Sinagoga e Aronne 1a parte


LA SINAGOGA E
ARONNE: DUE FIGURE-SIMBOLO AL FONDAMENTO DEL NOSTRO RINNOVAMENTO TEOLOGICO-LITURGICO

di Cinzia Randazzo – Il presente contributo nasce dalla constatazione che in diverse chiese locali il concetto di chiesa viene inteso purtroppo più come luogo di relazioni interpersonali di parte e di realizzazione dei propri interessi, che come luogo di pieno assoggettamento delle proprie volontà a quella di Dio.

Pertanto il culto viene vissuto più come soddisfacimento dei propri interessi personali e di parte che non come una vera e propria predisposizione a sottomettersi  alla volontà di Dio.

Sulla base, quindi, di quanto è avvenuto nelle suddette chiese locali, colgo l’occasione, rifacendoci ad alcuni testi biblici e giudaici, per rilanciare il concetto della sinagoga che in sé racchiude  immense ricchezze di ordine spirituale; ricchezze che sono al fondamento di un vero e proprio rinnovamento del nostro modo di vivere il culto “sabbatico” nelle nostre chiese cristiane.

    

Il ruolo della sinagoga nella tradizione giudaica               

Origine e significato del termine sinagoga   

Sebbene l’origine della sinagoga non possa essere datata con certezza, generalmente si ritiene che essa nacque durante l’esilio babilonese dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme, perché proprio in questo periodo gli ebrei, non potendosi radunare più nel tempio perché distrutto, si riunivano in abitazioni private per poter continuare il loro culto.  Infatti fin dalle origini la sinagoga, proveniente dal termine ebraico bet ha-kenesset che significa casa dell’assemblea,  era intesa essenzialmente come casa di preghiera, nella quale gli ebrei si riunivano per leggere le Scritture, ascoltarne le esortazioni e gli insegnamenti:

la sinagoga rispondeva così perfettamente alle esigenze della nuova comunità giudaica: devozione intransigente alla Legge, istruzione “legale” e preghiera comunitaria. In un primo tempo le riunioni sotto la grande guida del profeta Ezechiele non seguivano uno schema prestabilito, tuttavia, pur con più o meno improvvisazione, rispondevano al loro fine iniziale: una liturgia peculiare che consisteva in letture e spiegazioni della Legge, in salmi e preghiere recitati in comune.

Anche il corrispettivo termine greco συναγωγή rispondeva a tale significato, in quanto indicava, in senso generale, un “raduno di persone“, e per i LXX soprattutto designava una comunità “che si aduna per un’azione comune“.

Inizialmente quindi la sinagoga sorse solo per conservare il culto spirituale e renderlo più profondo tra i fedeli ebrei, bandendo il sacrificio come invece veniva fatto nel tempio. Man mano che gli ebrei si organizzavano, l’istituzione si sviluppava costantemente fino ad arrivare, nonostante la ricostruzione del tempio, alla edificazione di edifici adatti per queste assemblee di tipo religioso.         

Infatti fin dal III secolo a. C., esistevano delle vere e proprie sinagoghe che aumenteranno al tempo di Gesù. Esse avevano un regime interno ben strutturato e organizzato, dove ognuno aveva un suo specifico ruolo. In seguito nell’ebraismo rabbinico la sinagoga assunse anche la funzione di essere un luogo dove si studiava la Bibbia, i relativi commenti e gli scritti talmudici.