Pedagogia o pedagogie?

Questa domanda non nasce da un errore, bensì da una riflessione che ha portato, all’inizio del ‘900, ad un ampliamento del panorama pedagogico europeo e soprattutto italiano di cui l’Attivismo pedagogico rappresenta il culmine.

L’attivismo è una corrente pedagogica che si sviluppa tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento; connessa alla psicologia, si concretizza nell’esperienza delle scuole nuove (diffuse particolarmente negli Stati Uniti e nell’Europa occidentale). 

I principi fondamentali sui quali basa e struttura il proprio intervento li posso sintetizzare così come segue, al fine di rendere chiaro al lettore l’origine di tali cambiamenti:

– il bambino e le sue inclinazioni sono posti al centro dell’attività educativa;

– il fanciullo è riconosciuto come un soggetto attivo;

– l’attività manuale è la pratica educativa fondamentale;

– l’educazione deve essere globale e consentire uno sviluppo armonico di tutte le facoltà del bambino;

– gli interessi individuali e le motivazioni di ciascuno sono alla base della costruzione del progetto educativo;

– l’apprendimento deve muovere dalla realtà che circonda il bambino e incentivare la socializzazione;

– l’antiautoritarismo.

Quindi le prime scuole nuove, create sulla base dei principi sopra citati,  furono create da Cecil Reddie in Inghilterra a partire dal 1889. Si diffusero poi ampiamente in tutta Europa.   

I principali riferimenti teorici sono Ovide Decroly, Edouard Claparède, Adolphe Ferrière e Maria Montessori. In Europa, Roger Cousinet e Célestin Freinet rappresentano l’esito più maturo di questa corrente pedagogica.   

In Italia, tra le pratiche di educazione attiva più note vi sono quelle rappresentate dalla Casa dei bambini di Maria Montessori e l’asilo di Mompiano creato dalle sorelle Agazzi

Nei prossimi articoli affronteremo il pensiero di Maria Montessori, grande donna, grande medico e grande educatrice.

Alla prossima!

Ped. Laura Bonomo

Mail: laurabonomo.pedagogista@gmail.com