Vittorio Sgarbi al teatro Manzoni: “Michelangelo”

vittorio sgarbi
vittorio sgarbi

Al Teatro Manzoni,

Dal 4 all’8 ottobre 2017

feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

VITTORIO SGARBI

in

MICHELANGELO
feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

Musiche composte, ed eseguite dal vivo da Valentino Corvino
Violino, viola, oud, elettronica

Scenografia e video di Tommaso Arosio

Messa in scena e allestimento
DoppioSenso

Dopo lo straordinario successo dello spettacolo teatrale “Caravaggio”, dove Vittorio Sgarbi ha condotto il pubblico in un percorso trasversale fra storia dell’artista ed attualità del nostro tempo, parte una nuova esplorazione sull’universo “MICHELANGELO”.

La stupefacente arte di Michelangelo Buonarroti si farà palpabile alle molteplicità sensoriali, attraversate dal racconto del Prof. Vittorio Sgarbi, contrappuntate in musica da Valentino Corvino (compositore, in scena interprete) e assieme alle immagini rese vive dal visual artist Tommaso Arosio. Verrà così ricomposto un periodo emblematico, imprescindibile ed unico nell’arte, e assieme all’ambizione di scoprire un Michelangelo inedito, non resterà che farci sorprendere.

DoppioSenso è un progetto di Valentino Corvino e Tommaso Arosio, dedicato allo studio delle relazioni profonde esistenti tra suono e immagine. Linguaggi, tecnologie e immaginari della contemporaneità rielaborati e messi alla prova nello sviluppo di opere sceniche, performance ed installazioni.

Produzione: Promo Music, in collaborazione con Comune di Foggia

BIGLIETTI
Poltronissima Prestige € 35,00 – Poltronissima € 30,00 – Poltrona € 25,00 – Under 26 € 20,00

Dario Del Bufalo e Vittorio Sgarbi raccontano i “Murrina Vasa”

Murrina Vasa
Murrina Vasa

Di che materiale erano fatti i famosi, costosissimi e ambiti Murrina Vasa, il top del lusso nella Roma imperiale? Sull’argomento si sono succedute nei secoli le interpretazioni più varie.

Nel suo ultimo libro, Murrina Vasa. A luxury of Imperial Rome, Dario Del Bufalo fa il punto della questione giungendo a una conclusione chiara e inequivocabile.
Il libro, edito dall’Erma di Bretschneider, sarà presentato martedì 14 marzo alle 18,30 a Palazzo Caetani Lovatelli.

A raccontarci il mistero dei vasi murrini, il lusso esasperato e la raffinata civiltà del mondo che li produsse, interverranno, insieme all’autore, Vittorio Sgarbi e Raniero Gnoli, uno dei massimi esperti di marmi e pietre da decorazione del mondo antico.

L’argomento dei Murrina Vasa è stato oggetto di diffusa trattazione da parte degli scrittori latini. Ne hanno parlato Properzioe Giovenale e – con eloquente precisione – Plinionel XXXVII libro della NaturalisHistoria.

Le descrizioni dettagliate, le cronache e gli aneddoti non sono però riusciti a chiarire ai posteri un punto fondamentale: cos’era la Murrha?

Nel tentativo di rispondere a questa domanda, gli studiosi si sono accapigliati per secoli, sfornando le ipotesi più varie e bizzarre. Qualcuno ha pensato che la preziosa materia si identificasse col marmo, altri con l’alabastro.

Si è parlato di fluorite,vetro, porcellana, conchiglia, ambra, mirra, diaspro e chi più ne ha più ne metta, ma nessuna ipotesi è mai risultata del tutto convincente e attendibile.

La soluzione del mistero arriva in un volume di Dario Del Bufalo, frutto di una lunga ricerca condotta attraverso la completa disamina delle fonti e la ricognizione degli oggetti antichi realizzati in materiali preziosi conservati nei musei e nelle raccolte di tutto il mondo.

