Telemedicina, partito a Bangui il progetto di “Amici per il Centrafrica”

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È partito il progetto di telemedicina al Centro “Joie de vivre” gestito a Bangui dall’Associazione “Amici per il Centrafrica” onlus. “Qualche giorno fa è partito il primo teleconsulto dal nostro centro sanitario di Bangui per un problema dermatologico e i medici italiani hanno prontamente risposto segnalando le cure appropriate per la soluzione del caso”, annuncia il vicepresidente dell’Associazione Pier Paolo Grisetti esprimendo orgoglio e felicità per il risultato raggiunto.

Il progetto di telemedicina – il primo attivo in tutto il Centrafrica – nasce dalla collaborazione dell’Associazione con le onlus Nico i Frutti del Chicco e Global Health Telemedicine (GHT), le cui strutture operative fanno riferimento alla Comunità di Sant’Egidio.

La postazione si chiama “Nicolò”, dal nome di una delle tre onlus che ha contribuito alla realizzazione del progetto, ed è ospitata nel nuovo dispensario pediatrico del centro, a fianco del laboratorio di analisi. Il progetto consente attualmente di tenere sotto controllo i 450 bambini che frequentano la scuola ma potrebbe essere esteso alle mamme e ai bambini di altre scuole.

 “Attualmente – spiega da Bangui l’infermiera professionale Lucie Peters – stiamo monitorando lo stato di salute dei ragazzi che frequentano il Centro. La nostra infermeria scolastica dispone ora del materiale medicale e informatico per effettuare teleconsulti con medici specialisti in Italia: un bel sistema che comincia già a permettere una presa di carico di qualità per i nostri bambini, per la maggior parte dei quali non è mai stato fatto uno screening sanitario approfondito”.

Il consulto di telemedicina fatto partire da Lucie e riguardante un problema dermatologico ha raggiunto Roma e la postazione di Ght, dove un medico ha analizzato i documenti e inviato subito un referto in Centrafrica.

“La novità è che questo sistema di telemedicina – evidenzia Michelangelo Bartolo, segretario generale di Ght, – è tutto sul web e non ha bisogno di installare alcun programma sul posto. Il sistema a breve potrà funzionare anche senza Internet”.

Una notizia non da poco per luoghi dove la fornitura di elettricità è spesso discontinua. Attivi sulla telemedicina per Ght, prosegue Bartolo, “ci sono circa 80 specialisti volontari afferenti a 13 branche mediche, pronti a refertare esami strumentali come elettrocardiogrammi, radiografie, fotografie e dare indicazioni diagnostiche e terapeutiche a distanza. È un nuovo modo di fare cooperazione ad alto impatto e costi contenuti”.

Per il futuro la collaborazione tra Amici per il Centrafrica e Ght potrebbe ampliarsi anche in merito alla realizzazione del programma Dream, così anche a Bangui potranno nascere bambini sani da madri hiv positive.