Evans il Giallo di Parigi

Evans

Parigi (Francia), 24 luglio 2011 di Fiorenzo Di Costanzo.

La 98esima edizione del Tour de France si è conclusa con una prima volta, quella di un grande campione e di una intera nazione. Cadel Evans, australiano del team BMC, già campione del Mondo a Mendrisio nel 2009 e due volte piazzadosi al secondo posto nella corsa francese, si è aggiudicata l’edizione appena conclusa. Per il forte ciclista australiano è una vittoria meritata giunta al termine di 3 settimane gestite nei migliori dei modi, sempre protetto dalla sua squadra, soprattutto nella prima settimana caratterizzata da innumerevoli cadute. Infatti nelle prime tappe si è assistito ad un vero sterminio, con cadute a ripetizioni che hanno visto coinvolti numerosi big, uno su tutti lo spagnolo Contador, ma anche altri outsider costretti poi al ritiro come il kazako Vinokourov (per lui frattura del femore e addio al ciclismo), l’inglese Wiggins e il belga Van den Broeck. Nella stessa tappa che ha visto la cadute di questi tre forti corridoi, Voeckler, approfittando anche della drammatica caduta di Flecha e Hoogerland causata da un’auto folle, conquista la testa della classifica generale e la maglia gialla. Il francese riuscirà a mantenere la maglia gialla sia sui Pirenei che dopo la prima tappa sulle Alpi, mostrando un cuore da vero leone coadiuvato anche da una squadra che ha mostrato una forza inimmaginabile.

Evans tuttavia non ha mai corso grossi rischi e nelle 2 tappe in terra nostrana ha mostrato tutta la sua gran classe. Prima sull’attacco dalla lunghissima distanza di Andy Schleck e poi sul tentativo di rientrare in classifica di Contador, Cadel non ha mai perso la testa e con le sue sole forze è riuscito a mantenere nei limiti dell’accettabile i vari distacchi, conscio di essere più forte dei due rivali nella provo contro il tempo.

Il 34enne nativo di Katherine nella penultima tappa, la cronometro di Grenoble, compie un piccolo miracolo recuperando i 57 secondi che lo distanziavano dal lussemburghese della Leopard infliggendogli ben oltre i 2 minuti e mezzo.

L’ultima tappa per Evans è il coronamento di un sogno: finalmente è sui Campi Elisi in maglia gialla e può finalmente festeggiare un trionfo meritato.

Tra gli altri partecipanti sono da ricordare senza dubbio l’inglese Cavendish, vincitore di ben 5 tappe; il tenace Voeckler, possessore del simbolo del primato per 10 giorni; Hushovd e Hagen, due norvegesi capaci di vincere ben 4 tappe; il belga Gilbert, dominatore delle gare in linea ma ottimo protagonista soprattutto nella prima settimana,; e i due più sfortunati, Flecha e Hoogerland, questo ultimo in particolare vero eroe di questa edizione, poiché ha concluso il Tour con 33 punti di sutura alle gambe. Tour per gli italiani in chiaro scuro, con il solo Cunego che è andato oltre le più rosee aspettative e ha concluso al settimo posto generale, precedendo Basso, partito con velleità da podio ma mai nel vivo delle contese; mentre Petacchi non è stato mai incisivo negli sprint validi per la vittoria parziale di tappa; un particolare apprezzamento invece va rivolto a Malori e a Marcato, protagonisti di un paio di azioni da lontano.

Classifica Generale: Evans; Andy Schleck (+1’34”); Franck Schelch (+2’30”); Voeckler (3’20”); Contador (3’57”).

Classifica a Punti: Cavendish; Royas; Gilbert; Evans; Hushovd.

Classifica Scalatori: Sanchez; Schleck A; Vanendervert; Evans; Schleck F.

Classifica Giovani: Rolland; Taaramae; Coppel; Jeannesson; Ruijgh.