Bollate: A ottobre il Comune si tinge di rosa

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Anche il Comune di Bollate sostiene la Campagna Nastro rosa 2020 di Airc e raccoglie l’invito di Anci a partecipare a un evento di sensibilizzazione nazionale illuminando di rosa il palazzo comunale, per tutto il mese di ottobre. “L’obiettivo – dice il Sindaco Francesco Vassallo – è richiamare l’attenzione anche dei cittadini di Bollate sull’importanza della ricerca oncologica e della prevenzione”.

L’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani celebra insieme ad AIRC la Campagna Nastro Rosa 2020 per sensibilizzare i cittadini sull’importanza della prevenzione e del sostegno alla ricerca oncologica nella lotta al tumore al seno.

In tutto il mondo, il mese di ottobre è dedicato alla prevenzione di questa patologia che, solo in Italia, colpisce ogni anno circa 53.000 donne. L’obiettivo di AIRC è arrivare a curarle tutte.

Tumore al seno: dieta Mima-Digiuno

Dieta mima-digiuno
Dieta mima-digiuno

Tumore al seno: dieta Mima-Digiuno migliora risposta alla chemio adiuvante

Primo studio valuta effetti della dieta mima digiuno su tossicità ed efficacia della chemioterapia in donne con cancro al seno: migliore risposta con +90% perdita di cellule tumorali.

Minori effetti collaterali come nausea e vomito, ma prescrizione è atto medico e terapeutico, vietato improvvisare.

Restrizione calorica protegge le cellule sane da fattori di rischio e stress come la chemioterapia, mentre le cellule malate invece non sono in grado di adattarsi alla scarsità energetica

Sono circa 370 mila le persone che ogni anno in Italia ricevono una diagnosi di cancro (dati Airtum 2019) e per ciascuno di apre un mondo di dubbi, speranze e ricerca delle opzioni terapeutiche migliori.

Disse Ippocrate “fa che il cibo sia la tua medicina” e coerentemente, la nutrizione è uno degli elementi a cui si guarda con maggiore interesse dopo una diagnosi di tumore. È ormai indubbio infatti che i nutrienti abbiano un ruolo di modulatori nei processi patologici, di guarigione, di risposta alle terapie e con effetti importanti sulla prognosi.

“Si parla spesso di digiuno e cancro, come strumento per ‘affamare’ le cellule tumorali e migliorare l’efficacia delle terapie. L’argomento è particolarmente delicato e deve essere trattato da specialisti e con la massima attenzione e competenza: sappiamo infatti che il 65% dei pazienti presenta una condizione di malnutrizione – seppur variabile in gravità a seconda del tipo di tumore – variabile già alla prima visita oncologica” spiega il Professor Maurizio Muscaritoli, Presidente SINuC, così come chiaramente evidenziato dallo studio italiano PreMiO (Prevalenza della Malnutrizione in Oncologia).

La dieta mima-digiuno (FMD, acronimo di Fasting Mimicking Diet) è un piano alimentare a base di vegetali, e bassi livelli di calorie e proteine. Un recentissimo studio randomizzato olandese appena apparso su Nature Communications, ne ha valutato l’efficacia su un gruppo di 131 donne con carcinoma mammario HER-2 negativo allo stadio 2/3.
“Periodi di digiuno intermittente di almeno 48 ore sono necessari per mostrato la capacità di indurre significativi cambiamenti nel metabolismo, tra i più importanti la diminuzione di insulina, insulin growth factor-1 (IGF-1) e glucosio. Effetti metabolici simili possono manifestarsi dopo regimi brevi a bassissimo contenuto calorico e basso apporto proteico spiega Muscaritoli.

Ma qual è il meccanismo? “Quando l’organismo viene sottoposto a digiuno le cellule sane entrano in uno stato di riparazione mentre quelle tumorali soffrirebbero la mancanza di nutrienti e fattori di crescita necessari alla loro proliferazione rapida e incontrollata” chiarisce il Presidente SINuC. Questo meccanismo viene definito “resistenza differenziale allo stress” o DSR.

