Michele Zarrillo: “Vivere Rinascere – Passioni”

michele zarrillo
michele zarrillo

Il 24 novembre esce una nuova versione del progetto discografico “Vivere e Rinascere” di Michele Zarrillo, presentato quest’anno a Sanremo con il brano “Mani nelle mani”. Il nuovo album “Vivere e Rinascere-Passioni” è arricchito da un CD che contiene le cover di grandi successi senza tempo: “Passioni” è il titolo di questo capitolo aggiunto, non un semplice disco di cover, ma un vero e proprio nuovo album in studio del cantautore romano.

In “Passioni” Zarrillo canta la colonna sonora della sua vita, scegliendo di reinterpretare non i suoi successi ma canzoni, italiane e non, divenute, negli anni, dei veri e propri classici. Questo disco è una piccola parte del jukebox personale del cantautore: è una raccolta di canzoni che lo hanno accompagnato nel corso degli anni e che Michele voleva da tempo reinterpretare. Si va dalla più recente “Luce” di Elisa a “Quando” di Pino Daniele, passando per “Don Giovanni” di Battisti-Panella, “Futura” di Lucio Dalla, “Amore per te” di Mango, “Via” di Claudio Baglioni, “Canzone” di Don Backy e un altro classico recente come “Xdono” di Tiziano Ferro.

Ci sono anche due canzoni in inglese, “Lately” di Stevie Wonder e “Shout” dei Tears for Fears. E una piccola sorpresa per i fan storici: la cover di “Sesso o esse”, canzone portata al successo da Renato Zero nel 1977 della quale Michele (insieme allo stesso Renato) all’inizio della sua carriera, scrisse la musica (il cantautore non aveva mai pubblicato la sua versione, prima d’ora). Zarrillo non si è solamente limitato a cantare i brani, ma – grazie agli arrangiamenti di Alessandro Canini – è riuscito a riproporli in maniera personale, pur rispettandone le versioni originali.

Realizzare questo disco mi ha fatto venire voglia di accarezzare, interpretare e assaporare queste meraviglie, queste composizioni che anche se sono di altri riesco a sentire mie: perché sono dei classici, appunto. (Michele Zarrillo)

Tracklist:
CD1 VIVERE E RINASCERE
L’AMORE ANCORA ESISTE?
MANI NELLE MANI
VIVO NEL MONDO
COME HO FATTO A PERDERTI
VIVERE E RINASCERE
PER CHI SA SCEGLIERE
LA RAGAZZA CORRE
SE TU NON TORNI
E POI RIAPPARVE IL MONDO
AMORE IMPERFETTO
MILLE LATITUDINI

CD2 PASSIONI
LUCE (TRAMONTI A NORD EST)
DON GIOVANNI
FUTURA
AMORE PER TE
VIA
CANZONE
LATELY
XDONO
SESSO O ESSE
QUANDO
SHOUT

Michele Zarrillo a Sanremo con il brano “Mani nelle mani”

Michele Zarrillo
Michele Zarrillo

A nove anni dalla sua ultima partecipazione al Festival di Sanremo con il brano “L’ultimo film insieme”, Michele Zarrillo torna in gara nella sezione Campioni della 67° edizione della kermesse con il brano “Mani nelle mani”, scritto dallo stesso Zarrillo insieme a Giampiero Artegiani.

Il brano fa parte del nuovo album di inediti “Vivere e rinascere”, in uscita il 10 febbraio 2017 per Universal Music a distanza di 5 anni e mezzo dall’ultimo album “Unici al mondo”.

Michele Zarrillo è un veterano del Festival di Sanremo e vanta nove partecipazioni, con canzoni diventate dei classici della musica italiana: “Su quel pianeta libero” (1981), “Una rosa blu” (1982), “La notte dei pensieri” (con il quale vinse il Festival proprio 30 anni fa, nel 1987, nella categoria “nuove proposte”), “Come un giorno di sole” (1988), “Strade di Roma” (1992), “Cinque giorni” (1994), “L’elefante e la farfalla” (1996), “L’acrobata” (2001), “Gli angeli” (2002), “L’alfabeto degli amanti” (2006), “L’ultimo film insieme” (2008).

“Jazz&Remo il Festival”

JAZZREMO_Quartetto
JAZZREMO_Quartetto

Venerdì 29 aprile il Bruno Santori Trio e Silvia Aprile saliranno sul palco del Teatro Ariston di Sanremo (corso Giacomo Matteotti, 212 – ore 21.00 – per info e acquisto biglietti: www.aristonsanremo.com – www.ticketone.it) per presentare “JAZZ&REMO il Festival”, il nuovo progetto con cui il Maestro Bruno Santori ha deciso di omaggiare la grande tradizione musicale sanremese, rivisitandola per l’occasione in una inedita veste jazz.
Durante la serata il quartetto accompagnerà il super ospite Michele Zarrillo, che proporrà alcuni dei suoi brani più famosi, riarrangiati in chiave jazz dal Maestro Santori.

