Gatti & quarantena

Gatti e quarantena
Gatti e quarantena

Gatti durante il lockdown:

una relazione migliore per quasi il 50% dei proprietari

Gatti & quarantena: i risultati del grande sondaggio sulla community digitale internazionale di Feliway

Milano, 28 maggio 2020 – Con la fine del lockdown e la graduale ripartenza, si chiude un periodo in cui proprietari e pet di casa si sono ritrovati forzosamente insieme per tanto tempo… ma come hanno vissuto questo periodo i felini di casa? Cosa ne resta in termini di relazione tra gatti e famiglia umana? Se lo è chiesto Feliway, il brand per la serenità dei gatti, che ha realizzato sul questo tema un sondaggio presso la sua community digitale in 6 paesi del mondo, tra cui l’Italia[1], scoprendo tanta resilienza “felina” e che non tutto il male viene per nuocere.

Durante il periodo di permanenza a casa l’89% dei proprietari di felini in Italia (82% a livello internazionale) ha trascorso più tempo del solito con il proprio gatto: “Un tempo insieme ideale per rafforzare la relazione ma durante il quale diversi proprietari hanno notato comportamenti alterati e manifestazioni di disagio” nota Francesca Frigerio, responsabile marketing di Feliway in Italia. In questa fase, diversi proprietari (33%) hanno osservato dei cambiamenti nel comportamento del gatto, con una maggiore ricerca di attenzioni e coccole (52%), mostrando più affetto (41%) e con più pianti e miagolii (28%). Le cause? Il 75% attribuisce l’alterazione del comportamento ad una diversa routine della famiglia, il 51% a nuove abitudini nella relazione con il gatto e il 35% pensa che un fattore di stress sia avere sempre tutta la famiglia in casa per tutto il tempo.

“Nella prospettiva del gatto, se da un lato c’è la felicità per avere più tempo a disposizione in compagnia del proprio umano di riferimento, dall’altro c’è stato il rischio di perdere i propri spazi e i propri tempi per il riposo e l’autonomia” dice Frigerio. “Tra i proprietari che hanno notato il disagio quasi un terzo ha fatto ricorso a Feliway, i feromoni felini in tutto simili a quelli naturalmente rilasciati in natura dai gatti per sentirsi tranquilli, e la grande maggioranza (71%) ha notato i benefici sul benessere del gatto” aggiunge Frigerio. “E il 42% ci dice che intende continuare a usarlo anche nella fase 2 e oltre, per dare al proprio gatto un messaggio di rassicurazione anche a fronte dei cambiamenti ancora in corso e che verranno”.

C’è anche chi ha messo in campo anche altre attività e altri modi per dare sollievo al gatto in stato disagio: nell’81% dei casi chi lo ha fatto, ha puntato su attività di gioco insieme, il 44% gli ha proposto nuovi giocattoli, il 27% ha creato nuovi posti dove si può nascondere e il 23% gli ha dato maggiore accesso a spazi esterni.

Quello che resterà di questo periodo di difficoltà vissuto insieme sembra essere una relazione più forte e soddisfacente: “Dal nostro sondaggio emerge che quasi il 50% dei proprietari (il 47% in Italia, il 43% globalmente) ritiene che la relazione con il proprio felino sia migliorata. Non tutto il male viene per nuocere, insomma. Complice il tanto tempo passato insieme, ora gatto e umano si conoscono meglio e comunicano meglio, rendendo la vita insieme più felice” commenta Frigerio. Resta però il pensiero, per il 35% dei proprietari, che anche il ritorno ad una nuova “normalità” potrebbe trasformarsi in una ulteriore causa di cambiamenti e dunque di stress.

