Australian Open, la prima di Azarenka, la terza di Djokovic

 

 

Victoria Azarenka con il suo trofeo

Melbourne, 29 gennaio 2012 di Fiorenzo Di Costanzo. La centesima edizione degli Australian Open si è conclusa senza nessuna sorpresa nei due tornei. Per il tennis azzurro è stato un torneo dalle due facce: se ci si aspettava qualcosa in più sia dalla Pennetta, fuori già al primo turno contro la russa Bratchikova, che dalla Schiavone, fatta fuori nel derby con la Oprandi, che dal prossimo torneo giocherà per la federazione elvetica, al secondo turno, la vera sorpresa è stata la Errani, capace di arrivare fino ai quarti di finale dove ha perso con un doppio 6 – 4 con la Kvitova ma che ha avuto la possibilità di portarsi sul 5 a 1 durante il secondo set. La trasferta australiana della bolognese è stata impreziosita dalla finale raggiunta e persa in doppio con la Vinci contro il duo russo Kuznetsova – Zvonareva, dopo che le nostre ragazze si erano aggiudicate il primo set. La stessa Roberta Vinci è stata protagonista anche del doppio misto, con Daniele Bracciali, dove hanno raggiunto le semifinali. Il risultato di Bracciali nel doppio misto è l’unico di nota fatto registrare dagli uomini.

Nel torneo femminile si è imposta la bielorussa Victoria Azarenka che con la sua affermazione si aggiudica anche la prima posizione mondiale. In semifinale sono arrivate le migliori tenniste in circolazioni: la Azarenka (testa di serie numero 3) contro la Clijsters (11), con la belga che ha eliminato ai quarti la Wozniacki, numero 1, ormai ex, delle classifiche mondiali; e la Sharapova (4) contro la Kvitova (2). I due match sono simili nell’andamento: la Azarenka e la Sharapova vincono il primo set, poi vengono sorprese abbastanza nettamente nel secondo set per poi ritrovare il ritmo giusto nel terzo e decisivo set. La finale è dunque Azarenka contro Sharapova.
Le due tenniste giungono all’atto conclusivo con numeri molto simili: entrambe hanno perso solo 2 set nell’intero torneo, la russa è stata in campo poco meno di mezzora in più rispetto alla bielorussa e i precedenti sono in perfetta parità, con 3 vittorie per parte. Ma la finale, si sa, è una partita a sé. Ci si aspettava una Sharapova fin da subito aggressiva e più incisiva della sua avversaria: la Azarenka perde il primo servizio del match. Ma per la bella Maria i problemi sono appena iniziati. La Azarenka si riprende il break di svantaggio e si porta sul 3 a 2, d’ora in poi sarà solo un monologo della bielorussa. Le due ragazze cercano di non concedere angoli all’avversaria e picchiano duro soprattutto dalla parte centrale del campo, ma all’ottavo game del primo set la Azarenka riesce a conquistare un break di vantaggio e poi chiude il primo set con il successivo turno di servizio con il punteggio di 6 a 3. Il secondo set si apre con la Sharapova molto nervosa e imprecisa che regala punti su punti all’avversaria, soprattutto di diritto e così la Azarenka in un batter d’occhio si ritrova prima sul 2 a 0 e poi sul 4 a 0. Sul 5 a 0 la Azarenka serve per il match: prima concede una palla break, poi arriva il match point che da la vittoria alla bielorussa.
La Azarenka diventa così la nuova numero 1, la prima tennista a passare dal numero 3 al numero 1 senza transitare dalla posizione intermedia.

Victoria Azarenka – Maria Sharapova 6/3 6/0

Come nel tabellone femminile così anche nel tabellone maschile non ci sono sorprese e giungono in semifinale i “faboulos 4”: Nadal affronta Federer e Djokovic affronta Murray. Forse, per una volta, Nadal e Djokovic partono da sfavorito: il maiorchino già ai quarti ha sofferto tantissimo contro Berdich; il serbo soffre per un problema ad un polpaccio e nel corso del torneo sembra che abbia avuto problemi di respirazione. Ma la classe dei due è tanta e ancor di più è la loro voglia di vincere. Nadal, dopo aver perso il primo set al tie break contro un ottimo Federer, forse il migliore dei 4 per gioco mostrato, riesce a ribaltare la situazione anche sfruttando un periodo di interruzione forzata causata da uno spettacolo pirotecnico per celebrare l’Australian Day, pausa che ha tolto ritmo allo svizzero che in un batter d’occhio si è ritrovato un set pari. Il resto del match è stata una autentica lotta ma, si sa, più un match diventa duro e più Nadal si esalta. Djokovic, da parte sua, ha giocato una semifinale che ha quasi del commuovente: dopo essere andato in vantaggio di un set ha subito il ritorno dello scozzese. In alcuni frangenti sembrava quasi voler gettare la spugna ma riesce a stringere i denti e a far sua la partita al termine di un quinto e durissimo set. La finale vede, quindi, di fronte ancora una volta Nadal e Djokovic.
Fin dai primi scambi della finale è ben evidente quale sarà il copione dell’atto finale della centesima edizione degli Australian Open: una vera lotta tra due tennisti che non si risparmiano e che picchiano come fabbri. Dopo 80 minuti il primo set si conclude sul punteggio di 7 a 5 per Nadal dopo tanti capovolgimenti nel punteggio: prima il maiorchino si porta sul 3 a 2, poi Nole risponde e riporta il set dalla sua parte ma perde ancora una volta il servizio concedendo a Nadal il primo parziale della partita. Nel secondo set sale in cattedra Djokovic che si invola velocemente sul 5 a 2; Nadal non ci sta e riapre il set facendosi sotto e portandosi sul 5 a 4, ma un suo doppio fallo regala il secondo set al serbo. Il terzo set ripercorre il copione del secondo, ma questa volta Nadal non ha la forza di rientrare e perde malamente per 6 game a 2. L’inizio del quarto set è molto intenso ed equilibrato, forse il momento migliore dell’intera partita. Nole nell’ottavo game è ad un punto dall’andare a servire per il match, ma ancora una volta Rafa tiene duro e mantiene il proprio turno di servizio. Il set si mantiene molto equilibrato e la conclusione inevitabile è il tie break: il serbo riesce a portarsi a due punti dal match, ma Nadal infila 4 punti di fila e porta la partita al quinto e decisivo set. Nel quinto set il livello continua ad alzarsi: Nadal sembra avere la vittoria in pugno quando sul punteggio di 4 a 2 ha un facile dritto per portarsi sul 15-40 con Nole al servizio ma manda malamente il colpo in corridoio. Il pericolo sventato da nuova energia a Djokovic che riesce a riportarsi sul 4 pari. Il break decisivo Nole lo ottiene sul 5 pari grazie ad un errore di Nadal e nel game successivo sembra tutto facile quando sale velocemente sul 30 a 0, ma Rafa stringe i denti e riesce a ottenere una palla break. Djokovic non ha più voglia di giocare e dopo 5 ore e 53 minuti, nuovo record per una finale di Slam, dopo una palla deviata dal nastro mette a segno il vincente che chiude la partita.

Rafa Nadal – Novak Djokovic 5/7 6/4 6/2 6/7 7/5