Teatro Spazio Tertulliano: “La confessione di Agostino”

la conf di agostino  teatro
“Mi chiamo Agostino, ho cinquantasei anni e vivo in una casa lavoro, si chiama così il limbo in cui mi trovo a penare. Non assomiglia per niente a una casa, è una galera bella e buona con porte blindate e angeli poliziotti a vegliare sulla mia noia. Sotto il tetto in cui sto scontando il mio ‘ergastolo bianco’ non ho alcun mestiere a cui dedicarmi, giusto una manciata di giorni al mese faccio lo ‘scopino’, pulisco il passaggio di chi striscia accanto a me. Da bambino sognavo un mondo ordinato, per questo diventai sbirro; il gioco d’azzardo mi fece cadere e per questo diventai ladro.

“Mi chiamo Agostino e sogno la libertà”. La nuova produzione della Compagnia Facchetti/De Pascalis è una storia che arriva dal carcere, un racconto biografico che permette di affrontare il tema delicato e poco conosciuto dell’ergastolo
bianco, ovvero la condizione di chi, dopo avere scontato una condanna, è costretto a una reclusione ulteriore senza avere commesso alcun reato: come Agostino, forzato a una pena supplementare reiterabile all’infinito. In quanto pericoloso o in quanto povero?

Questo è il punto, parliamo di persone che minacciano l’ordine sociale perché nullatenenti, senza un tetto né occupazione ma la cui indigenza non può diventare colpa, “per legge”.

Teatro Spazio Tertulliano: “La confessione di Agostino”
in scena dal 2 al 20 marzo.

Info e prenotazioni:
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tel. 02.49472369