Idroscalo: chiusura per 15 giorni

Idroscalo
Idroscalo

Nello spirito delle nuove misure anti-contagio previste dalle ultime disposizioni nazionali e regionali, a partire da  venerdì 6 novembre e per i prossimi quindici giorni, il Parco Idroscalo resterà chiuso al pubblico per limitare al massimo gli spostamenti delle persone. Nel frattempo verrà intensificata l’attività di manutenzione già in corso per restituire ai cittadini, alla riapertura, un Parco ancora più bello e più fruibile.

Sarà comunque garantito l’accesso:
– al Centro Ricerche del Gruppo CAP situato in Riviera Est, in quanto servizio pubblico essenziale;
– al personale volontario di Protezione Civile delle organizzazioni appartenenti al CCV-MI e ai servizi di reperibilità ed emergenza;
– ai concessionari limitatamente alla tutela e alla manutenzione del luogo in cui svolgono la propria attività, o per lo svolgimento di attività non soggette a sospensione;
– all’associazione Giacche Verdi onlus per l’accudimento degli animali presenti nel maneggio;
– alle imprese di manutenzione e ai professionisti (progettisti, direttori lavori, responsabili della sicurezza).

Quarta edizione di “Valori in Campo”

Da Sn Dan Peterson Russo giocatori CBC basket_lr
Da Sn Dan Peterson Russo giocatori CBC basket_lr

Promuovere l’attenzione per l’ambiente, per la parità di genere e per l’inclusione sociale. È questo lo spirito della quarta edizione di Valori in Campo, il progetto biennale che Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, promuove da 4 anni per coinvolgere i giovani della Città Metropolitana nelle attività sportive, coniugandole ai temi della sostenibilità ambientale e delle pari opportunità.

“Ogni due anni con il lancio di una nuova edizione di Valori in Campo facciamo un passo avanti, ampliando lo spettro e la specificità dei progetti su cui ingaggiamo le società sportive, spiega Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. Quest’anno in particolar modo abbiamo sottolineato l’esigenza di sviluppare iniziative che pensassero ai talenti sportivi femminili, o ad attività che puntassero all’integrazione e alla lotta alle discriminazioni, o ancora a chi necessita di essere aiutato per avere la possibilità di crescere in un contesto adeguato. Perché sostenibilità, parola tanto strategica per un’azienda pubblica come CAP che fornisce un elemento essenziale come l’acqua, significa innanzitutto sensibilità verso la comunità in cui si vive”.

Nel bando previsto per il biennio 2020/2022 sono state 4 categorie a essere premiate: Sport Femminili, per promuovere lo sport nel mondo femminile a tutti i livelli e sostenere la gender equality; Progetti speciali, a sostegno dell’integrazione e della lotta alle discriminazioni con particolare attenzione alle fasce a rischio di inclusione; Altri sport, per esplorare tutti i tipi di attività sportive, anche quelle meno conosciute e praticate; e il Calcio, che ha visto emergere, tra gli altri, un progetto capace di includere la partecipazione e la passione delle atlete femminili.

Sono sei le società sportive selezionate, in base ai progetti e iniziative proposti per promuovere cultura ambientale e sociale. Cinque gli sport coinvolti, anche in veste paralimpica: pallavolo, hockey su prato, pallanuoto, basket e calcio. E anche quest’anno saranno migliaia i giovani e le giovani atlete coinvolte, dall’infanzia fino alla maggiore età. Massima è l’attenzione a tornei e attività sportive declinate al femminile, dal calcio all’hockey passando per la pallavolo. Sono previste inoltre borse per lo Sport e un programma di attività educational sul tema dell’acqua, dell’alimentazione, del ruolo dei genitori nello sport, ma anche sul cyber bullismo e sui social network, temi quanto mai di attualità per gli under 20.

L’attenzione all’integrazione ha premiato iniziative totalmente gratuite per coinvolgere bimbi e ragazzi disabili in corsi di hockey su prato, basket e calcio, corredati da incontri dedicati al tema, ma anche tirocini formativi orientati all’inserimento nell’ambiente di lavoro di persone diversamente abili.

A questi temi si aggiunge il focus sull’ambiente, secondo i principi contenuti in quello che ormai è diventato il manifesto di Valori in Campo: la Carta dei Valori, e la conseguente promozione di attività sull’acqua del rubinetto tra i giovani atleti. Una Carta dei Valori sempre più ricca di messaggi importanti, quali rispetto, fair play, divertimento, partecipazione, ma anche non violenza, integrazione, legalità. Un codice di comportamento che definisce lo spirito dell’iniziativa e che dovrà essere adottato dalle squadre delle 6 società sportive vincitrici. Proprio “quei valori in campo” che ogni giorno guidano le attività di Gruppo CAP nello sviluppo del territorio che presidia.

