Per chi suona la banana

 

Il suicidio dell’Unione Brancaleone e l’eterno ritorno di Al Tappone

Autore: Marco Travaglio

Edizione: Garzanti, 2011

 21 novembre 2011, di Zini Elisa – E’ diventato un best seller il libro di Marco Travaglio “Per chi suona la banana” (prima edizione dicembre 2008). Un memorandum da conservare con cura: un insieme di eventi raccontati con ironia e accuratezza da uno dei più onesti giornalisti italiani. Marco Travaglio riesce a far riflettere regalando ai suoi lettori sdegno e buon umore in un miscuglio tutto da assaporare.

Raffinato e acuto giornalista Travaglio ricostruisce un pezzo di storia italiana semplicemente raccontando con lealtà disarmante gli intrighi “di corte” a partire dal marzo 2007 quando governava ancora, barcollando, Romano Prodi. Questo libro è una raccolta di articoli che raccontano le peripezie dell’ultimo governo di centro sinistra, capeggiato da Prodi, fino alla nuova presa di potere da parte di Berlusconi. Un percorso, un tuffo nella memoria, per non dimenticare, per non ripetere gli stessi errori: uno sguardo non solo politico ma esistenziale, culturale, in un Italia sempre più arrendevole, scoraggiata, incapace di reagire. Una voglia di regalare agli italiani una sorta di antidoto, capace di risvegliare quelle doti che hanno reso grande il nostro Paese: qualità che ora sembrano celate, incapaci di tornare con forza a farsi sentire e ascoltare.

Marco Travaglio si contraddistingue da sempre per la sua libertà, per la minuziosa e voluta ricerca dei fatti, per l’indipendenza dai poteri e dai partiti, e per la sua intransigente ed estenuante ricerca di verità e giustizia. Nel precedente libro «La scomparsa dei fatti» Marco scrive: «Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto». Questo è lo spirito che accompagna Marco nel suo lavoro minuzioso, di ricostruzione della verità e della corretta informazione. Il libro di Marco Travaglio rappresenta un prezioso archivio storico-letterario per non dimenticare una parte del nostro cammino, una parte della nostra storia politica, economica, sociale, una parte di noi.

La penna di Marco dà voce, mettendo nero su bianco, a tutte quelle verità nascoste che i telegiornali spesso non denunciano, che i lettori non sempre trovano ma che rese note permettono riflessioni, critiche, considerazioni, suscitano stupore, consensi o dissensi, tutto quello che è di fondamentale importanza per una sana vita democratica, il tutto mischiato da una poderosa forza satirica sparsa qua e là come zucchero a velo su una torta.