Educazione, formazione e istruzione….non facciamo confusione!

Laura Bonomo
Laura Bonomo

Gli uomini si possono tenere con la frusta, come si fa con gli animali.

Possono essere ammaestrati come i cani…ma quando si fa così, quando i dispositivi sono autoritari, di potere, gli uomini manifestano le stesse qualità degli animali, appunto.

Se invece riconosciamo che la persona sia qualcosa di diverso dagli animali, dobbiamo trattare di essa anche le caratteristiche umane: quella affettiva, quella relazionale e quella razionale!

Questa è l’educazione!

Ogni mammifero cura i suoi cuccioli e insegna loro ciò che ha imparato nella vita; ma noi non siamo solo mammiferi, siamo persone e la nostra specificità è appunto l’educazione.

Educazione che ha a che fare con la libertà, con la ragione, con il meccanismo che prevede prima una scelta responsabile e poi l’obbligo di rendere conto di quella scelta.

Ecco perchè educare è più difficile che ammaestrare, significa instaurare con l’educando un rapporto che non è più di potere ma richiede competenze cognitive, relazionali e affettive che non tutti gli adulti possiedono.

Ecco perchè ci sarebbe bisogno di un forte investimento sulla formazione, in particolare di coloro che si occupano di educare gli altri…ma spesso si ha l’impressione che tale bisogno non sia accolto…o no?

 

Ped. Laura Bonomo

 

L’educazione è un mestiere possibile?

Educazione
Educazione

Quale domanda più consona in un momento storico come quello che stiamo vivendo?

Oggi è ancora possibile educare e lasciarsi educare, nel senso più profondo di questo termine, ossia come capacità di divenire persone libere di scegliere, nel rispetto di valori acquisiti?

La mia risposta è sicuramente e certamente SI, nonostante le difficoltà che i nostri giorni ci stanno ponendo di fronte, difficoltà intese essenzialmente come mancanze.

 A questo punto è però necessario precisare che l’educazione è un mestiere possibile a condizione che esso sia svolto da un adulto, ovvero da una persona che nell’agire educativo persegue gli obiettivi evolutivi che caratterizzano, o dovrebbero caratterizzare, l’acquisizione della condizione adulta. 

In particolare la capacità di integrare nel proprio Sé il genere complementare al proprio e di far dialogare tra di loro le età che la persona ha incontrato nel suo cammino esistenziale e, nello stesso tempo, aprirsi all’attesa di quelle che deve ancora incontrare.

Espresso così il concetto potrebbe apparire complesso, ma al fondo di tutto troviamo l’accettazione dell’altro in quanto tale: la persona vuole sentirsi accolta e, quindi, l’educazione deve necessariamente partire da questo naturale accoglimento, senza il quale non vi è relazione e, quindi, possibilità educativa.

 

Alla prossima!!!

Ped. Laura Bonomo

Mail: laurabonomo.pedagogista@gmail.com

Humanitas

Humanitas
Humanitas

Nel nostro viaggio all’interno della storia della Pedagogia, ci siamo già imbattuti nella prima vera definizione, di questa che diventerà la scienza dell’uomo, con la Paideia ellenistica; con l’avvento del mondo latino, tuttavia, tale concetto va ad allargarsi prendendo in considerazione anche tutto l’insieme delle tradizioni e, quindi, dei valori tramandati dagli antenati che costituivano la base solida dell’impero romano: l’Humanitas.

Cicerone e Quintiliano rappresentano i principali esponenti e rappresentanti della cultura latina, come incontro con quella greca, all’interno della quale vengono a delinearsi i principi pedagogici.
Egli elabora il concetto di Humanitas innestando la Paideia greca all’interno del Mos Maiorum, ossia l’insieme dei valori e delle tradizioni provenienti dal passato e dagli antenati, con tutta la loro tensione civile ed etica.

Per la formazione umanistica diviene centrale il ruolo della letteratura, mentre le scienze ricoprono un ruolo complementare, impostazione che, per certi versi è ancor oggi presente all’interno di certi settore della nostra contemporanea formazione.
Solo una formazione basata sulle Humanae Litterae, ossia sulla meditazione dei classici e dei valori che contengono, permette un’esplorazione profonda di tutte le passioni umane, che faccia acquisire all’oratore e al politico quella sensibilità che gli è necessaria per guidare la Res Publica.