Adaptil® e Feliway® sono le gamme di prodotto per il benessere di cani e gatti che, grazie ad un messaggio di naturale appagamento, noto scientificamente con il nome di feromoni, riportano serenità nell’animale. Adaptil e Feliway sono nati dalla ricerca pionieristica di Ceva Salute Animale nel campo del comportamento e rispondono alla necessità sempre più sentita dai proprietari di migliorare la relazione con il proprio animale, supportandoli anche nelle situazioni di disagio, per vivere più felicemente insieme. Basati su principi non farmacologici e di efficacia dimostrata, le due linee si propongono di portare serenità nelle case di chi possiede un pet. www.adaptil.com – www.feliway.com – www.ceva-italia.it

 

Preferenze di viaggio delle donne: avventura e weekend adrenalinici

Rafting weekend
Rafting weekend

Niente più SPA, shopping e balli latino-americani per le donne che -a sorpresa- preferiscono l’avventura. A rivelarlo è un’indagine di SpeedVacanze.it, il tour operator che ha inventato l’esclusiva formula dei viaggi per single e di gruppo, condotta su un campione di 1.000 donne partite nel corso di quest’ultimo anno.

Dal sondaggio è emerso che, tra vacanze medio-lunghe e weekend brevi, sempre più donne scelgono opzioni che consentano di praticare specialità sportive quali il rafting, il paracadute o l’equitazione.

«Sono proprio gli sport più avventurosi a riscuotere più successo, anche perché riescono più di altre esperienze a far evadere dal quotidiano, spezzando la routine di tutti i giorni» commenta Roberto Sberna, direttore generale di SpeedVacanze.it.

Il 36% delle intervistate ha affermato di preferire fra tutti il rafting weekend. I motivi principali che spingono a sfidare la natura sono principalmente la voglia di emancipazione: le donne del 2019 sono infatti sicure di loro stesse e lo dimostrano affrontando -pagaia in mano- le rapide a bordo di un gommone.

Il 28% dichiara invece di voler provare l’esperienza di un volo aereo con lancio dal paracadute. «L’adrenalina che suscita un’esperienza del genere, è qualcosa che molte donne si sentono di dover provare ritenendo che, dopo un’avventura del genere, si è pronte ad affrontare qualsiasi prova che la vita possa riservare» spiega Giuseppe Gambardella, fondatore di SpeedVacanze.it e di SpeedDate.it, portale quest’ultimo che offre ai single il modo più veloce e divertente per incontrare gente nuova.

Al terzo posto con il 19% delle preferenze della speciale classifica femminile si attesta l’esperienza-equitazione. A cavallo di splendidi destrieri, una donna su 5 afferma di riuscire a sentirsi veramente libera dagli impegni della casa, del lavoro e della routine di tutti i giorni. La passeggiata a cavallo è inoltre benefica anche per il fisico, oltre che per lo spirito, riuscendo a mettere in moto moltissimi muscoli e consentendo così una tonificazione e una purificazione della pelle, grazie al contatto diretto con la natura in luoghi dove l’aria è tersa e pulita.

«La rivoluzione del mondo femminile è sotto gli occhi di tutti ed emerge prepotentemente da questo sondaggio: le donne non sono più interessate solo all’estetica ed alla cura del fisico, ma si approcciano alle vacanze da un punto di vista più maschile, preferendo fine settimana all’insegna dell’avventura, del cambiamento, dell’imprevisto» conclude il fondatore di SpeedVacanze.it. (WORLDNET)

Gli italiani in vacanza non tollerano “coppie sdolcinate”

Coppie sdolcinate
Coppie sdolcinate

Si avvicinano i ponti di novembre e dicembre e molti italiani stanno pianificando una breve fuga di qualche giorno, chi con il proprio partner, chi in famiglia con i propri figli, chi con gli amici o anche da soli.

Una volta chiarita la meta e la compagnia, a meno che non si sia scelta una destinazione “sperduta”, capiterà per forza di imbattersi in altri vacanzieri, o in albergo o durante qualche gita o tour di gruppo, e non potendo scegliere chi incontrare a molti capiterà anche di avere esperienze poco piacevoli con qualcuno con cui non vorrebbero mai aver a che fare nella vita. Ma cosa disturba di più i turisti italiani?

Secondo il potente motore di ricerca di voli e hotel www.jetcost.it più della metà (54%) non sopporta le coppie troppo “sdolcinate”.  Altre tipologie di vacanzieri poco graditi che si vorrebbero evitare sono le persone che non smettono mai di parlare e le famiglie con bambini indisciplinati.