«”JAZZ&REMO il Festival” nasce dalla mia amicizia con Silvia Aprile – racconta il Maestro Bruno Santori – Già nel 2009, quando fui direttore musicale del Festival di Bonolis e lei vi partecipava prodotta da Pino Daniele, consideravamo la possibilità di realizzare qualcosa insieme.
Io che da quarant’anni dal mio primo Festival in qualche modo, nell’immaginario collettivo, appartengo a questo evento italiano e lei che attualmente viene riconosciuta come una tra le più autorevoli voci del jazz ci siamo incontrati su questo terreno musicale che da qualche tempo stiamo felicemente condividendo.
Ora ci aspetta questo elettrizzante progetto di portare alla gente i grandi successi della canzone italiana di tutti i tempi che nella città dei fiori hanno potuto brillare negli anni».

«La sfida che questo progetto porta con sé è il risultato dell’enorme e sincera stima che ci tiene uniti, ci entusiasma, ci diverte, ci stimola continuamente – racconta Silvia Aprile – Il nostro unico obiettivo adesso è il cuore del pubblico. La nostra missione, la nostra speranza è quella di colpirlo, di fargli rivivere ricordi legati alle canzoni, a quegli anni, lasciando che la musica riporti a galla emozioni lontane, ma inevitabilmente nuove».

VENERDÌ 29 APRILE – Teatro Ariston, SANREMO

Inizio spettacolo ore 21.00

Poltronissima Platea 18 € + 2 € Prev.
Poltrona Platea 13 € + 2 € Prev.
Prima Fila Galleria 12 € + 1 € Prev.
Galleria 9 € + 1 € Prev.

www.zenart-management.it –  www.brunosantori.it
www.facebook.com/Maestro-Bruno-Santori-65541774767/?fref=ts
www.facebook.com/Silvia-Aprile-723577181041754/

“IL SENSO…DI ALEX”

Esce oggi (20 marzo) “IL SENSO…DI ALEX” (Sony Music): 15 grandi successi dell’indimenticato ALEX BARONI, reinterpretati da altrettanto grandi artisti della musica italiana. 13 amici che hanno così voluto rendere omaggio ad Alex, a 10 anni dalla sua scomparsa.

 

L’album contiene anche un fantastico duetto di Alex Baroni insieme a Renato Zero, “E il cielo mi prese con sé”, oltre che un inedito di Alex , “Arrivederci amore mio”.

 

Questa la tracklist de “IL SENSO….DI ALEX”: 1) Arrivederci amore mio – INEDITO cantato da Alex Baroni; 2) Ce la farò – Claudio Baglioni; 3) Viaggio – Giorgia, 4) Cambiare – Noemi; 5) E il cielo mi prese con sé – Renato Zero & Alex Baroni; 6) La voce della luna – Mario Biondi; 7) Voci di notte – Carmen Consoli; 8) Onde – Amii Stewart; 9) Scrivi qualcosa per me – Marco Mengoni; 10) Ultimamente – Michele Zarrillo; 11) Pavimento Liquido – Alex Britti; 12) Solo aper te – Luca Jurman; 13) Sei la mia canzone – Fabrizio Frizzi; 14) Parlo di te e di me – Gegè Telesforo; 15) Male che fa male – Gli amici di Alex

 

Così spiega il progetto il produttore Marco Rinalduzzi:

IL SENSO DI ALEX” è un pensiero.

Un pensiero che si è fatto strada nella mia mente col passare degli anni, constatando che

Il tempo passava e Alex non era mai stato ricordato come forse era dovuto.

Arrivati al decimo anniversario della sua scomparsa, anzi al nono perché questo lavoro è durato circa un anno, ho avuto il desiderio fortissimo di fare un omaggio, un tributo a quello che io reputo uno dei migliori interpreti degli ultimi 50 anni, non trascurando il fatto che è stato anche l’ autore dei testi di quasi tutte le sue canzoni.

Un tributo vero, si fa da artista ad artista ed allora ho cominciato a chiamare tanti artisti,

molti dei quali con affinità stilistiche ed altri semplicemente perché gli volevano bene.

Ho trovato la grande partecipazione di tutti quanti, grande rispetto e grande entusiasmo.

