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Disperazione Milanese

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Milano, 23 settembre 2011 – Crisi economica, disoccupazione e disperazione! I gesti eclatanti si intensificano ed ogni giorno assistiamo a manifestazioni pubbliche simboliche che, fortunatamente, non sempre si concludono in maniera funesta. Questa mattina, piazza della Scala intorno alle 9.30 è stata teatro di una scena tragica e commovente, un uomo dell’età di circa 50 anni ha urlato tutto il suo dolore e tutta la sua disperazione, minacciando di darsi fuoco dinanzi a Palazzo Marino, se non fosse stato aiutato. Chiedeva di parlare con il Sindaco e, brandendo la bottiglietta contenente benzina nella mano sinistra e l’accendino nella destra, chiedeva agli agenti di Polizia Locale di allontanarsi.L’intervento repentino di un passante ha evitato il peggio ed, una volta immobilizzato e disarmato  del pericoloso combustibile, l’uomo, accompagnato sulle panchine e rasserenato, ha dato libero sfogo al suo dolore ripetendo fra le lacrime “Chi mi aiuta a me? Chi mi aiuta a me?”. L’intervento di alcuni responsabili del Comune ha poi riportato la serenità, consentendo all’uomo, vittima di un periodo economico e professionale terribile, di spiegare le ragioni del suo gesto. Sempre in mattinata, un altro uomo si è incatenato ad un palo davanti al Consolato americano di Milano. Davanti a lui si è formato immediatamente un capannello di persone per ascoltarne la storia e le ragioni di un simile gesto. Alcuni presenti hanno fatto sapere che il motivo della protesta risiedeva nel mancato rilascio del visto per gli Usa, dopo una vita di lavoro  negli Stati Uniti. “ Fanno entrare immigrati illegali, e non chi ha lavorato per una vita”,  sono state alcune delle sue esclamazioni di dolore . “Ho vissuto e lavorato in America, – ha proseguito –  tra l’altro per una ditta americana, e mi trattano come un terrorista senza darmi il visto. Credono di essere i padroni del mondo, parlano di libertà mentre sono i primi a violarla”. Parole dure e disperate di uomo che questa mattina non ce l’ha fatta più.Scene di ordinaria follia o forse solo il frutto dello scoramento di chi compie l’ultimo plateale gesto per ricevere un aiuto o per essere semplicemente ascoltato. Due momenti di solitudine e disperazione di questo venerdì 23 settembre, specchio di un’insoddisfazione crescente da cui speriamo di uscire presto.

 

Davide_Falco
Davide Falco

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