gli stessi panni” dei Guignol raccoglie nove ballate atipiche e ancheggianti, che spostano il suono della band milanese dai nervosismi elettrici del predecessore ad una visione sonora all’insegna del folk popolare italico e americano, una frontiera densa di tastiere liquide e acidule, hammond e organi fantasmatici, chitarre legnose e bassi massicciamente sinuosi, ma pure slide, pianoforti sghembi, armoniche e tamburi battenti ritmi originari.

Queste scelte sonore, dovute ancora una volta alla collaborazione con il produttore Giovanni Calella, scontornano una scrittura di puro storytelling che brano dopo brano costruisce una sorta di romanzo popolare sullo sradicamento, la speranza e la perdita di sé e delle ragioni del proprio essere o essere stati, in un passato ancestrale e mitologico come in un presente accelerato e ipertecnologico sempre più spersonalizzante.

La lettura di Scotellaro – di cui sono state musicale due poesie in apertura e chiusura del disco (“Padre mio” e “Pozzanghera Nera 18 aprile”) – ma anche di Luciano Bianciardi (a cui è dedicata “La promessa”, brano accompagnato da un videoclip) e di Danilo Dolci, insieme ai numi tutelari Gaber, Jannacci e Matteo Salvatore, hanno fatto poi il resto. “Porteremo gli stessi panni” è un disco che racconta di matrimoni per convenzione (“Diversi e opposti”), padri emotivamente aridi (“6 fratelli”), indiani metropolitani e donne dimesse (“Come Maria Vergine”), ragazzi di periferia (il singolo radiofonico “L’orizzonte stretto”) e eroina (“1979”).

Con un songwriting spesso di stampo neorealista i Guignol dopo quasi un ventennio di musica e canzoni hanno rilasciato il loro disco più poetico e cantautorale. Un lavoro che ha messo le proprie radici fra le costole di chi scrive per allungare i rami sino alle altezze dei grattacieli e intercettare nell’aria digitale del presente scampoli di umanità disgregata, disperata e rabbiosa, ma sempre vitale. Non disposta ad arrendersi in quanto animata da uno spirito ribelle che, come scriveva Scotellaro, appartiene alla “turba dei pezzenti, / quelli che strappano ai padroni / le maschere coi denti.”