Radio Amarcord- Fonderia Mercury

Radio amracord
Radio amracord

In occasione del centenario della nascita di Federico Fellini, il Torino Film Festival dedica un omaggio al Maestro proponendo lo spettacolo di Fonderia Mercury, RadioAMARCORD.
All’inizio degli anni Quaranta Fellini iniziò a collaborare presso l’EIAR come autore radiofonico. Da solo, o in coppia con Ruggero Maccari, scrisse decine di copioni: sketch, fantasie, riviste, radiodrammi. In occasione del Torino Film Festival verranno messi in scena quattro radiodrammi brevi, riadattati da Sergio Ferrentino e i cui copioni sono conservati nell’Archivio Federico Fellini-Cineteca Comune di Rimini.
Lo spettacolo RadioAMARCORD nasce da un’idea di Sergio Ferrentino, che ne cura anche la regia, ed è prodotto da Fonderia Mercury.

17 ragazze – 17 Filles

Con Louise Grinberg, Juliette Darche, Roxane Duran, Esther Garrel, Yara Pilartz

Regia di Delphine Coulin, Muriel Coulin

Drammatico, Francia

12 ottobre 2012, di Elisa Zini – Delphine e Muriel Coulin sono due sorelle che si cimentano nel loro primo lungometraggio. Tratto da una storia vera “17 ragazze” ha vinto il Premio Speciale della Giuria al 29° Torino Film Festival.

La storia è ambientata in Francia, a Lorient, in una decadente cittadina di mare affacciata sull’Atlantico e racconta i desideri, i sogni, le paure di un gruppo di ragazze adolescenti che frequentano la stessa scuola. Camille rimane incinta e le amiche si offrono per darle sostegno e conforto. Quando una seconda studentessa si scopre in dolce attesa il gruppo di amiche prende una decisione: tutte avranno una gravidanza nello stesso anno e rimarranno così legate per sempre. Un’amicizia forte capace di condividere sogni, speranze, voglia di cambiamento.

Uno scontro aperto con il conformismo delle famiglie, della città, della scuola. Uno spaccato di vita che mette a nudo il mondo degli adulti e ne sottolinea l’inadeguatezza rispetto alle aspettative dei figli che crescono senza punti di riferimento forti. Un grande bisogno di amore, affetto e relazioni vere permea tutto il film. Un’ondata di femminismo adolescenziale che rivendica la propria libertà, la possibilità di scegliere, di crescere, di vivere. Un femminismo crudo, cupo, che non ha respiro, ricurvo su se stesso. All’orizzonte un mare che diventa metafora di libertà in grado solo di bagnare i piedi alle ragazze che traboccanti di sogni camminano in riva al mare.  

« On peut rien contre une fille qui rêve »

“17 Ragazze” in anteprima per sole donne

Lunedì 19 marzo alle ore 15.40, Anteo spazioCinema presenta in anteprima, per sole donne, il film 17 Ragazze, all’ultimo festival di Cannes nella sezione Semaine de la critique e Premio Speciale della Giuria al 29° Torino Film Festival.

A seguire, alle ore 17.30, lezione di cinema con le registe Delphine e Muriel Coulin intervistate dal critico cinematografico Gianni Canova.

La  proiezione e la lezione di cinema sono ad ingresso gratuito previa prenotazione telefonica al numero 02.43912769 interno 3 (h 10.00 – 13.00/15.00 – 18.00)

In una piccola città francese sull’Atlantico, diciassette ragazze dello stesso liceo prendono una decisione eclatante: rimanere incinte tutte insieme. Quello che sembra un gioco provocatorio si rivelerà un gesto d’amore e di ribellione, una scelta di libertà capace di andare oltre ogni pregiudizio.

Ispirato a una storia realmente accaduta e prodotto da Denis Freyd, storico produttore dei fratelli Dardenne, 17 ragazze è sorretto da un cast formidabile di giovanissime attrici in cui spiccano Louise Grinberg (La classe), Roxane Duran (Il nastro bianco) e Esther Garrel (L’Apollonide – Souvenirs de la Maison Close).

La lezione di cinema è inserita all’interno del progetto OffiCine, frutto della collaborazione tra Anteo spazioCinema e Istituto Europeo di Design


Hereafter

Regia di Clint Eastwood

Con Matt Damon, Cécile de France, Bryce Dallas Howard, Jay Mohr, Mylène Jampanoï, Thierry Neuvic, Richard Kind, Jenifer Lewis, Steve Schirripa, Lyndsey Marshal

Drammatico, USA 2011

Elisa ZiniPresentata al Toronto International Film Festival e in anteprima europea al Torino Film Festival, la nuova pellicola di Clint Eastwood ha fatto discutere, dividendo critica e pubblico. Indubbie le grandi doti del maestro Eastwood capace di trasportare sullo schermo poesia, eleganza e sentimenti celati. Hereafter è stato girato in quattro nazioni e segna il debutto di Eastwood nel mondo degli effetti speciali, grazie alla collaborazione con Steven Spielberg, produttore del film.

Tre storie parallele incrociano e scontrano i loro destini: tre persone vengono segnate dalla morte di una persona cara in modi differenti. A unirle la figura di Matt Damon, un operaio di nome George con un dono speciale: la capacità di entrare in contatto con il regno dei morti. Una giornalista televisiva francese, Cècile de France, ha vissuto tra la vita e la morte durante lo tsunami asiatico del 2004; una madre single inglese tossicodipendente, Lyndsey Marshal, perde uno dei suoi gemelli, Marcus, in un incidente d’auto e George, Matt Damon, in grado di parlare con i morti, preferisce non farlo.

Nel raccontare le sue storie, il regista ingloba e ricorda alcune tra le grandi tragedie del ventunesimo secolo: oltre allo tsunami  si assiste agli attentati dinamitardi alla metrò di Londra con centinaia di morti e feriti inermi. In Hereafter più ci si accosta all’aldilà, più si comprende l’importanza di vivere il presente con sentimenti veri, senza maschere, guidando in qualche modo la nostra fragile esistenza attraverso un labirinto che vale la pena di essere valicato e affrontato. Il regista trascina lo spettatore attraverso la poesia degli sguardi, il movimento delle mani, i contatti tra le persone per culminare con una bella immagine finale accompagnata musicalmente da una sua composizione.

Forse uno dei film più intimi di Eastwood, nelle intenzioni, non sempre all’altezza delle grandi aspettative. Un racconto dove nessuno impugna un fucile, lancia una palla da rugby o indossa i guantoni: i personaggi si sfiorano, si confrontano, condividono paure, desideri, domande, alla ricerca di risposte capaci di far riabbracciare, a pieno, la vita. Sesto film di Eastwood in meno di quattro anni.