La moralità, quindi, si declina nel “Vir bonus dicendi peritus”, l’uomo onesto e capace di parlare, formazione questa che prevedeva l’esaltazione del concetto di dovere; quanto di questa nostra tradizione è ancora oggi presente nella formazione di ciascuno di noi, in quanto cittadino, e soprattutto di coloro che ricoprono ruoli istituzionali…?

Forse una piccola riflessione sarebbe opportuna, in un momento in cui di scuola ed educazione si sente tanto parlare, ma spesso senza conoscerne i principi e che elementi che ne dovrebbero costituire l’essenza.
Alla prossima!

Ped. Laura Bonomo
Mail per contatti: laurabonomo.pedagogista@gmail.com

Istruzione, educazione e pedagogia

Quale tempo migliore, tempo di bilanci e conclusioni, quello che stiamo vivendo, per riflettere sul concetto di educazione, aiutati dalla storia che l’uomo ha già percorso.

Quindi è proprio la realtà già vissuta dall’umanità, e in particolar modo il periodo classico per eccellenza, quello greco ed ellenistico, che ci permette di riscoprire il cuore del concetto di pedagogia, partendo da quello di Paideia.

Un termine unico nel suo genere che racchiude al suo interno quello di istruzione accanto all’educazione e alla formazione, ciò che oggi la Pedagogia racchiude nella definizione di educazione permanente.

Con il termine paideia si indica il processo educativo dei giovani nell’antica Grecia, inteso come trasmissione di quei valori fondamentali alla formazione di cittadini adulti e consapevoli, ad opera di insegnanti privati pagati dalla città. Tradizionalmente gli insegnamenti comprendono la capacità di leggere, scrivere e fare di conto, l’abilità ginnica e la musica. Nel tempo, con i sofisti, con la scuola platonica e quella aristotelica e le altre scuole filosofiche, a queste discipline tradizionali viene affiancato lo studio della filosofia, della retorica e della dialettica, intese come discipline utili alla partecipazione del cittadino alla vita pubblica. L’introduzione di questi nuovi ambiti di studio porterà poi, in epoca medievale, all’articolazione dell’educazione nelle sette arti liberali.

In modo ancora più complesso con il termine Paideia si indicava, quindi, l’insieme dei valori umanistici che vedevano al centro l’uomo nella sua totalità.

Ma la domanda che più interessa, quindi, è la seguente: “Siamo ancora capaci di vivere una Paideia? Sono ancora presenti tali valori?”

Io una risposta e una correlata spiegazione pedagogica la possiedo, ma sarebbe interessante aprire, a tal merito, un dibattito ed un confronto….a voi la parola!

 

Ped. Laura Bonomo

Mail: laurabonomo.pedagogista@gmail.com

Storia della Pedagogia

Storia della pedagogia
Storia della pedagogia


Da questa settimana ho pensato di ampliare gli argomenti, lasciando spazio ad una mini rubrica, che vedrà prendere forma anche nei prossimi appuntamenti, offrendo alcuni riferimenti alla
storia della Pedagogia, dalla sua nascita ai giorni nostri.

Ecco che, all’interno di questa prospettiva, è assolutamente necessario prendere avvio da ciò che gli storici individuano come essere l’elemento caratterizzante l’inizio della storia stessa, ossia la nascita della scrittura.

La rivoluzione della scrittura si compie nella cornice storica della nascita della civiltà dei Sumeri che inizialmente impiegano pittogrammi (disegni stilizzati che rappresentano direttamente le cose) per poi passare agli ideogrammi (simboli grafici), cioè alla scrittura cuneiforme.

Nell’antico Egitto si usano i geroglifici, che gradualmente si trasformano in ideogrammi e, in certi casi, in fonogrammi (segni che rappresentano suoni). Il passaggio decisivo verso la scrittura alfabetica si deve ai Fenici, i quali inventano e diffondono il primo alfabeto fonetico, composto da 22 segni corrispondenti a suoni consonantici.

Perchè parliamo della scrittura? Che legame ha con la Pedagogia? 

La possibilità di scrivere libera la comunicazione dai limiti di spazio e tempo, consente di produrre testimonianze di eventi ed esperienze, di acquisire nuove conoscenze e di insegnarle con metodo e organizzazione.

Ecco allora che, da questo momento, la storia dell’umanità ha potuto pensare, in maniera concreta e formalizzata, all’educazione e alla trasmissione del sapere alle nuove generazioni!

Al prossimo racconto….

Laura Bonomo