Il segreto dei suoi occhi

Il Segreto dei suoi occhi

Regia di Juan José Campanella

Con Ricardo Darín, Soledad Villamil, Guillermo Francella, José Luis Gioia, Pablo RagoDrammatico, ARGENTINA, SPAGNA  2009

Elisa Zini – Un film rivelazione delicato, profondo, incantevole: Premio Oscar come miglior film straniero. Benjamin Esposito (Ricardo Darin), dopo una vita trascorsa in tribunale come assistente del Pubblico Ministero, è ormai in pensione. Decide di scrivere un romanzo ripensando a una storia giudiziaria, il caso Morales, che da venticinque anni lo tormenta.

La morte di una ragazza, stuprata e uccisa brutalmente da un uomo che rimarrà impunito, lascia nello sconforto Ricardo Morales, il novello marito, apparentemente tranquillo ma ossessionato dalla voglia di vendetta. Nei ricordi di Esposito riaffiora l’amore per Irene (Soledad Villamil), segretaria del Pubblico Ministero e suo diretto superiore. Un sentimento nato e negato, mai vissuto. Ad accompagnare Irene e Benjamin nella vita e nel lavoro una macchina da scrivere Olivetti che non batte mai la lettera A. Sullo sfondo il vento Argentino del golpe militare del ’76.  Benjamin ne rivive i ricordi e torna ad incontrare i protagonisti del caso Morales. Un’indagine vissuta da Benjamin e Irene fino allo spasmo, coinvolti in un caso che non scorderanno per il resto della loro vita.

Il Segreto dei Suoi Occhi (tratto da un romanzo di Sacheri) è un film molto bello, dove si fondono stili diversi con un’armonia disarmante. Un cineasta di classe, il regista Juan José Campanella, capace di fondere sguardi, immagini, emozioni: elementi che costituiscono l’essenza stessa dell’opera cinematografica. La memoria storica diventa chiave di interpretazione del presente: la ricerca della verità porterà alla conoscenza profonda dei desideri, delle intime passioni che solo se condivise, possono essere vissute a pieno. Bellissimo e originale il bisogno negato di scrivere la parola “ti amo” che la macchina da scrivere Olivetti traduce per dieci anni inesorabilmente in “Te mo”. “Temo” sinonimo di paura e incapacità di esprimere  a pieno i bisogni, i sentimenti più profondi. Un augurio a tutti: riuscire nella vita a scrivere quella lettera A che può trasformare “Te mo” in “TeAmo”.