Festival: “Lo Spirito del Pianeta”

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VENERDI’ 25 MAGGIO
IN APERTURA DE LO SPIRITO DEL PIANETA
UN CONCERTO IMPERDIBILE CON IL VIRTUOSO DELLA CORNAMUSA GALIZIANA

CARLOS NUNEZ IN CONCERTO

Carlos Núñez è considerato, in tutto il mondo, come un musicista straordinario, tra i più carismatici e brillanti.

Il suo carisma, la sua energia e il suo spirito pionieristico l’hanno reso molto popolare, oltrepassando i limiti che possono derivare dagli strumenti (la cornamusa galiziana -gaita- e i flauti) da lui suonati.

Nel 2004 Carlos è entrato a far parte del mondo del cinema dalla porta principale grazie al regista Alejandro Amenábar, il quale voleva utilizzare un brano del suo primo disco per la pellicola de “Il Mare Dentro”.

Alla fine, Carlos ha partecipato quasi interamente alla colonna sonora del film, che ha vinto un Oscar e quattordici Goya, tra cui anche quello per la migliore musica.

“LE DONNE VERE NON PORTANO LA 38”

Vent’anni di carriera nei quali ha ottenuto ciò che nessun’altra aveva neanche mai sognato: sei candidature e un Oscar, tutto entro i 37 anni. È forse per questo che dopo il trionfo del 2009, la sovraesposizione alla Mostra del Cinema dello scorso settembre (Carnage, Contagion e il serial tv Mildred Pierce) e l’anniversario (15 anni) appena festeggiato con la riedizione in 3D di Titanic, quest’anno la vedremo poco o nulla. Una pausa di riflessione, ma forse anche il momento per un primo, piccolo bilancio. Kate Winslet lo fa con Vanity Fair, che le dedica la copertina del numero in edicola dal 30 maggio.
 
È così? Si sta prendendo una pausa? «Cerco sempre di prendermi un anno abbondante di pausa tra un film e l’altro. Per avere il tempo di far raffreddare le cose, di rallentare un attimo». Parla spesso di vita normale: davvero è possibile? «Ho sempre avuto una vita normale e sempre l’avrò. Sono gli altri, è tutto quello che gira intorno al mio mestiere che la rende “anormale”. Io cucino, faccio la spesa, accompagno i miei figli a scuola: sono sicura che ha letto queste cose su di me». In effetti, sì: sulla sua normalità c’è tutta una letteratura. «Ed è tutto vero. Sono consapevole che avendo avuto una carriera cominciata molto presto, e una vita adulta sotto gli occhi di tutti, c’è gente che continua e continuerà a farsi domande su di me e su come conduco la mia vita. Ma come fa con i figli? Ma dove li lascia?  I miei figli stanno sempre con me. Fine della discussione».  Altro grande classico di Kate Winslet: la sua battaglia in nome di tutte le donne che non sono una taglia 38. Stufa di parlarne? «Stufa, piuttosto, del significato che ha il fatto che siamo qui a parlarne: vuol dire che niente è cambiato. Per il resto no, credo sia importante continuare a ribadire che la normalità non è quella che ci fanno vedere. Ad essere sincera, io neanche le conosco donne che portano la 38. Anzi sì, una: mia figlia. Solo che Mia ha 11 anni». I commenti sul suo peso le danno fastidio? «Non più. È una di quelle cose di cui ho imparato veramente a fregarmene. Una volta no, mi ferivano. A 20 anni dicevo che non mi importava, ma in realtà ci soffrivo, eccome. Pubblicamente facevo la superiore, ma dentro ne morivo. Adesso no. Ci vuole tempo, ma si impara». Lei come ha imparato? «Nel modo più duro: sbattendoci la faccia».
Per chi lotta da sempre con il peso, è più difficile. «Capisco che cosa intende, ed è vero che ci vuole molto tempo per liberarsi di quella bambina grassa, ma sa cosa? Sono sinceramente grata per il mio sedere. Oddio, non è una battuta fantastica?».

The Artist

Regia di Michel Hazanavicius

Con Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Penelope Ann Miller

Film muto in bianco e nero

Drammatico, FRANCIA

21 maggio 2012, di Elisa Zini – Siamo nella Hollywood del 1927. George Valentin è un famoso attore del cinema muto. Avventura e romanticismo contraddistinguono i suoi film e fanno impazzire le platee. Un giorno, in occasione della prima del suo nuovo film una giovane sconosciuta gli si avvicina e gli dà un bacio. La stampa immortale il momento che finisce sulla prima pagina del prestigioso “Variety”.

Inaspettatamente George ritroverà la giovane donna sul set di un nuovo film, scritturata come comparsa nelle vesti di una ballerina. Sarà per lei l’inizio di una strepitosa carriera: la giovane attrice si farà chiamare Peppy Miller. Carriera che troverà sempre più spazio con l’avvento del sonoro che prenderà, con forza, il sopravvento. Inizia così il declino di Gorge Valentin che orgogliosamente non si converte al nuovo modo di fare cinema ritenendo superfluo il dialogo verbale tra attori: sono le immagini che parlano e continueranno a farlo. Sfortunatamente però il pubblico presto si dimenticherà di lui.