Nello studio multicentrico DIRECT le 131 pazienti con carcinoma in fase iniziale sono state assegnate a due gruppi: uno che avrebbe seguito il proprio regime alimentare 3 giorni prima e durante i 6 cicli di chemioterapia adiuvante (quella eseguita dopo l’intervento allo scopo di ridurre il rischio di recidiva della malattia) e il secondo che avrebbe seguito il regime mima-digiuno prima e durante la chemio per un totale di 4 giorni. Alle pazienti del secondo gruppo è stata assegnata una dieta di circa 1200 kcal il primo giorno, ridotti poi a 200 kcal nei tre giorni successivi, derivate per l’80% da carboidrati complessi.
53 pazienti su 65 (81,5%) hanno completato il primo ciclo di FMD, il 50% ne ha completati due, il 33,8% è arrivato a 3 cicli e il 20% ha completato 6 cicli.

Nel gruppo che aveva rispettato la restrizione, la malattia definita ‘stabile’ o ‘progressiva’ era marcatamente inferiore nel gruppo mima-digiuno rispetto a quello del controllo: l’11,3% contro 26,9%.
E le pazienti che hanno seguito restrizioni per più cicli hanno mostrato una perdita di cellule tumorali tra il 90 e il 100% tre volte maggiore (secondo la classificazione di Miller e Payne).

Nonostante non ci sia stata differenza nella tossicità, il gruppo che seguiva la FMD non aveva bisogno di assumere farmaci per controllare nausea e vomito.
“I risultati di questa ricerca, per quanto estrememante preliminari, sono certamente interessanti e incoraggiano nuove ricerche. Purchè i risultati non siano usati al di fuori del contesto clinico e specialistico con tentativi e regimi improvvisati quanto pericolosi per la salute. In pratica, la restrizione calorica sembrerebbe proteggere le cellule sane da fattori di rischio e stress come la chemioterapia, mentre le cellule malate invece non sono in grado di proteggersi e adattarsi alla scarsità energetica e per questo subiscono quello che viene chiamato “sensibilizzazione allo stress” (DSS)” conclude Muscaritoli.

Tumore al seno: Campagna “Chiedo di +”

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Quasi una paziente su tre riferisce di non essere stata curata in una Breast Unit, cioè in un Centro di Senologia Multidisciplinare. Né riceve le informazioni necessarie per poter scegliere con consapevolezza dove rivolgersi.

A cinque anni dalla legge che stabilisce l’istituzione delle Breast Unit, un’indagine condotta dall’Istituto di Ricerca SWG fotografa per la prima volta lo scenario, riportato dalla voce delle pazienti stesse.

La ricerca è al centro della campagna “Chiedo di +”, realizzata da Europa Donna Italia con il supporto incondizionato di Roche, presentata oggi al Senato della Repubblica e i cui risultati sono stati riassunti in 10 punti nel Manifesto “Chiedo di +”.

“Dal dicembre 2014, quando la Conferenza delle Regioni ha recepito le linee di indirizzo ministeriali, i centri di senologia sono stati avviati gradualmente in quasi tutto il territorio nazionale; tuttavia, se in alcune Regioni stentano ancora a decollare, a livello nazionale non è ancora stato condotto un monitoraggio omogeneo della qualità delle prestazioni e dei percorsi offerti alle pazienti” afferma Rosanna D’Antona, Presidente di Europa Donna Italia:

“Con la campagna “Chiedo di +” abbiamo voluto interpellare le dirette interessate, le pazienti, per far emergere dalla loro esperienza quali sono i gap da colmare affinché tutte Breast Unit d’Italia funzionino secondo i criteri previsti dalla normativa”.

Tra i gap riscontrati il primo riguarda i tempi di attesa in ogni fase del percorso – dalla formulazione di una diagnosi completa alla cura prima e dopo l’intervento – percepiti ancora come troppo lunghi.

