E la scuola continua…

Pedagogia
Pedagogia

Nella riflessione sulla scuola iniziata la settimana scorsa ho proposto il punto di vista della Pedagogia rispetto alla situazione odierna che il mondo della scuola sta vivendo, situazione in continua evoluzione e sottoposta a costanti cambiamenti che contrastano con la continuità e le certezze di cui gli studente, soprattutto quelli più piccoli, necessitano.

Certamente le barriere imposte dal Covid-19 complicano il lavoro degli insegnanti, ai quali peraltro viene chiesto di costruire una scuola “su misura”, ma anche quello dei dirigenti scolastici. Le misure adottate per evitare il contagio, che prevedono il distanziamento fisico, hanno comunque un impatto sulla socializzazione e sulla relazione educativa, quindi sulla didattica: di fatto è più difficile soddisfare tutte le esigenze affettive, cognitive e psicomotorie degli alunni/studenti e, proprio per questo, si rende necessario modificare le metodologie utilizzate in precedenza.

Costruire una “scuola su misura”, tuttavia, rimane la sfida principale di ogni insegnante che ha scelto e crede in questa professione, anche in tempo di pandemia. Per questo motivo è importante sottolineare che il distanziamento va inteso esclusivamente nel senso di evitare il contatto e il contagio epidemiologico, non nell’innalzare barriere che possano pregiudicare l’ascolto, l’aiuto e la comprensione dell’alunno. È solo attivando una positiva relazione tra discente e docente, infatti, che si può innescare l’apprendimento.

Nella “nuova” scuola, infatti, c’è molto da fare. I dirigenti scolastici devono agire per organizzare in modo funzionale i tempi e gli spazi, garantendo luoghi di sicurezza sanitaria al personale scolastico, alle famiglie e agli alunni, ma anche per formare ambienti di apprendimento stimolanti.

Di conseguenza, anche gli insegnanti sono chiamati a rinnovare il loro modo di insegnare, facendo tesoro delle tecnologie messe in campo durante il lockdown. Le competenze tecnologiche che i docenti hanno dovuto acquisire e utilizzare nel lungo periodo della sospensione dell’attività didattica non dovrebbero essere dimenticate. Piuttosto andrebbero messe al servizio per creare una didattica più attuale e vicina al linguaggio della “generazione digitale”, nell’ottica di quella Didattica Digitale Integrata di cui tanto oggi la scuola sente parlare.

Ped. Laura Bonomo