Promuovere la cultura dell’ambiente, infatti, è tutt’altro che uno sport. L’esigenza è quella di condividere con le nuove generazioni del territorio milanese i principi e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals) dell’Agenda 2030, con particolare attenzione al diritto di accesso all’acqua come diritto umano fondamentale e alla gestione della risorsa idrica secondo un modello davvero virtuoso.

Valori in Campo, la sostenibilità in gioco si rinnova anche in questo delicato momento di emergenza in cui l’attenzione alla salute e la sicurezza dei cittadini è prioritaria. “Scommettere sui più giovani è un gesto di speranza e fiducia nel futuro che ci aspetta, un futuro che prima o poi saranno i più giovani a gestire. Nulla più dello sport è in grado di abbattere barriere e disuguaglianze e dare vita a società di cittadini consapevoli e attenti a ciò che li circonda”, conclude Russo.

Gruppo CAP: premio Innovazione Smau 2020

Gruppo CAP - depuratore di Pero
Gruppo CAP – depuratore di Pero

Servono per individuare in tempo reale sostanze inquinanti negli impianti di depurazione e per risalire agli scarichi illeciti, ridurre i cattivi odori e l’impatto ambientale. Sono dei veri “detective elettronici”, innovativi sistemi di monitoraggio in continuo di Gruppo CAP, grazie ai quali il gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano ha ricevuto il Premio Innovazione Smau 2020. Il riconoscimento è stato assegnato  in occasione di Smau Milano, l’evento di riferimento per l’ecosistema dell’innovazione nazionale e internazionale in calendario oggi e domani 21 ottobre.

Il Premio Innovazione Smau è riservato a imprese, amministrazioni e agli enti più innovativi del territorio, che hanno imboccato la strada dell’Open Innovation collaborando con aziende o startup per innovarsi.

“Questo premio riconosce il nostro impegno per far crescere il territorio secondo logiche di sostenibilità e attenzione all’ambiente, ha commentato Andrea Lanuzza, direttore generale gestione di Gruppo CAP. Il nostro obiettivo è quello di integrare i più avanzati standard tecnologici e digitali in tutti i nostri settori e processi produttivi. L’obiettivo di allineare i sistemi di depurazione ai più innovativi standard internazionali ci ha portato ad adottare questi speciali sensori, che ci permettono di individuare chi inquina con sversamenti illeciti nelle reti fognarie, preservando il nostro prezioso patrimonio idrico e al tempo stesso il benessere di ogni comunità”.

Il “detective elettronico” si basa sull’innovativa tecnologia sviluppata da Kando, dove un approccio di tipo “Early Warning” consente di rilevare in anticipo la presenza di sostanze inquinanti nelle acque reflue. Parliamo di un avanzato dispositivo che facendo leva su un sistema di prevenzione e controllo, garantisce una migliore capacità di previsione delle sostanze inquinanti e la possibilità di individuare con assoluta tempestività gli scarichi irregolari.
Il nuovo sistema di monitoraggio in continuo della rete fognaria fa seguito al progetto pilota realizzato nel bacino del depuratore di Pero, uno dei più grandi fra quelli gestiti da Gruppo CAP: serve infatti 21 Comuni per 620mila abitanti equivalenti. La zona è stata scelta anche per le diverse attività produttive presenti, quali aziende di trattamento di rifiuti, farmaceutiche, chimiche e galvaniche. I risultati della prima fase hanno già portato a una notifica di reato e all’avvio dell’attività di controllo coordinata con l’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) e con la polizia provinciale, identificando l’origine dello scarico anomalo e bloccando di conseguenza la fonte di inquinamento. L’obiettivo è estendere il progetto su tutti i 40 impianti presidiati dalla water utility.

Monitorare la qualità delle acque reflue consente da un lato di cogliere con precisione eventuali scarichi illeciti da parte di utenze industriali, dall’altro di rilevare in tempo reale la presenza di un determinato inquinante nella rete fognaria e di calcolare il tempo di arrivo al depuratore. Informazione fondamentale per i tecnici di CAP, che possono mettere in atto vere e proprie “misure tampone”, per mitigare l’impatto delle sostanze sul processo depurativo all’interno dell’impianto

“Abbiamo introdotto la depurazione 4.0, che ci permette di monitorare in continuo la qualità delle acque depurate. Inoltre, abbiamo dato vita a sinergie con Istituti accademici e aziende private per la ricerca di nuovi modelli di produzione in ottica di economia circolare. Con Novamont ad esempio, stiamo sperimentando nuove soluzioni per la produzione di bioplastiche, studiando proprio le acque trattate”  conclude Lanuzza.

Gruppo CAP: Piano di Sostenibilità

Matteo Colle
Matteo Colle

Cosa significa integrare la sostenibilità nel business aziendale? In quale modo la sostenibilità può diventare la leva strategica per far crescere le imprese e far ripartire l’economia dopo la pandemia? E ancora, come acquisire vantaggi competitivi e sostenere l’evoluzione del business attraverso un approccio sostenibile? Sono solo alcuni dei temi sui quali Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, è stato chiamato a intervenire in occasione del Forum dell’Innovazione Sostenibile 2020, il 25 settembre.