Un film da vedere perchè parla senza emettere una sillaba. Un film muto, dove a parlare sono gli sguardi, i sorrisi, i corpi. Un film per chi ama il cinema e ne vuole capire i segreti più profondi. Un film in bianco e nero che non fa rimpiangere il colore. Un film muto che non fa rimpiangere il sonoro. Michel Hazanavicius coraggiosamente dirige con eleganza un racconto che raggiunge il cuore e lo fa perchè ci si ferma a pensare a cosa è davvero importante nella vita. Il sonoro  sostituisce il cinema muto con arroganza, senza riconoscenza, dimenticando la sua storia, le sue origini, la sua storia. Una storia d’amore e di amicizia tra i due protagonisti che simbolicamente raccontano la storia del cinema e della vita. Solo alla fine un nuovo linguaggio, capace di attingere dall’esperienza di entrambi, riporterà linfa vitale ad un’arte preziosa, da immortalare su pellicola.

PREMIO PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE MASCHILE A JEAN DUJARDIN AL 64. FESTIVAL DI CANNES (2011)

GOLDEN GLOBES 2012 PER: MIGLIOR FILM (COMMEDIA/MUSICAL), ATTORE PROTAGONISTA (JEAN DUJARDIN) E COLONNA SONORA. LE ALTRE CANDIDATURE REANO: REGIA, ATTRICE NON PROTAGONISTA (BERENICE BEJO), SCENEGGIATURA

OSCAR 2012 PER: MIGLIOR FILM, REGIA, ATTORE PROTAGONISTA (JEAN DUJARDIN), COSTUMI E COLONNA SONORA. ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (BÉRÉNICE BEJO), SCENEGGIATURA ORIGINALE, FOTOGRAFIA, MONTAGGIO E SCENOGRAFIA.

 

Le idi di marzo

Regia di George Clooney

Con Ryan Gosling, George Clooney, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Philip Seymour Hoffman

Drammatico, USA

2 aprile 2012, di Elisa Zini – Elegante e incisiva la regia di George Clooney che dimostra di essere anche un bravo sceneggiatore. Con “Le idi di marzo” Clooney critica in modo feroce il connubio tra politica e potere raccontando i preparativi alle primarie dei partiti Democratico e Repubblicano: elezioni che potrebbero lanciare i candidati alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

Un thriller politico che conviene non svelare. Stephen Myers è un giovane emergente, vice addetto stampa per il governatore Mike Morris, in lotta per le primarie del Partito Democratico. Efficiente, idealista, dedito al lavoro, che è la sua passione, Myers è apprezzato anche dalla concorrenza. Nonostante la piena fiducia nei confronti del suo candidato si ritroverà coinvolto, suo malgrado, in intrighi tra politica e potere che cambieranno per sempre la sua visione del mondo e della vita.

Le Idi di marzo (nome del 15 marzo nel calendario romano) era il termine usato per il 15esimo giorno dei mesi di marzo, maggio, luglio e ottobre, e per il 13esimo degli altri mesi. Rappresentavano un giorno festivo dedicato al dio della guerra. Solitamente invece, con le Idi di marzo si vuole ricordare la data dell’assassinio di Giulio Cesare avvenuto il 15 marzo del 44 a.C. ad opera di Bruto e altri cospiratori.

Ispirandosi a un testo teatrale di Beau Willimon, George Clooney affonda un attacco profondo e una critica feroce al sistema politico che governa gli Stati Uniti d’America. Un mondo senza regole, privo di etica, dove la legge del più forte si fa strada a discapito di tutto. Attraverso l’inevitabile cambiamento del bravo e talentuoso Ryan Gosling, Clooney mostra come la democrazia stia perdendo il suo significato originario lasciando il posto a opportunismi e individualismi che poco hanno a che fare con il bene comune. Fine e acuta analisi politica di un regista che porta il suo contributo per un futuro, si spera, migliore.

CINEFORUM – riflettere attraverso un film

2 aprile 2012, Elisa Zini – Presso il cinema Nuovo di Novate Milanese è iniziato il 24° ciclo di Cineforum “Riflettere attraverso un film”. Pubblico affezionato e molti film da vedere e capire grazie al dibattito con il critico Celeste Colombo. Un modo per condividere impressioni, emozioni, sensazioni: tutte rigorosamente a caldo dopo la proiezione della pellicola. Dalle 21.00 alle 21.15 il critico cinematografico Colombo introdurrà il film parlando, in breve, del regista, degli attori protagonisti e degli aneddoti di cui regalerà un piccolo assaggio. A fine proiezione, per chi vorrà, seguirà il dibattito con il pubblico.

Programma:

giovedì 22/3 “Midnight in Paris” di Woody Allen, U.S.A.

giovedì 29/3 “Le idi di marzo” di George Clooney, U.S.A.

giovedì 5/4   SOSPESO con i migliori auguri di Buona Pasqua

giovedì 12/4 “Una separazione” di Asghar Farhadi, IRAN

giovedì 19/4 “La kryptonite nella borsa” di Ivan Cotroneo, ITALIA

giovedì 26/4 “Miracolo a le Havre” di Aki Kaurismäki, GERMANIA, FRANCIA, FINLANDIA

giovedì 3/5  “The Artist” di Michel Hazanavicius, FRANCIA

giovedì 10/5   SOSPESO

venerdì 18/5 “Le nevi del Kilimangiaro” di Robert Guèdiguian, FRANCIA

venerdì 25/5 “J. Edgar” di Clint Eastwood, U.S.A.

venerdì 1/6 “Almanya (La mia famiglia va in Germania)” di Yasemin Samdereli, GERMANIA

Per informazioni rivolgersi alla cassa del cinema in orari di apertura oppure

e-mail: ci-nuovo-novate-mi@hdinformatica.it