Nell’opera, edita dall’Erma di Bretschneider, sono per la prima volta repertoriati più di 300 esemplari di vasi murrini conservati nelle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, tra essi un capolavoro delle arti applicate di tutti i tempi: la strabiliante Tazza Farnese, oggi conservata a Napoli presso il Museo Archeologico Nazionale

Mattia Preti: un giovane nella Roma dopo Caravaggio

Roma - Mostra Mattia Preti

Considerato il grande successo di pubblico e di critica la mostra Mattia Preti: un giovane nella Roma dopo Caravaggio,allestita nella Galleria Nazionale d’Arte Antica in Roma, è stata prorogata fino al 15 febbraio 2016.
L’esposizione, nata da un’idea del critico d’arte Vittorio Sgarbi e dello studioso Giorgio Leone, direttore della Galleria Corsini, è uno straordinario omaggio ad uno dei più celebri pittori del Seicento, nato in Calabria e conosciuto come il Cavalier Calabrese.

La mostra, curata da Giorgio Leone, consta  di ventidue capolavori provenienti da prestigiose istituzioni europee e italiane: dal Musée des Beaux-Arts di Carcassonne agli Uffizi, dalla Galleria Nazionale di Cosenza alla Pinacoteca di Brera e da alcune collezioni private italiane, londinesi e svizzere.

Tra le opere esposte segnaliamo: il Soldato del Museo Civico di Rende, il Sinite Parvulos, il Tributo della moneta di Brera, il Tributo della Galleria Corsini, la Negazione di Pietro di Carcassonne, la Fuga da Troia di Palazzo Barberini, il Salomone sacrifica agli idoli e la Morte di Catone.

L’esposizione è accompagnata dal ciclo di conferenze Incontri con Mattia Preti, che proseguirà con altre interessanti proposte.
L’iniziativa è organizzata dal Segretariato Regionale MiBACT per la Calabria, diretto da Salvatore Patamia e dal Segretariato Regionale MiBACT per il Lazio, guidato da Daniela Porro. La mostra è stata finanziata dalla Regione Calabria nell’ambito del programma degli eventi celebrativi per il IV centenario della nascita di Mattia Preti.

Mattia Preti: un giovane nella Roma dopo Caravaggio
Galleria Nazionale d’Arte Antica – Roma – Palazzo Corsini
Fino al 15 febbraio 2016
Segretariato Regionale MiBACT per la Calabria
Il direttore: Salvatore Patamia

Mostra Caravaggio

Allestimento Mostra Caravaggio e il suo tempo- foto3
La Fondazione Cosso presenta al Castello di Miradolo, dal 21 novembre 2015 al 10 aprile 2016, 43 opere, alcune delle quali inedite e mai esponete in Italia, che documentano il tempo di Caravaggio; da qui il titolo della mostra, ideata e curata da Vittorio Sgarbi insieme ad Antonio D’Amico.

Il percorso vede nella Maddalena penitente della Galleria Doria Pamphilj di Roma, dipinta da Caravaggio intorno al 1597, l’assoluto capolavoro del maestro lombardo che costituisce il cuore nevralgico della mostra. Quest’opera, così come tutte quelle dipinte dal Merisi, genera “una grande febbre che attraversa le menti e i corpi di tutti i pittori moderni tra la fine del Cinquecento, quando ancora il maestro lombardo è fuggiasco da Roma e cerca protezione tra Napoli, la Sicilia e Malta, e gli anni trenta del Seicento. Gli esiti sono spesso sorprendenti”, come ricorda Vittorio Sgarbi. Il quale ribadisce che “si tratta di autori che cambiano la storia, che fanno una vera e propria rivoluzione, cambiando la nostra visione del mondo”.

