The tree of life

 

Regia di Terrence Malick

Con Brad Pitt, Sean Penn, Jessica Chastain, Fiona Shaw, Joanna Going.

Drammatico, India, Gran Bretagna 2011

Elisa ZiniThe tree of life, quinta opera del regista statunitense Terrence Malick, presentato in concorso al 64° Festival di Cannes nel maggio 2011, ha vinto la Palma d’oro come miglior film.

Siamo in Texas negli anni Cinquanta. Una famiglia americana cresce tre bambini che vivono tra un padre autoritario ed esigente, un bravissimo Brad Pitt, spesso fuori città per lavoro, e una madre dolce e protettiva, Jessica Chastain.

Jack, il primogenito, vive la sua vita stretto tra due fuochi, tra due forme d’amore, diverse e complementari. La storia è narrata con continui flashback che si alternano ad una colonna musicale importante, parte integrale del film.

Le giornate sono raccontate attraverso lo sguardo del figlio maggiore, Jack, in un periodo delicato come l’adolescenza, che verrà segnata in modo indelebile nel cuore e nell’anima. Il passaggio dall’infazia al mondo degli adulti è una sorta di fiume da attraversare che riserva rischi e non dà niente per scontato. La ricerca dell’origine della vita, del suo significato più profondo, viene raccontato nella parte centrale del film con immagini documentaristiche mozzafiato. Un’anima che si agita nel mondo come i colori e le figure si susseguono sullo schermo. Un microcosmo, la famiglia, che si rapporta e scontra con un macrocosmo, l’Universo, dal quale tutto ha avuto origine.

Jack, che da adulto è interpretato da Sean Penn, è alla ricerca di un equilibrio, una destinazione. La vita e la morte saranno unite da un solo destino: presto Jack dovrà cimentarsi con entrambe. E’ l’albero della vita.

In questo film Malick rivela la sua grande ammirazione per il regista Stanley Kubrick dal quale riprende la visione onirica dei racconti accompagnati dalla bellezza della musica classica, capace di integrarsi a pieno con la sceneggiatura. Un film non facile, che ha diviso la critica nonostante la vittoria al Festival di Cannes 2011. Un’ambizione maestosa quella di Malick che affascina lo spettatore con immagini straordinarie ma che rimane forse vittima del suo stile, rischiando di non penetrare a fondo l’animo di chi segue il film. Temi importanti come la fragilità del sogno americano, ben interpretata da Brad Pitt, la crescita adolescenziale, il ruolo di genitori, rischiano di rimanere offuscati, travolti dalla regia che lascia qualche dubbio sulla sua realizzazione.