Tutti hanno scelto con me le canzoni e le hanno interpretate alla loro maniera.

Personalmente credo che ognuno di loro abbia fatto un lavoro straordinario, dando giustamente nuova veste a queste canzoni.

Non esiste un senso per la morte di una persona così giovane, ma credo che

“IL SENSO DI ALEX” dia una ragione al lavoro fatto da questo ragazzo nella sua vita troppo corta.

 

 

Michele Zarrillo

Michele Zarrillo

Il nuovo album di Michele Zarrillo Unici al Mondo” (su etichetta Sony Music), che arriva a cinque anni dal precedente (“L’alfabeto degli amanti”), a cui avevano fatto seguito un “best” e un cd più dvd live.

Ognuno di noi è unico al mondo, ognuno ha una storia, un destino, una via, ognuno ha il suo tempo“: suona come uno slogan, in “Unici al Mondo” l’originalità, l’irripetibilità dell’individuo e del suo mondo sono il concept che unisce le nuove canzoni. La centralità dell’uomo con le sue emozioni, le pulsazioni da vivere in un futuro da costruire insieme, tra illusioni e aspirazioni, condivise con il prossimo, con la persona amata, con un figlio.

Temi intimistici e sociali si alternano nel disco, i cui testi sono firmati da Giampiero Artegiani, suo amico “storico” con cui ha condiviso gli inizi del percorso musicale nella band “Semiramis” e che, dopo tanti anni, è tornato a scrivere con il cantautore.

L’album suona immediato, di grande respiro musicale, che spazia dalla migliore melodia italiana ai suoni che richiamano alcuni angoli del mondo.

Le canzoni: “Unici al Mondo”; “La prima cosa che farò”; “In questo tempo”; “Dolce incanto”; “Il mio amico timido”; “Quei due”; “La piccola mela”; “Malinconica solitudine”; “Nati in Africa”; “Scegli la preghiera”.

Nel nuovo disco “Unici al mondo” c’è tanta musica e poesia, come nelle migliori canzoni d’amore da sempre “marchio di qualità” di Zarrillo, “La prima cosa che farò” e “Dolce incanto”. O come nella filastrocca dedicata al figlio nato da poco, “La piccola mela”. Ma ci sono anche attimi di riflessione, come nel brano “In questo tempo”, che esprime amarezze e speranze dell’uomo, che da sempre aspira ad un mondo migliore, e “Il mio amico timido”.

E’ un disco che vuole raccontare i sentimenti, il sentire comune dei nostri tempi, che è sempre prevalente nelle mie canzoni“, dice Zarrillo del nuovo progetto, “c’è molto amore – d’altra parte è il volano dell’arte fin dalla notte dei tempi, è l’amore che spinge a “creare”, a scrivere canzoni, come nel mio caso. Le storie sono lo spunto, che siano felici o piene di sofferenza. Eppoi la musica è fondamentale nel disco. È stato fatto un grande lavoro musicale in studio, lungo e meticoloso, cosa che di questi tempi è poco usuale: viviamo tempi, infatti, in cui tutto è fatto di corsa e scompare altrettanto velocemente, spesso senza arrivare al grande pubblico. Si bada più alla superficialità, alla parte esteriore, quindi a cosa rappresenta un artista, più che alle sue “opere”, di cui siamo carenti a livello internazionale già da qualche tempo (a parte qualche rara eccezione). Non è facile divulgare, far conoscere (come sarebbe giusto) i dischi, siamo come in un imbuto culturale, a discapito del pubblico“.

La prima cosa che farò” è il singolo che ha anticipato in radio l’uscita del disco. Una ballata tra le più belle ed ispirate del cantautore romano (che ci riporta alle emozioni di “Cinque Giorni”, per intenderci), la composizione musicale di questo brano è condivisa con Roberto Guarino, con cui ha realizzato e arrangiato il disco. A volte, la fine di una storia d’amore ci sembra la fine del mondo, per il tempo del dolore e dell’abbandono, del silenzio di una casa che si trasforma, e qui la poesia ha il sopravvento sul racconto della cronaca di un addio.

In questo silenzio il cuore come ci batte“, cosi “chiude” il brano “Unici al Mondo”, con le emozioni tracciate come punti lungo la linea retta ideale della vita, assimilate e vissute nel tempo che, inesorabile, non aspetta: la title-track è certamente una di quelle canzoni che, poche volte, arrivano nella carriera di un cantautore.