Le pazienti infatti riportano 2,3 mesi di attesa in media tra l’esecuzione degli esami e la diagnosi. Tra le altre principali criticità troviamo: la carenza di informazioni sia sugli effetti collaterali delle terapie sia su come gestirli, un problema riportato da una donna su 4 riguardo alla chemioterapia e alla radioterapia, e da oltre il 42% riguardo all’ormonoterapia, dato particolarmente significativo se si considera che queste cure si prolungano per 5 anni; la carenza di informazioni per prevenire e curare il linfedema, anche con trattamenti precoci che possono portare a interventi meno invasivi (soffre di linfedema una intervistata su 4 e una su 6 riferisce di non aver ricevuto sufficiente supporto nella riabilitazione, nonostante sia prevista dai Livelli Essenziali di Assistenza); in molti casi il mancato accertamento della eventuale presenza di familiarità e/o di mutazioni nei geni BRCA; la scarsa disponibilità dello psiconcologo ancora in molti centri, insufficiente per il 63% delle intervistate; la necessità di una maggiore presenza del chirurgo oncoplastico all’interno del team multidisciplinare, in considerazione dell’elevata percentuale di mastectomie (43% delle donne intervistate sottoposte ad intervento chirurgico); la scarsa presa in carico delle pazienti durante il follow up.

Inoltre non sempre è assicurata la continuità di cura, infatti 4 intervistate su 10 hanno dovuto cambiare struttura, e ancora troppo spesso le giovani pazienti non ricevono adeguate informazioni e assistenza sulla conservazione della fertilità. Infine manca la figura del nutrizionista per fornire informazioni sull’alimentazione da seguire per la prevenzione delle recidive.

Commenta D’Antona: “Il nostro obiettivo con questa campagna è sensibilizzare sulla necessità di completare lo sviluppo delle Breast Unit e, come previsto dalla legge, assicurarne il monitoraggio in tutto il territorio italiano, affinché tutte le pazienti abbiano accesso a cure tempestive e percorsi terapeutici appropriati”.

Accordo Italo e Airc

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Italo partecipa alla campagna Nastro Rosa lanciata da AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) per il mese di ottobre. Questa iniziativa è dedicata a tutte le donne e come obiettivo ha quello di sconfiggere il tumore al seno: sono infatti oggigiorno in Italia ben 50mila le donne colpite da questa malattia.

La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, come spiega AIRC, è pari all’87%: un risultato buono ma che ancora non basta per sconfiggere la malattia ed arrivare al 100%.
Italo dunque vuole fare la sua parte, collaborando attivamente con AIRC, a favore della ricerca e della raccolta fondi ad essa destinata.

Nelle Lounge Italo Club di Roma Termini, Roma Tiburtina, Milano Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Torino Porta Susa e Napoli Centrale è infatti possibile per tutto il mese di ottobre acquistare le spillette simbolo del Nastro Rosa, effettuando una donazione. In questo modo tutti i viaggiatori Italo possono contribuire in prima persona alla campagna di prevenzione e ricerca, supportando il costante lavoro che AIRC svolge sul territorio nazionale.

Non è la prima volta che Italo scende in campo a favore della prevenzione oncologica e delle donne colpite dal tumore al seno; già la scorsa primavera Italo ha collaborato con la Susan G.Komen Italia organizzando a Roma una due giorni di visite gratuite senologiche e dermatologiche dedicate ai suoi dipendenti e che ora replica su Milano, oltre che partecipare alla Race for the Cure di Maggio (corsa contro i tumori svoltasi a Roma) e di Settembre (a Bologna) con una squadra aziendale.

Il Film “Ma ma” con Penelope Cruz in Italia con I Wonder Pictures

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Sarà I Wonder Pictures a portare nelle sale italiane Ma ma, il film diretto da Julio Medem (Gli amanti del circolo polare, Lucía y el sexo) candidato a 3 Premi Goya, tra cui quello come miglior attrice. Protagonista del film è la splendida Penelope Cruz, nei panni di Magda, una coraggiosa insegnante con un figlio piccolo che, nella meravigliosa occasione di una nuova maternità, deve fronteggiare una difficile prova quando scopre di avere un tumore al seno.

Un nuovo ruolo drammatico per la Cruz, che interpreta una donna ottimista e risoluta nonostante la sfida che si ritrova ad affrontare, una sfida che accomuna tante donne in qualunque parte del mondo.

Ma ma sarà presentato in anteprima italiana a Biografilm Festival | International Celebration of Lives (Bologna, 10-20 giugno) e nelle sale dal 16 giugno.

Il POSTER INTERNAZIONALE:

http://we.tl/A5z8YiUH86