A Miradolo dunque vedremo capolavori di Artemisia Gentileschi, Battistello Caracciolo, Cecco del Caravaggio, Mario Minniti, Jusepe de Ribera, Gioacchino Assereto, Rutilio Manetti, Matthias Stomer, Giuseppe Vermiglio, Pacecco De Rosa, Biagio Manzoni, Gregorio e Mattia Preti.
“Questi e tanti altri sono i caravaggeschi che popolano questa mostra, consentendo un racconto del tempo di Caravaggio di assoluta originalità. Sono personalità autonome – continua Sgarbi –, con un denominatore comune, rinunciare alla pittura ideale per guardare la realtà, vederla così com’è, rappresentarla fotograficamente. Ognuno di loro ha un’evidenza così meravigliosamente lenticolare e plastica, in quanto non vogliono tradire il reale ma fotografarlo. Questa caratteristica è insita in tutti gli artisti caravaggeschi, in un percorso entusiasmante che ha il suo capofila assoluto e incontrastato in Caravaggio e nella Maddalena penitente Doria Pamphilj”.

Due gli enigmi di grande interesse che la mostra propone intorno all’esecuzione di opere ritenute non del tutto autografe di Caravaggio: si potrà vedere la versione del San Francesco che riceve le stimmate proveniente dalla parrocchia di Santa Maria Assunta di Fagagna e custodito dal 1912 presso i Civici Musei di Udine. L’opera ha un antico legame con la città di Pinerolo: all’inizio del Seicento è menzionata nel testamento di Ruggero Tritonio, abate della ricchissima abbazia benedettina di Santa Maria di Pinerolo. Il Tritonio riceve in dono la tela dal banchiere genovese Ottavio Costa che verosimilmente la fa dipingere dall’originale caravaggesco di sua proprietà, oggi ad Hartford. San Francesco in meditazione è l’altro suggestivo enigma caravaggesco. Si tratta di una tela mai esposta prima d’ora in Italia e proviene da una collezione privata maltese.

È “una terza e quasi del tutto inedita versione che si conosce: quella eseguita da Caravaggio per Carpineto Romano e l’altra per la chiesa dei Cappuccini a Roma. Sembra essere stata dipinta in un tempo non molto lontano dalla permanenza di Caravaggio sull’isola maltese e sembrerebbe persino più bella delle altre due”, scrive Vittorio Sgarbi, il quale si chiede se “sia stata dipinta da Caravaggio e altre due siano copie? “.

Forse però bisognerà prendere atto che esiste un pittore autenticamente più bravo del Merisi che ha eseguito quest’opera con la stessa sintesi e concentrazione con cui l’avrebbe dipinta Caravaggio. Anche perché, il quadro presenta un’esecuzione più sofisticata rispetto a quella di Caravaggio che spesso è sintetica, immediata, in quanto il pensiero è così veloce che la pittura deve seguirlo.

Dunque per questa inedita tela maltese, il valore di Caravaggio risiede soprattutto nell’invenzione, prima ancora che nell’esecuzione. Queste opere di Caravaggio, o comunque a lui legate nell’iconografia, rivelano il suo esordio e testimoniano un lascito irreversibile per tutti quegli artisti la cui visione del Merisi è una dottrina perentoria.

La ricerca che la Fondazione Cosso ha sempre sviluppato nelle sue mostre, ha portato a effettuare indagini diagnostiche su un dipinto che raramente è stato esposto a livello internazionale, San Giovanni Battista al fonte di Cecco del Caravaggio, custodito presso la collezione di Pier Luigi Pizzi a Venezia. Il giovane pittore, oltre a vivere con il Merisi a Roma e a fargli da garzone, si presta anche come modello per le sue opere ed è dunque uno dei pochissimi artisti che conoscono la tecnica adoperata da Caravaggio.

Gli esami sul quadro hanno così messo in luce che Cecco dipingeva allo stesso modo di Caravaggio, utilizzando una pittura “a risparmio”, non delineando le figure col colore ma lasciando emergere la preparazione scura del fondo.

Apertura al pubblico sabato 21 novembre, ore 15.