Il team di Jetcost ha condotto un sondaggio nell’ambito di uno studio sulle esperienze di vacanza degli europei realizzato su 3.500 persone di età superiore ai 18 anni, andate in vacanza almeno due volte negli ultimi tre anni.

Inizialmente a tutti gli intervistati è stato chiesto con chi preferivano andare in vacanza e la maggior parte (37%) ha risposto di preferire le partenze in famiglia (coppia e figli); il 23% ha ammesso di amare i viaggi in coppia senza figli, il 19% con un gruppo di amici, il 15% con il maggior numero di parenti possibile e infine il 9% ha detto di voler andare in vacanza da solo.

A tutti è stato poi domandato se gli faceva piacere incontrare altre persone quando erano in vacanza o preferivano restare soli con i compagni di viaggio, e la stragrande maggioranza, il 68%, ha dichiarato di voler incontrare altre persone, siano essi connazionali o stranieri, solo il 19% ha risposto di non voler incontrare nessuno; non solo, il 12% ha ammesso che questo dipendeva dal tipo di persone che avrebbero potuto incontrare.

Andando ad approfondire, la domanda successiva è stata quali fossero le tipologie di persone o i gruppi che avrebbero preferito non incontrare durante le vacanze, e queste sono state le risposte più comuni:

1. Coppie sdolcinate – 54%.
3. Fumatori – 42%.
4. Persone “pesanti” che non smettono mai di parlare – 34%.
5. Donnaioli -32%.
6. Bambini indisciplinati – 27%.
7. Gruppi di addii al celibato – 20%.
8. Gruppi di anziani – 13%.

La maggioranza degli intervistati (54%) che ha dichiarato di considerare le “coppie sdolcinate” come la tipologia peggiore da incontrare, ha giustificato la risposta dicendo di “essere in vacanza per rilassarsi e stare in pace e di non voler avere intorno una coppia stucchevole”, mentre un altro 28% ha dichiarato di trovare molto fastidiose le effusioni pubbliche troppo sfacciate. Infine, più di un terzo, il 33%, ha ammesso di aver inventato scuse per non trascorrere del tempo con quella coppia.

Un rappresentante di Jetcost ha dichiarato: “Abbiamo tutti aspettative diverse per le vacanze e le brevi fughe. Alcuni di noi amano rilassarsi e riposare, altri, invece, vogliono visitare e scoprire il più possibile dei posti in cui si trovano. Ci sono quelli che partono da soli, quelli che partono con amici o in famiglia, quelli che vanno da soli, ma quando ci si trova in vacanza ognuno si comporta in modo diverso: qualcuno ama stare in compagnia e stringere amicizia, qualcuno spera di non dover incontrare un tipo di persone che non ama frequentare in assoluto e vorrebbe interagire il meno possibile con altri, ma la cosa più interessante emersa dal sondaggio è stata sapere che per gli italiani le coppie eccessivamente affettuose sono considerate molto peggio di fumatori, persone logorroiche o rumorosi gruppi di ragazzi in viaggio per addii al celibato e perfino di bambini indisciplinati”.

Riciclo creativo

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ManoMano, il più grande e-commerce di bricolage e DIY (do it yourself) in Europa, ha chiesto ai suoi iscritti di rispondere ad un sondaggio in merito al bricolage. L’indagine ha rivelato che ben il 79,8% degli italiani si dedica al riciclo creativo di oggetti non più utilizzabili per dar loro una “seconda vita”.

Così come in Europa si registra una maggior propensione al DIY applicato al riciclo, anche in Italia il bricolage diventa l’arte che non solo permette di risparmiare in tempi di crisi, ma riesce altresì ad accrescere il benessere individuale grazie alla creazione di nuovi oggetti e al riuso di oggetti dimenticati o di scarto.

Secondo i dati di ManoMano, l’area in cui si registra una maggior propensione al riuso degli oggetti è il sud Italia con l’87% degli appassionati che usa il bricolage come strumento per riciclare oggetti.

A distinguersi è la Sicilia, col 98,7% degli intervistati che dichiara di fare molta attenzione al possibile riutilizzo degli oggetti, mentre fanalino di coda è il Veneto dove comunque il 78,9% degli appassionati applica il bricolage al riciclo creativo.

