Premio “Amministrazione, Cittadini, Imprese” 2019

Giulia Bongiorno Alessandro Russo
Giulia Bongiorno Alessandro Russo

“Migliore progetto di sistemi idrici integrati a controllo pubblico monoutility”. È questa la motivazione con cui Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano per un bacino totale di circa 2,5 milioni di abitanti, ha ricevuto oggi presso la Camera dei Deputati il primo Premio “Amministrazione, Cittadini, Imprese” 2019 di italiadecide, patrocinato dal Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione.

Il riconoscimento è stato consegnato da Giulia Bongiorno, Ministra per la Pubblica Amministrazione, ad Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. La premiazione, avvenuta in occasione della presentazione del Rapporto 2019 di italiadecide, intende far conoscere esempi di attività virtuose di una Pubblica Amministrazione che risponda ai cittadini e alle imprese, sia in termini di qualità dei servizi erogati, sia in termini di produttività ed efficienza, e quindi di proficuo impiego delle risorse pubbliche e private.

“Siamo molto orgogliosi per questo importantissimo riconoscimento, frutto dell’impegno quotidiano di tutti coloro che lavorano in Gruppo CAP, commenta Alessandro Russo.Un premio che sottolinea l’importanza della nostra visione di governance del sistema idrico integrato, fatta di costante innovazione, ricerca, sviluppo per adottare i migliori processi industriali e le tecnologie all’avanguardia. Una gestione industriale che guarda allo sviluppo del territorio avvalendosi dello stretto rapporto con la cittadinanza e con le amministrazioni locali, secondo criteri di trasparenza e ascolto”.

La gestione e distribuzione dell’acquaè il tema scelto dalla Commissione aggiudicatrice per questo 2019, che individua ogni anno il settore (o i settori) dell’amministrazione ai quali indirizzare il premioe i candidati da premiare, con l’intento di valorizzare le eccellenze che operano nell’ambito dei servizi pubblici. Quest’anno la scelta è caduta sulle monoutility, le società pubbliche o a controllo pubblico, che si occupano della gestione di un bene prezioso ed essenziale come l’acqua, dalla captazione alla distribuzione, dalla raccolta dei reflui alla depurazione, allo smaltimento e al riciclo, ai progetti di sviluppo, ai rapporti con l’utenza.

La Commissione, oltre al primo premio assegnato a Gruppo CAP, hasegnalato l’attività di altre 3 realtà pubbliche: SMAT, ABBANOA e GORI S.p.a., avvalendosi del supporto di Istituzioni Pubbliche che governano o rappresentano il sistema idrico integrato: ARERA, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, UTILITALIA, Associazione delle imprese idriche energetiche e ambientali e UTILITATIS, Istituto Per Studi E Ricerche Sui Servizi Idrici – Pro Aqua.

Valori in Campo

Valori in Campo lr
Valori in Campo lr

La famiglia di Valori in Campo quest’anno si fa ancora più grande. Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, ha assegnato 150mila euro a 22 tra società e associazioni sportive protagoniste del territorio milanese, triplicando il numero di soggetti coinvolti rispetto al 2017.

“Abbiamo deciso di ampliare la portata di Valori in Campo, commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP, per offrire a tutto il territorio della Città metropolitana di Milano nuove opportunità di crescita nel segno dello sport e dell’inclusione. Puntare sui giovani, sull’attenzione all’ambiente e sulla forza dei valori educativi che lo sport riesce a trasmettere costituisce una potente spinta verso una società di cittadini consapevoli e attenti a ciò che li circonda”.

Oltre 4.000 atleti coinvolti, dall’infanzia fini alla maggiore età. 880 incontri nelle scuole del territorio per diffondere una cultura sportiva responsabile. 55 Borse per lo Sport e un programma di attività educational sul tema dell’acqua, cui si aggiungono 4 progetti destinati ai ragazzi diversamente abili. E ancora, 30 gli eventi previsti al Parco Idroscalo, il Mare di Milano, oltre a un calendario fitto di manifestazioni sportive, tornei, camp e feste nei 22 comuni interessati. 22 società e associazioni sportive tra basket, calcio, rugby, pallavolo, atletica, subacquea, kayak, danza moderna, corsa podistica, per altrettanti progetti da sviluppare nel prossimo biennio.

Sono questi i numeri di Valori in Campo, progetto di Gruppo CAP nato per vincere la sfida della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale facendo leva sul binomio giovani e sport, giunto al suo terzo anno. L’obiettivo è ambizioso: promuovere la cultura dell’ambiente, condividendo con le nuove generazioni del territorio milanese i principi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) dell’Agenda 2030, con particolare attenzione al diritto di accesso all’oro blu come diritto umano fondamentale e alla gestione dell’acqua secondo un modello davvero sostenibile.

Valori in Campo è stato presentato in veste ufficiale oggi, martedì 4 dicembre a Palazzo CONI a Milano, alla presenza delle rappresentanze dei giovani atleti, dei comuni, dei sindaci e delle società sportive, del vicepresidente lombardo del CONI, Alessandro Vanoi, e di Alessandro Russo, che ha illustrato il progetto e le finalità di responsabilità sociale cui mira.