Orari
Giovedì e venerdì: 14.00/18.00
Sabato, domenica e lunedì: 10.00/18.30
Chiuso il martedì e il mercoledì.

Biglietti
Intero: 10 €
Ridotto: 8 € (gruppi, convenzionati, studenti fino a 26 anni, over 65)
Ridotto dai 6 ai 14 anni: 3 €
Gratuito: bambini fino a 6 anni, Abbonati Musei

 

Luz Adriana Sarcinelli

Ad aprire la stagione estiva con il mese di giugno sul sito dell’autore tv Alessandro Coppi è la giovane showgirl colombiana Luz Adriana Sarcinelli. Nata nella caliente Santa Fe De Bogotà appena adolescente si trasferisce con la sua famiglia in Italia, esattamente a Velletri in provincia di Roma, luogo già scelto per le sue bellezze naturali e storiche da molti personaggi della cultura e dello spettacolo nostrani. Ha fin da piccola la voglia di apparire e di stare al centro dell’attenzione e pensa che la più grande soddisfazione per dare sfogo a questa sua indole sarebbe lavorare nello spettacolo. Così non ancora maggiorenne partecipa a concorsi e sfilate conquistando anche i primi posti come la fascia di Miss Velletri 2010 che gli permette di farsi conoscere dai media regionali. La Sarcinelli comincia a dividersi tra sfilate, servizi fotografici ed interventi in alcune emittenti locali e nonostante la giovane età si  dimostra all’altezza dell’ambiente muovendosi con destrezza e determinazione. Arriva anche la Rai dove partecipa ad alcuni programmi tv come “Mezzogiorno in Famiglia” capitanato dal grande Michele Guardì per passare a “Uno Mattina Estate” e fare qualche apparizione come modella a “Domenica In”. E proprio dietro le quinte di uno di questi programmi la nostra Adriana trova anche l’amore: infatti è da qualche mese che la ventenne colombiana frequenta uno dei personaggi simbolo della Rai molto famoso e perciò tra i due c’è  molta discrezione per non portare alla luce questa loro storia. Ma Luz Adriana non si fa distrarre dai sentimenti e punta in alto: vuole crearsi il suo spazio nel dorato mondo dello show business e tra un provino e l’altro è riuscita a farsi notare da alcuni autori per un programma nuovo che andrà in onda sulle reti Mediaset. Intanto con queste seducenti foto, realizzate proprio per l’occasione da Aldo Surace, ruberà il cuore anche ad altri numeri uno dello show business che seguono da sempre l’iniziativa di Coppi: Pier Silvio Berlusconi, Cesare Lanza, Giovanni Benincasa, Pasquale Romano, Aurelio e Luigi de Laurentis, Carlo e Enrico Vanzina, Piero Chiambretti e Tiberio Fusco, Carlo Conti, Bruno Vespa, Lucio Presta, Alessandro Salem, Riccardo Villari, Gianvito Lomaglio,  Marco Zavattini, Stefano Reali, Gianna Tani, Nino Frassica, Fausto Brizzi, Antonio Marano, Massimo Lioffredi, Aldo De Luca, Fatma Ruffini, Giorgio Restelli, Vittorio Sindoni, Roberto Cenci, Giancarlo Meo, Amedeo Goria, Claudio Simonetti, Maurizio Pagnussat, Enrico De Angelini, Andrea Roncato, Fernando Capecchi, Agostino Saccà, Marco Martani, Aldo Montano, Neri Parenti, Roberto D’Agostino, Vittorio Sgarbi, Mario Giordano, Fabrizio del Noce, Maria Pia Ammirati, Roberto Giacobbo, Giuliano Ferrara, Bruno Oliviero, Gigi Marzullo, Marco Giusti, Enrico Vaime, Giorgio Faletti, Mario Giordano, Gianluca PignatelliC’è da aspettarsi di tutto da una come Luz Adriana che ama le scommesse e mettersi in gioco fino in fondo. Vediamo dove arriverà…