Quei due” (musica di M.Zarrillo – R.Amici) è un’altra ballata del nuovo progetto, un racconto molto sentito su quanto poco resta di una storia d’amore, a volte, dopo la separazione… lo stupore di sentire così distante la persona per la quale un tempo non così lontano, avresti dato la vita… “come una rosa che appassisce tra due pagine” di un libro riposto da troppo tempo…

E poi arriva l’analisi di quello che ci gira intorno: “In questo tempo“, qui è la disillusione dichiarata verso la società, verso i tempi che viviamo. Petrolio, oro e denaro sono i mali di quest’ultimo secolo, sono gli Dei di un mondo a tinte fosche, che non produce più valori ma l’arroganza dei Potenti. Unico argine da frapporre all’incalzare di “questo tempo buio” è la “coscienza universale” quale unica speranza nella ricerca di equilibrio a cui l’uomo ambisce da sempre.

Ne “Il mio amico timido“, un brano ricco di musicalità, uno sfogo notturno tra due amici, parlando di amori persi,di ingiustizie e di libertà… aspettando l’alba e l’apertura del bar più vicino “per il cappuccino ed il cornetto” che, nel contesto, diventano la panacea di tutti i mali per poi dormirci sopra…

Il lavoro di ricerca musicale, di sperimentazione, è ancora più presente in “Dolce Incanto” e in “Malinconica Solitudine“, pop-jazz per entrambe, la prima rievoca ricordi del primo amore (come per tutti, mai dimenticato), con la rincorsa della memoria verso un tempo condiviso con lei tra “cortei, nuove esperienze e primo amore”. L’incedere ritmico nella seconda scandisce le ore che trascorrono lente, sole, sopra il filo del tempo, quando fuori piove o il cielo è plumbeo, in attesa del ritorno a casa della persona amata. È cosi la confessione di un uomo sull’irrinunciabile presenza di lei nella sua vita.

Dedicata al piccolo di “Casa Zarrillo”, al nuovo arrivo, “La piccola mela” è una filastrocca di un Papà alle prese con la meraviglia della nascita, che gioca a disegnare a colori per lui il mondo (anche se, nella realtà, “non perfetto”), come una mela, e la vita come un’avventura nella migliore delle fiabe.

Nati in Africa” è l’omaggio musicale e una mano tesa al Terzo Mondo, è la condivisione e il ritorno alle origini. “In Africa i sogni diventano sale…“, il continente nero – un “viaggio dentro gli occhi“, il “volo di aironi” e “un cielo notturno di stelle” – è postulato come l’origine di tutta la musica e dell’uomo e la “fortuna” del mondo occidentale.

In un disco che racconta l’uomo in equilibrio perennemente precario nell’universo, la preghiera è la richiesta di una risposta a tutte le domande insolute: in “Scegli la Preghiera“, unico brano del disco in cui la musica e la realizzazione sono di Alessandro Canini, amico di Michele, che, fin dal primo ascolto ne è rimasto affascinato avendo la sensazione che fosse giusta per parlare della libera spiritualità dell’uomo. La preghiera è universale, è l’anelito, la ricerca di un dialogo con il “Superiore” (quale esso sia), può essere laica, mistica, in questi anni “ascetici, agnostici, dove l’uomo da sempre sembra costretto ad “idolatrare” qualcuno per sentirsi meno solo a questo mondo.

Produttore e musicista nel nuovo progetto, Michele Zarrillo appare di nuovo all’apice della sua creatività artistica, in un momento di grande rinnovamento, sia dal punto di vista musicale, sia nei contenuti. Capace di scrivere alcune “perle” della nostra musica, è un artista che, da sempre, pone al centro delle proprie composizioni la ricerca della qualità, con sincerità, senza compromessi, guardando al di là delle mode del momento e prendendosi tutto il tempo necessario per realizzare al meglio le sue opere: questo lo stile con cui ha consegnato alla musica italiana canzoni “evergreen” come “Cinque giorni”, “Una rosa blu”, “La notte dei pensieri”, ma anche “L’elefante e la farfalla”, “Il canto del mare”, “Strade di Roma”, “L’amore vuole amore”, “Ragazza d’argento”, “L’Alfabeto degli Amanti”, e “L’acrobata”, tra le altre.

Dal prossimo dicembre il cantautore sarà in teatro per presentare dal vivo “Unici al Mondo”: il tour partirà il 3 dicembre da Torino (Teatro Colosseo). Tra le altre date, il 12 dicembre, Firenze (Teatro Saschall); il 13 dicembre, Milano (Teatro Smeraldo); il 20 gennaio, Bologna (Teatro Manzoni); il 21 gennaio, Roma (Gran Teatro); il 27 gennaio, Padova (Gran Teatro Geox).