Teatro Duse: al via l’iniziativa Agis “Libro: che Spettacolo!”

loriano macchiavelli - uno arterminio di stelle
loriano macchiavelli – uno arterminio di stelle

“Libro: che Spettacolo!”, l’iniziativa dell’AGIS che consente a scrittori e poeti di parlare delle loro opere dai palcoscenici dei teatri e che favorisce un’interazione fra la letteratura e i diversi linguaggi artistici dell’intera filiera culturale, approda a Bologna.

Il 24 febbraio Loriano Macchiavelli, tra i più noti giallisti italiani, presenta il suo libro “Uno sterminio di stelle – Sarti Antonio e il mondo disotto” dal palcoscenico del teatro Duse poco prima dello spettacolo “Piccoli crimini coniugali”, con Michele Placido e Anna Bonaiuto.

L’appuntamento bolognese rientra nell’XI edizione, alla memoria di Giorgio Pressburger, partita dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma lo scorso 14 gennaio che si conclude il 23 maggio con “Esordienti in prose”, la sezione dedicata agli under 35 per giovani debuttanti nella narrativa e ai vincitori della rassegna teatrale “Salviamo i talenti” al teatro Vittoria della capitale.

Quaranta incontri ravvicinati tra il libro e lo spettacolo in tredici città, fra cui Milano, Bari e Napoli, con trentuno autori (tra questi Dacia Maraini, Donatella Di Pietroantonio e Corrado Augias), in venti teatri ma anche in librerie, biblioteche, musei, auditorium e spazi aziendali come la TIM di Bologna che il 22 febbraio ha ospitato Loriano Macchiavelli per una presentazione riservata ai propri dipendenti.

Nel programma vi è anche la sezione Musica abbinata alla poesia, dedicata alla ricorrenza del bicentenario della stesura de L’Infinito di Giacomo Leopardi, l’evento, Info200, promosso dal Centro di Poesia contemporanea dell’Università di Bologna, con l’intervento di tre poeti, tra i quali il romagnolo Davide Rondoni, il 20 aprile, al teatro Il Celebrazioni prima del concerto dell’orchestra diretta da Giovanni Montanaro e il 6 maggio a Parma con un concerto – aperitivo dell’Orchestra sinfonica Toscanini.

Al Duse di Bologna: “Piccoli crimini coniugali”

Placido - Bonaiuto
Placido – Bonaiuto

Sull’altalena del matrimonio fra impercettibili slittamenti del cuore e tradimenti conclamati si consuma la vita dei due protagonisti. Un sottile, brillante gioco al massacro a due voci inventato dal drammaturgo più amato d’oltralpe, E. Emmanuel Schmitt. È Piccoli crimini coniugali con Anna Bonaiuto e Michele Placido che ne ha curato anche adattamento e regia, dal 23 al 25 febbraio al Teatro Duse di Bologna.

Gilles e Lisa, una coppia come tante. Da ormai quindici anni si trovano a vivere un, apparentemente, tranquillo menage familiare. Lui, scrittore di gialli, in realtà non è un grande fautore della vita a due, convinto che si tratti di un’associazione a delinquere finalizzata alla distruzione del compagno/a.

Lei, moglie fedele, è invece molto innamorata e timorosa di perdere il marito, magari sedotto da una donna più giovane.Un piccolo incidente domestico, in cui Gilles, pur mantenendo intatte le proprie facoltà intellettuali, perde completamente la memoria, diventa la causa scatenante di un sottile e distruttivo gioco al massacro.

I tentativi di Lisa di aiutare il compagno a riappropriarsi della sua identità e del loro vissuto comune diventano, un percorso bizzarro, divertente e doloroso, che conferma il sospetto di molti che anche la coppia più affiatata non è che una coppia di estranei.

Gilles e Lisa avranno un bel da fare per cancellare l’immagine di sé che ciascuno ha dell’altro, attraverso rivelazioni sorprendenti, scoperte sospettate, ma sempre taciute, rancori, gelosie, fraintendimenti mai chiariti, in una lotta senza esclusioni di colpi, sostenuta, per fortuna loro, da una grande attrazione fisica che li tiene avvinti.

Il testo di Schmitt è un veloce e dinamico confronto verbale tra i due protagonisti, un susseguirsi di battute, ora amorevoli ora feroci, ora ironiche ora taglienti, uno scontro che si genera dove una grande passione inespressa cerca un modo per sfogarsi. Il battibecco è necessario, vitale.

Il confronto incessante, il dire apertamente quello che era percepito da tempo, la consapevolezza chiara ed intelligibile di alcune realtà e verità prima solo intuite sono momenti necessari alla vita di coppia, per permettere a due persone di crescere insieme, di rispettarsi, di convivere.

El Tango di Roberto Herrera

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Roberto-Herrera-El-Tango-ph-Angelo-Redaelli-

Dopo il grande successo dello scorso anno, torna in Italia l’eleganza del tango di Roberto Herrera, con lo spettacolo El Tango al teatro Duse di Bologna giovedì 15 febbraio.

Roberto Herrera inizia a studiare danze folkloristiche argentine all’età di 8 anni. Primo ballerino del Ballet Folklorico Nacional Argenetino, diretto da Santiago Ayala “El Chúcaro” e Norma Viola. Ballerino solista della Grande Orchestra del Maestro Osvaldo Pugliese. Negli ultimi anni si è esibito in tutto il mondo e ha insegnato l’arte del Tango e del folklore argentino nei cinque continenti.