Consumi Culturali

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Nel 2017 8 italiani su 10 sono andati al cinema almeno una volta, 6 su 10 hanno visitato uno o più musei, 4 su 10 hanno visto una mostra e altrettanti sono stati a teatro: è il quadro dell’intrattenimento culturale tratteggiato dal nuovo Osservatorio mensile di Findomestic, realizzato in collaborazione con Doxa.

Dal sondaggio emerge che un italiano su 3 ha speso meno di 50 euro nell’arco dell’anno, il 26% tra 50 e 100 euro e il 21% tra 100 e 200 euro ma c’è anche un 10% che non bada a spese e mette a budget tra i 200 e i 500 euro e addirittura un 3% che vive la cultura come una full immersion arrivando a sborsare oltre 500 euro.

CINEMA E MUSEI: GIOVANI STACANOVISTI. Tra i consumi culturali il cinema è in cima alle preferenze degli italiani. La settima arte è irrinunciabile soprattutto per i più giovani: la rilevazione di Findomestic dimostra che solo il 6% dei 18-24enni non ha mai varcato la soglia di una sala cinematografica, mentre tra gli over 60 quelli che non hanno mai assistito a una proiezione nel 2017 sono quasi 1 su 3 (28,3%). E’ sempre nella fascia tra i 18 e i 24 anni che si trovano i cinefili più incalliti: il 26,4% ha infatti visto almeno dieci film lo scorso anno. I post millennials sono anche i maggiori frequentatori di musei: il 66% dei 18-24enni ha visitato almeno una sede museale e l’8% addirittura più di 10 diverse collezioni.

LE MOSTRE PIACCIONO POCO AI 40ENNI. Pittura, fotografia, scultura e design non incontrano il gusto dei 40enni: oltre il 71% degli italiani tra i 40 e i 44 anni ha ‘disertato’ qualsiasi genere di mostra, secondo i dati raccolti da Findomestic. I frequentatori più assidui di esposizioni d’arte temporanee sono gli over 60: il 53,3%, infatti, ha visitato una o più mostre.

TEATRO AMATO DAI 60ENNI, SOPRATTUTTO AL SUD. Il teatro, invece, è particolarmente amato dal pubblico tra i 55 e i 65 anni: quasi il 44% ha assistito lo scorso anno ad almeno uno spettacolo. Circa il 5% degli ultrasessantenni è andato ben oltre, collezionando più di 10 ingressi nell’arco del 2017. La stessa fascia di popolazione è la più affezionata alla musica classica e alla lirica: sono quasi 3 su 10, a fronte di una media generale del 20%, gli over 60 che hanno partecipato ad almeno un concerto o un’opera in una sala teatrale. L’arte del palcoscenico, rivela il sondaggio Findomestic, è più apprezzata al Sud: 47% contro il 45% al Centro e il 37% al Nord.

CONCERTI POP E ROCK SONO UNDER 30. Hanno tra i 25 e i 29 anni gli ‘aficionados’ dei concerti pop, rock e jazz: oltre il 52% ha assistito ad almeno un live. La quota dei frequentatori di club, palazzetti, arene e stadi cala drasticamente col crescere dell’età: solo un over 55 su 3 si è concesso un appuntamento con la musica dal vivo.

ITALIANI DISPOSTI A VIAGGIARE PER LA CULTURA, MA SERVONO AGEVOLAZIONI. Per il 2018 il 64% degli italiani ha già in programma viaggi per scopi culturali (visitare musei, monumenti, siti storici/archeologici): il 33% si sposterà entro i confini italiani, il 7% si recherà all’estero e il 24% farà viaggi sia in Italia che all’estero. Findomestic ha chiesto al campione quali misure sono più efficaci per incrementare le visite a musei e siti culturali: offrire un biglietto meno costoso è la prima scelta degli italiani (47%), seguita dall’ingresso gratuito un giorno al mese (43%), iniziativa già messa in campo dal Ministero dei Beni culturali. Il 28% degli italiani vorrebbe promozioni sui biglietti dei treni/aerei per raggiungere le località d’arte e altrettanti hanno indicato l’apertura serale dei musei. Infine, il 24% vorrebbe poter usufruire di biglietti scontati nei periodi di bassa stagione.