Principi quali rispetto, passione, fiducia, comunità, partecipazione, coraggio e vicinanza rappresenteranno il codice di comportamento che definisce lo spirito dell’iniziativa, e che dovrà essere adottato dalle squadre delle ventidue società sportive coinvolte. Proprio “quei valori in campo” che ispirano quotidianamente le attività di Gruppo CAP nel suo rapporto con il territorio e con le comunità che lo abitano.

“Valori in campo 2018/2020, la sostenibilità in gioco” è il bando con il quale Gruppo CAP ha selezionato i migliori progetti che hanno dato risalto allo sport di squadra, inteso come strumento di crescita e socializzazione, promuovendo l’inclusione e l’accesso allo sport, come diritto di tutti i giovani con particolare attenzione alle fasce a rischio (bambini e ragazzi economicamente svantaggiati, malati, disabili). Tra le iniziative richieste alle società e associazioni partecipanti c’erano infatti progetti volti all’integrazione e alla lotta alle discriminazioni. Il criterio di selezione ha inoltre posto l’accento su iniziative pensate per sostenere una sana e corretta alimentazione, l’uso responsabile delle risorse naturali o su manifestazioni sportive con criteri di sostenibilità ambientale.

Oltre alla condivisione di un codice di valori, il programma che sta per partire prevede una serie di azioni di responsabilità sociale, tra cui progetti scolastici che mirano a diffondere la cultura sportiva nelle scuole del territorio, camp estivi e iniziative a favore di ragazzi diversamente abili. Verranno assegnate inoltre 55 Borse per lo Sport, grazie alle quali verranno sostenuti i costi di accesso alle attività sportive.

Mappare il sottosuolo alla ricerca dell’acqua

Da sn Russo sindaci CuggionoBoffalora Bernate lr
Da sn Russo sindaci CuggionoBoffalora Bernate lr

Arriva a 300 metri di profondità e permette di prevenire rischi idrogeologici, geotermici e geotecnici.

La prima sperimentazione italiana sul territorio del magentino e dell’alto milanese.

Mappare il suolo e il sottosuolo alla ricerca dell’acqua per prevenire rischi idrogeologici, geotermici e geotecnici, con un metodo del tutto non invasivo. È quello che sta avvenendo in questi giorni sul territorio dell’alto milanese e magentino nei comuni di Bernate Ticino, Boffalora, Cuggiono, Magenta, Parco Ticino, Robecchetto, Turbigo. Per la prima volta Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, porta in Italia SKYTEM, il più innovativo sistema tecnologico al mondo per “leggere” il territorio in profondità, in modo semplice e assolutamente preciso.

Lo scopo è ottenere un’approfondita mappatura delle risorse idriche sotterranee, che consentirà ad esempio anche di implementare i Piani di Sicurezza dell’Acqua Potabile, che la monoutility, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, ha adottato per prima in Italia l’anno scorso, e che prevede di implementare in tutti i comuni dell’hinterland milanese entro il 2022.

“Un’azienda pubblica cresce e si evolve grazie alle scelte che ogni giorno fa per il territorio che presidia, commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. Più queste scelte sono innovative e tecnologiche, più le comunità hanno la possibilità di crescere e affrontare il futuro con serenità. Per questo ci siamo impegnati in un percorso, al momento unico in Italia, che ci consentirà di ottenere una sempre maggiore conoscenza dello stato quanti-qualitativo delle risorse idriche, per gestirle in modo sempre più sostenibile in linea con le nuove disposizioni della Drinking Water Directive, la normativa appena approvata dal Parlamento Europeo”.

Una vera e propria rivoluzione per un territorio, come quello italiano, troppo spesso protagonista di rischi geologici e idrogeologici, che partita proprio nel milanese nei giorni scorsi, terminerà oggi. Ma come funziona? Messa a punto dall’università danese di Aarhus a partire dalla seconda metà degli anni ’90, SKYTEM adotta una metodologia chiamata Airborne ElettroMagnetico, il cui utilizzo a livello mondiale è partito solo nei primi anni 2000. Si tratta di una modalità d’investigazione del sottosuolo esclusiva nel suo genere, che prevede l’uso di antenne trasmittenti e riceventi appositamente montate su un elicottero, capaci di sfruttare le onde elettromagnetiche per dialogare con il territorio che si vuole studiare; il che significa che è possibile mappare in tempi brevissimi territori ampi centinaia di chilometri, raggiungendo addirittura i 300 metri di profondità.

Oltre a essere non invasiva, in quanto non prevede trivellazioni nel suolo e sottosuolo tantomeno l’accesso in proprietà private o in luoghi poco praticabili, questo innovativo metodo non presenta controindicazioni, dunque nessun rischio per la salute dei cittadini e per le strutture esistenti nei territori monitorati.

