Cultura e persona nella tradizione nera

di Stefany Sanzone – Ancor oggi, certe persone, malgrado l’infatuazione superficiale che manifesta per l’arte e la musica nera, esita, o mostra una certa riluttanza ad impiegare il termine cultura quando si tratta dell’Africa Nera.

Preciso che quando dico Africa Nera, voglio parlare di popoli come gli Zulù dell’Africa del sud, i Ba-Kongo dell’Africa centrale, gli Ibo e Yoruba della Nigeria del Sud, i Kikuyo del Kenya.

Quando si parla di cultura ( complesso di modelli che orientano il comportamento e la comprensione del mondo sociale e naturale ), si pensa innanzitutto all’Occidente, oserei dire all’Occidente moderno, con le sue radici greco-romane.

Lo studio delle diverse strutture sociali, come quello degli elementi culturali delle società africane, ci hanno indotto a pensare che, nelle società tradizionali dell’Africa nera, la cultura è un insieme di codici sociali che esprimono la vitalità di un gruppo etnico, di una società e che hanno il compito di mantenere questa società nel suo stato di sviluppo, e di stabilizzare e favorire lo sviluppo dei suoi membri.

I modi di trasmissioni di questa cultura sono diversissimi dai nostri: saggezza personale, frutto di esperienza, e circoli iniziatici.

In occidente, al contrario, dal XVIII secolo, o Secolo dei Lumi, si è sviluppata un’individualità che fa della ragione una fede, la Luce Naturale, il supporto e l’intelligenza nella cultura; tutto dipende dal proprio adattamento ed è la personalità dell’uomo, il suo modo di porsi, a caratterizzare la propria persona rispetto ad altre.

La personalità nelle culture africane è, invece, lo scopo supremo della cultura. Queste società sono quelle in cui la produzione della persona conta molto più della produzione dei beni. La persona è la cosa più valorizzata.