Proclamato l’ultimo poeta del tango, in questa tournèe, sarà in scena con dieci ballerini argentini e l’orchestra “Lo que vendrà” dal vivo, con un nuovo spettacolo che racconterà del tango e del suo abbraccio universale come testimonianza storica e culturale di un popolo attraverso lo scorso secolo.

Le coreografie che Roberto Herrera ha pensato per la sua Compagnia, dipingono un affresco che racconta l’evoluzione del Tango, la sua storia con un cammino che parte dalle sue origini quando si chiamava semplicemente musica ciudadana.

Le musiche proposte fanno parte dei classici legati alle radici di questo ballo che dagli anni ‘40 e ‘50 si potevano ascoltare attraverso i vicoli dei quartieri più caldi della città di Buenos Aires.

Un percorso che accompagnerà lo spettatore fino ai giorni nostri, dove l’arrivo è caratterizzato da Tango Nuevo, un genere che il suo più grande compositore, Astor Piazzolla ha fatto conoscere all’intero pianeta.

El Tango, è uno spettacolo, in due atti, portato in scena da un corpo di ballo di dieci elementi, artisti poliedrici ed eclettici che catturano e poi raccontano al pubblico storie di combattimenti con i coltelli e di forti passioni legate anche a quella cultura della strada che ritroviamo nei testi Evaristo Carriego e Jorge Luis Borges.

La tessitura ritmica affidata all’orchestra Lo que vendra è il risultato di una miscela di ritmi e melodie con una forte componente nostalgica e sentimentale dove lo strumento caratteristico è il Bandoneon.

Al Teatro Duse di Bologna, Carlo Cecchi presenta l’Enrico IV

Enrico IV_Trono9 CARLO CECCHI @matteo delbò
Enrico IV_Trono9 CARLO CECCHI @matteo delbò

Al Duse il grande Carlo Cecchi presenta l’Enrico IV, una pietra miliare del teatro pirandelliano e della sua intera poetica. Un’opera che porta in scena i grandi temi della maschera, dell’identità, della follia e del rapporto tra finzione e realtà

Dopo i memorabili allestimenti di L’Uomo, la bestia e la virtù (portato in scena nel 1976 con innumerevoli riprese fino alla edizione televisiva del 1991) e Sei personaggi in cerca d’autore (quattro stagioni di tournée teatrale in Italia e all’estero dal 2001 al 2005), Carlo Cecchi torna a Pirandello nel 150/o anniversario della nascita dell’autore con uno dei testi più noti del drammaturgo siciliano: Enrico IV, dal 26 al 28 gennaio al Teatro Duse di Bologna.

In occasione del debutto di Sei personaggi in cerca d’autore, Cecchi dichiarò in alcune interviste: ”Con Pirandello ho un rapporto doppio: lo considero, come tutti, il più grande autore italiano. E anche il più insopportabile. (…) Ma Pirandello è un punto focale, un nodo centrale nella tradizione del teatro italiano e va affrontato col rispetto che gli si deve”.

L’ambivalente rapporto di Cecchi con l’autore siciliano ha prodotto in passato due capolavori. La critica, nell’applaudire Cecchi regista e interprete nelle due messe in scena pirandelliane, ha sottolineato come la modernità, la freschezza e l’essenzialità siano caratteristiche fondamentali del suo teatro e come Cecchi sia capace di creare spettacoli acuti e sorprendentemente ironici, di folgorante semplicità.

Enrico IV è una pietra miliare del teatro pirandelliano e della sua intera poetica. L’opera porta in scena i grandi temi della maschera, dell’identità, della follia e del rapporto tra finzione e realtà.

Lo spettacolo narra la vicenda di un uomo, un nobile dei primi del Novecento, che da vent’anni vive chiuso in casa vestendo i panni dell’imperatore Enrico IV di Germania (vissuto nell’XI secolo), prima per vera pazzia, poi per simulazione ed infine per drammatica costrizione.

L’amarezza vibrante di questa tragedia porta a un risultato di limpida bellezza, a una catarsi vera e propria; forse in “Enrico IV” più che in altre tragedie, il pirandellismo vince i suoi schemi e attinge a una tensione interiore davvero universale.

Teatro Duse di Bologna: “La cena perfetta”

Una cena perfetta foto Sollima
Una cena perfetta foto Sollima

Un ristorante scalcinato, un ispettore della Guida Michelin che amplifica i conflitti di una gestione simpaticamente disastrosa. Daniela Morozzi e Blas Roca Rey sono protagonisti di questa divertente commedia alla ricerca della cena perfetta

In una banlieue di Parigi, il “Girgenti”, piccolo ristorante dalla conduzione scalcinata e familiare, si prepara ad accogliere la quantomai insperata visita di un ispettore della Guida Michelin. L’esuberante proprietario del locale siciliano, lo chef Salvatore, insieme alla moglie Caterina, alla socia Lucia e al cameriere rumeno Cristian, attendono con ansia l’avvenimento, che amplifica tutti i conflitti di una gestione a dir poco disastrosa. Sono questi gli ingredienti iniziali della Cena perfetta di Sergio Pierattini con Daniela Morozzi e Blas Roca Rey per la regia di Nicola Pistoia.

Gli acquisti maniacali e dispendiosi dello chef (uniti alla sua tendenza ad alzare spesso il gomito), i debiti, l’eccentricità del cameriere, l’eccessiva generosità di Salvatore e le continue lamentele della moglie, stanno portando il locale al disastro.
Per questo cresce l’attesa per l’arrivo del critico gastronomico: tutto potrebbe cambiare con l’attribuzione delle famosissime stelle Michelin, a patto però di realizzare una cena perfetta! Ma non tutto andrà come previsto…