Singolare in forma di plurale

“Singolare in forma di plurale”
autore: Adonis
170 pag. 18,00 euro
Guanda Editore

23 gennaio 2015, di Elisa Zini – Ali Ahmad Esber , in arte Adonis, tra i più importanti poeti e intellettuali provenienti dal mondo arabo, ha raccolto bellissime poesie in un volume dal titolo curioso: “Singolare in forma di plurale”.

Nato in un villaggio siriano agli inizi del Novecento, origini contadine, si laurea a Damasco in filosofia. Lavora a Beirut come insegnante e giornalista e ora vive a Parigi. Intellettuale, geniale, sensibile, rompe gli schemi classici e la metrica tradizionale della lingua araba per abbracciare la prosa e il verso libero.

Con la poesia nel sangue da giovane, agli inizi degli anni Sessanta, fonda una rivista, Shi’r (Poesia), insieme ad un gruppo di giovani amici. “Singolare in forma di plurale” è un’opera di ampio respiro che viaggia attraverso il tempo e lo spazio e raccoglie in capitoli le forme d’amore che l’autore ci vuole donare: corpo, incantesimi, sogni, virgole, digressioni, alchimia, profili.

Da leggere tra un sospiro e l’altro.

ALMANYA

 

Willkommen in Deutschland

Regia di Yasemin Samdereli

Con Vedat Erincin, Fahri Ogün Yardim, Lilay Huser, Demet Gül, Denis Moschitto

Commedia, GERMANIA

11 giugno 2012, di Elisa Zini – La brava regista Yasemin Samdereli narra la storia di un’intera famiglia turca emigrata in Germania negli anni ’60.

Tre generazioni a confronto: nonni, figli e nipoti ricordano le loro origini e le difficoltà incontrate per conquistare una vera integrazione nella ricca Germania. Ad un pranzo di famiglia il nonno Hüseyin annuncia la realizzazione del suo sogno: l’acquisto di una casa in Anatolia, Turchia, la sua terra madre. Moglie, figli e nipoti rimangono basiti e non entusiasti all’idea di trascorrervi le vacanze estive. Dopo aver lavorato una vita intera come operaio ospite,”Gastarbeiter”, Hüseyin Yilmaz vuole che tutti partano con lui per contribuire alla ristrutturazione della piccola casa appena acquistata. La nipote Canan, giovane adolescente, è incinta. Il suo fidanzato è un inglese, non sa come dirlo ai genitori e non desidera partire.

Sarà proprio lei però a narrare le avventure della sua famiglia al piccolo Cenk, curioso di conoscere come i nonni si conobbero e innamorarono, di come Hüseyin, ventenne, partì in cerca di fortuna in una terra sconosciuta e straniera.

Un film divertente e ironico, capace di far pensare. Un finale commuovente e un omaggio al grande cinema d’autore. Con allegria la regista propone ai suoi spettatori acute riflessioni riguardo alla diversità religiose, all’integrazione e al problema dell’immigrazione (la Germania è la Nazione che ospita il maggior numero di turchi in Europa). Un film da consigliare a tutti, da “gustare” in famiglia e da proporre nelle scuole.

Midnight in Paris

Midnight in Paris, regia e sceneggiatura di Woody Allen

Con Owen Wilson, Rachel McAdams, Kurt Fuller, Mimi Kennedy, Michael Sheen, Nina Arianda e Carla Bruni

Commedia

26 marzo, di Elisa Zini – E’ coinvolgente l’ultimo film di Woody Allen e lascia il segno. E’ una romantica storia d’amore ambientata a Parigi: città d’arte magica, evocativa, intrisa di cultura e di storia. Città nella quale si intrecciano le vite e le passioni di molte generazioni.

Gil e la sua fidanzata Inez, in vacanza a Parigi con la famiglia, si stanno per sposare. Gil è uno sceneggiatore un pò in crisi, stanco della vita frenetica di Hollywood, in cerca dell’ispirazione perduta. Inez è troppo occupata a guardare vetrine. Rimasto solo a camminare nell’affascinante  città di Parigi, una notte incontrerà un’allegra comitiva a bordo di un auto d’epoca e da quel momento la sua vita non sarà più la stessa.

Una grande prova di regia, lucida e intelligente, con il giusto tocco di romanticismo a sottolineare come il presente che affonda le sue radici nel passato è vissuto in pienezza di emozioni: emozioni da vivere e tramandare.

Terraferma

Regia di Emanuele Crialese

Con Filippo Pucillo, Donatella Finocchiaro, Mimmo Cuticchio, Beppe Fiorello, Martina Codecasa

Drammatico ITALIA, FRANCIA, 2011

Elisa Zini – L’ultimo film di Emanuele Crialese, Terraferma, potrebbe rappresentare l’Italia nella prossima stagione degli oscar come miglior film straniero. In un’isola siciliana di pescatori Filippo, un ventenne orfano di padre, vive con la madre Giulietta e il nonno Ernesto in una modesta casa del posto. Nonno Ernesto è un vecchio e irriducibile pescatore che ama il mare e il suo lavoro, in piena osservanza delle sue leggi. Durante una battuta di pesca, Filippo ed Ernesto si imbattono in una imbarcazione alla deriva colma di profughi clandestini. Riescono a salvare dall’annegamento una donna di colore incinta e il suo bambino di pochi anni.