Nel corso del talk virtuale dal titolo “Liberare energie, tutelare l’ambiente, valorizzare il territorio: strategie sostenibili per il futuro del Paese”, l’utility lombarda ha illustrato la sua esperienza di azienda pubblica capace di adottare una governance sostenibile e industriale, condizioni essenziali per lo sviluppo e il futuro del territorio.

“Le utility hanno un ruolo strategico nel sostenere il cambio di passo verso la transizione energetica adottando modelli di economia circolare, che sono la chiave per la ripresa economica post-Covid secondo le linee guida della UE (Green New Deal), ha spiegato Matteo Colle, responsabile relazioni esterne e CSR di Gruppo CAP. In quest’ottica le utility e le multiutility dovranno ridisegnare il proprio modello e perimetro di business trasformandosi in aziende industriali capaci di assumere il ruolo di ponte tra industria e territorio, tra esigenze produttive e radicamento territoriale. In questo senso uno dei modelli più interessanti è la “rete di imprese” che già stiamo sperimentando sul territorio lombardo”.

L’utility lombarda vanta un’esperienza assolutamente positiva in tal senso: si tratta del percorso partecipativo BiopiattaformaLab, avviato nel 2018 nella fase preliminare del progetto della Biopiattaforma, il polo green dedicato all’economia circolare che nascerà a Sesto San Giovanni, che mira a integrare gli impianti di termovalorizzazione e depurazione.

Grazie a un percorso di scambio e confronto con gli stakeholder, i cittadini hanno conosciuto aspetti tecnici e strutturali del progetto, avanzando proposte e istanze che sono state recepite nella stesura del progetto definitivo. Tra le più significative la costituzione del RAB (Residential Advisory Board), organo autonomo e indipendente che avrà il compito di monitorare e controllare l’attività e l’impatto ambientale della Biopiattaforma.

Gruppo CAP partecipa alla Digital Business Week

Alessandro Russo
Alessandro Russo

Anche Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, partecipa alla prima Digital Business Week, l’iniziativa promossa dal Comune di Palermo, ideata e realizzata da Energia Media con il contributo di Palermo Mediterranea, Università degli Studi di Palermo, Utilitalia, Enea Smart Energy. Con il supporto di Confcommercio Palermo, Gesap, Consorzio Arca, Digital Magics.

Un momento per aprire un dialogo attivo con attori non solo locali, ma anche nazionali e internazionali, mettere a sistema ambiti strategici solitamente considerati e gestiti “a silos”, e dare voce ai testimonial di segmenti diversi su tematiche da portare all’attenzione di soggetti nazionali e multinazionali, attraverso piani d’investimento, bisogni, desiderata, progetti in corso già finanziati o da finanziare.

Le utility, nello specifico, hanno assunto un ruolo strategico nella transizione economica in atto. Le indicazioni della UE (Green New Deal) spingono verso una transizione energetica imperniata sull’economia circolare. In quest’ottica le utility e le multiutility dovranno ridisegnare il proprio modello e perimetro di business trasformandosi in aziende industriali – e questo è in gran parte già avvenuto – e in “solution partner” al fianco di quelle aziende di produzione che vogliono adottare strategie circolari per territori smart e sostenibili.

“Quando parliamo di smart land e smart city non possiamo tacere dei ritardi che ancora il nostro Paese ha”, commenta Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. “Basta vedere alcuni numeri: l’attesa per un’autorizzazione di un impianto può arrivare fino a 8 anni; 21% è la percentuale di conferimento dei rifiuti in discarica, toccando punte del 70 % in alcune Regioni del Mezzogiorno; 47,9% è il tasso di dispersione di acqua nelle reti con punte di oltre il 60% in alcune aree del sud. La disomogeneità tra industrializzazione e infrastrutturazione tra Nord e Sud è uno dei gap da colmare e senza dubbio il Recovery Fund e i finanziamenti connessi possono rappresentare un’opportunità”.

Le Utility come Gruppo CAP hanno oggi l’opportunità di sviluppare nuovi modelli di business accanto alle aziende industriali di tutti i settori produttivi, se e solo se, sapranno interpretare il loro ruolo di ponte tra industria e territorio, tra esigenze produttive e dinamiche di radicamento territoriale. Per questo uno dei modelli più interessanti è la rete di imprese che già in alcuni territori si sta sperimentando. La rete tra imprese riesce a garantire proprio la sinergia industriale, lo scambio di esperienze e la possibilità per le utility di divenire “fornitori di soluzioni integrate”, lasciando intatto e anzi rafforzando il dialogo con i territori, la rappresentanza locale, che caratterizza il tessuto dell’impresa di pubblica utilità in gran parte d’Italia e nel mezzogiorno.
“Siamo convinti, che iniziative come quella di questi giorni a Palermo indichi la giusta direzione di una collaborazione sempre più necessaria e non rimandabile”, conclude Russo.