Inaugurazione Centro Ricerche di Gruppo CAP

Inaugurazione Centro Ricerche
Inaugurazione Centro Ricerche

Il futuro del settore idrico prende casa nel nuovo Centro Ricerche di Gruppo CAP-Salazzurra,che è stato ,inaugurato ieri 28 settembre,presso il Parco Idroscalo di Milano. Nella ex Sala Azzurra sono stati infatti trasferiti i laboratori di analisi della monoutility pubblica, per dar vita aun nuovo centro all’avanguardia dove far confluire le migliori competenze e know-how anche internazionali, destinato a diventare un hub aperto a università, centri di ricerca e start up.

L’obiettivo è creare un polo dell’innovazione per la gestione sostenibile dell’acqua, in cui si elaborino soluzioni all’avanguardia in grado di fronteggiare le numerose sfide che il futuro del settore impone;un centro di ricerca per lo studio e l’innovazione del settore idrico in un’ottica di sapere condiviso.

Non Solo, Salazzurra sarà uno spazio di open innovation dove far crescere le migliori start up impegnate nello sviluppo dell’economia circolare; un luogo di “sharing knowledge” e di co-ricerca in cui sperimentare forme di collaborazione tra pubblico e privato. Ma anche un luogo aperto ai visitatori e alle scuole, in cui laboratori e ricercatori si renderanno disponibili a condividere il loro background con i cittadini e gli studenti.

La hall della sala è stata appositamente allestita con pannelli touchscreen, video wall e visori VR per far conoscere lo straordinario viaggio che ogni giornol’acqua intraprende dalla sorgente per arrivare alle nostre case, fino al suo ritorno nell’ambiente.

Presenti alla cerimonia il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, la Vicesindaca della Città Metropolitana di Milano Arianna Censi, l’on. Federica Daga, i Sindaci dei Comuni della Martesana tra cui il Sindaco di Peschiera Borromeo, Segrate e Sesto San Giovanni, Il Consigliere di amministrazione di Fondazione Cariplo, Sonia Cantoni. E il presidente di Gruppo CAP Alessandro Russo, che ha fatto gli onori di casa. Madrina della serata: Licia Colò.

Gruppo CAP: Pianificare le città del futuro

Gruppo Cap
Gruppo Cap

Gruppo CAP mette a disposizione kwow how e risorse per supportare i Comuni dell’hinterland milanese nello sviluppo di piani territoriali sulla base del nuovo Regolamento sull’invarianza idraulica

Prevenire ondate di piena attraverso forme di drenaggio sostenibile. Progettare sistemi di gestione delle acque meteoriche urbane. Ideare nuove strategie e impiegare nuove tecnologie per ridurre i fenomeni di allagamento urbano. Ridurre il degrado qualitativo delle acque. Rileggere il territorio sotto la lente della gestione sostenibile delle acque meteoriche puntando su prevenzione e pianificazione. Sono queste le sfide al centro del tavolo tecnico che ha visto riuniti Regione Lombardia, ATO Città Metropolitana di Milano, Gruppo CAP e i Comuni dell’hinterland milanese per misurarsi sulle nuove normative in tema di sistemi di drenaggio urbano.

“I cambiamenti climatici impongono nuove sfide su fronti solo apparentemente opposti: la necessità di tutelare la risorsa idrica dai fenomeni siccitosi, e l’urgenza di trovare soluzioni agli eventi metereologici estremi, ha sottolineato durante l’incontro Michele Falcone, direttore generale di Gruppo CAP. Sono temi che è possibile gestire e affrontare solo attraverso una governance del territorio su scala più ampia del singolo comune o città. In questa prospettiva è centrale il superamento della settorializzazione e della frammentazione delle competenze e l’avvio di un processo di integrazione tra pianificazione urbanistica comunale e previsioni del piano d’ambito a scala di agglomerato”.

Gruppo CAP, il gestore del servizio idrico integrato dell’area metropolitana di Milano, mette a disposizione delle amministrazioni comunali e degli uffici tecnici le proprie competenze e le risorse necessarie nella redazione di documentazione e studi che andranno inseriti nei Piano di Governo del Territorio, partendo dalla costruzione di una pianificazione territoriale che tenga nella giusta considerazione la gestione delle acque meteoriche in un’ottica soprattutto di prevenzione di fenomeni come alluvioni o bombe d’acqua.

La base di partenza è il Regolamento Regionale 7/2017 sull’invarianza idraulica, che stabilisce un principio fondamentale per la pianificazione urbanistica e territoriale: se una porzione di territorio, prima di realizzare un intervento di trasformazione, produce una certa quantità di acqua in occasione di precipitazioni meteoriche, dopo la trasformazione urbanistica dovrà mantenere costante la quantità di acqua prodotta.

Questo significa che se si impermeabilizzano o disboscano porzioni di territorio, riducendo quindi le naturali capacità del terreno di ritenere e smaltire le acque piovane, è necessario realizzare opere di immagazzinamento delle acque di pioggia, per poi restituirle alla natura successivamente alla piena dell’evento meteorico, in modo da evitare i danni da alluvione. Come? Attraverso le diverse forme di drenaggio urbano sostenibile. Le aree metropolitane diventano così laboratori di sostenibilità dove, a partire dalla consapevolezza dell’interdipendenza sui temi idrici delle aree urbane e di quelle agricole, è necessario costruire sinergie volte alla migliore gestione quantitativa e qualitativa della risorsa.