Ignari delle regole della finanza così diverse dalla legge del mare decidono di prendersi cura di loro, almeno fino a quando non avranno la forza di provvedere da soli al loro misero destino.

L’isola vede affacciarsi una nuova realtà lavorativa legata al turismo e piano piano gli isolani iniziano a cambiare la loro mentalità: non vedono di buon occhio lo sbarco di fuggiaschi sulle proprie spiagge. La finanza contro la legge del mare che impone e obbliga al soccorso, impedendo a chiunque di morire annegato. La famiglia di Filippo è formata da persone dalla forte personalità: un nonno onesto lavoratore, rispettoso dell’essere umano e di ogni forma di vita sulla terra, legato alle sue tradizioni che non hanno mai lasciato l’isola; una madre tenace capace di mandare avanti una famiglia onestamente, inventandosi lavoretti estivi come l’affitto della propria casa ai turisti pur avendo solo un garage dove potersi trasferire.

Il giovane Filippo è così in cerca della sua terra finalmente ferma. Una terra che non metta uomini contro altri uomini, una terra dove la vita ha pieno valore in sé indipendentemente dalla provenienza o dal possesso di una carta d’identità. Tutti e tre saranno messi di fronte a un’importante decisione da prendere che non li lascerà come prima: una decisione che cambierà per sempre la loro vita.

Terraferma è la terza opera di Emanuele Crialese dedicata alle spiagge e al bel mare di Sicilia. Nove anni prima Crialese aveva esordito con Respiro, film che non è passato inosservato.

Crialese con questa sua opera denuncia l’impossibilità di trovare una soluzione ai problemi dell’immigrazione, della clandestinità, della disperazione di popoli interi costretti a fuggire dalla loro terra in cerca di una vita migliore. L’uomo è come una barca in mezzo al mare, frastornata dalle onde che la lambiscono a destra e a sinistra, in una continua e infinita ricerca di giustizia.

 

Per chi suona la banana

 

Il suicidio dell’Unione Brancaleone e l’eterno ritorno di Al Tappone

Autore: Marco Travaglio

Edizione: Garzanti, 2011

 21 novembre 2011, di Zini Elisa – E’ diventato un best seller il libro di Marco Travaglio “Per chi suona la banana” (prima edizione dicembre 2008). Un memorandum da conservare con cura: un insieme di eventi raccontati con ironia e accuratezza da uno dei più onesti giornalisti italiani. Marco Travaglio riesce a far riflettere regalando ai suoi lettori sdegno e buon umore in un miscuglio tutto da assaporare.

Raffinato e acuto giornalista Travaglio ricostruisce un pezzo di storia italiana semplicemente raccontando con lealtà disarmante gli intrighi “di corte” a partire dal marzo 2007 quando governava ancora, barcollando, Romano Prodi. Questo libro è una raccolta di articoli che raccontano le peripezie dell’ultimo governo di centro sinistra, capeggiato da Prodi, fino alla nuova presa di potere da parte di Berlusconi. Un percorso, un tuffo nella memoria, per non dimenticare, per non ripetere gli stessi errori: uno sguardo non solo politico ma esistenziale, culturale, in un Italia sempre più arrendevole, scoraggiata, incapace di reagire. Una voglia di regalare agli italiani una sorta di antidoto, capace di risvegliare quelle doti che hanno reso grande il nostro Paese: qualità che ora sembrano celate, incapaci di tornare con forza a farsi sentire e ascoltare.

Marco Travaglio si contraddistingue da sempre per la sua libertà, per la minuziosa e voluta ricerca dei fatti, per l’indipendenza dai poteri e dai partiti, e per la sua intransigente ed estenuante ricerca di verità e giustizia. Nel precedente libro «La scomparsa dei fatti» Marco scrive: «Se in America il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto». Questo è lo spirito che accompagna Marco nel suo lavoro minuzioso, di ricostruzione della verità e della corretta informazione. Il libro di Marco Travaglio rappresenta un prezioso archivio storico-letterario per non dimenticare una parte del nostro cammino, una parte della nostra storia politica, economica, sociale, una parte di noi.

La penna di Marco dà voce, mettendo nero su bianco, a tutte quelle verità nascoste che i telegiornali spesso non denunciano, che i lettori non sempre trovano ma che rese note permettono riflessioni, critiche, considerazioni, suscitano stupore, consensi o dissensi, tutto quello che è di fondamentale importanza per una sana vita democratica, il tutto mischiato da una poderosa forza satirica sparsa qua e là come zucchero a velo su una torta.