Air Italy: tutela dei lavoratori e continuità dei voli

air italy
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Nel corso dell’incontro di oggi 12 febbraio, convocato dalla ministra Paola De Micheli con i liquidatori della società, Enrico Laghi e Franco Maurizio Lagro, la sottosegretaria allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde e il presidente di Enac, Nicola Zaccheo, il Governo ha ribadito ai commissari della compagnia Air Italy la sua forte irritazione per le modalità di gestione della vicenda e il mancato coinvolgimento delle istituzioni.

Oggi ai rappresentanti dell’azienda è stata avanzata la richiesta di esplorare percorsi alternativi alla liquidazione in bonis in grado di garantire le maggiori tutele possibili ai lavoratori, oltre alla continuità dei voli.

Sono state formulate proposte volte a evitare ulteriori difficoltà ai passeggeri e in particolar modo al traffico aereo sulla Sardegna, considerate anche le vigenti garanzie di continuità territoriale.

Obiettivo prioritario del Governo, ribadito oggi, è la tutela dell’occupazione, motivo per cui la prossima settimana è stato fissato un nuovo incontro con i liquidatori, i sindacati e i rappresentanti delle due Regioni coinvolte, Sardegna e Lombardia, per un ulteriore approfondimento delle proposte oggi avanzate.

I commissari dal canto loro hanno confermato l’intenzione dei soci di Air Italy di rispettare gli impegni assunti con tutti i fornitori.
Al termine dell’incontro la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha confermato l’intenzione, più volte manifestata, di avviare nel mese di febbraio, in collaborazione con Enac, la definizione di un nuovo Piano Aeroporti nonché di procedere alla revisione delle regole del trasporto aereo, anche alla luce dell’evidente contraddizione tra la crescita del mercato e le difficoltà delle aziende del settore.

Più forza alle Città metropolitane

Arianna Censi - vicesindaco
Arianna Censi – vicesindaco

Il Consiglio metropolitano ha approvato nei giorni scorsi all’unanimità, un Ordine del giorno che chiede al Sindaco di impegnarsi, nei confronti del Governo e del Parlamento, per l’affermazione del ruolo delle Città metropolitane nel sistema delle autonomie locali, nel regionalismo differenziato e nella dimensione europea, per entrare nel merito di una profonda revisione della Legge 56/2014 (cosiddetta Delrio).

Il presupposto è la necessità di riconoscere un ruolo differenziato alle Città metropolitane rispetto alla generalità degli enti di area vasta, vista la complessità e la peculiarità dei grandi territori metropolitani italiani.

Si chiede dunque di intervenire su diversi punti:

1. Semplificare i livelli di governo.
2. Favorire il raccordo con lo Stato e le Regioni.
3. Dare rilievo alle Città metropolitane nei processi di attuazione del regionalismo differenziato.
4. Riconoscere funzioni e competenze esclusive e un adeguato loro finanziamento.
5. Modificare l’assetto istituzionale con l’introduzione di una Giunta che affianchi il Sindaco metropolitano.

“Sono passati ormai cinque anni dall’approvazione della legge ed arrivato il momento di intervenire” – dichiara la vicesindaca metropolitana Arianna Censi – “chiediamo di dare alle Città metropolitane gli strumenti e le risorse per svolgere al meglio il delicato ruolo di motore del territorio e di raccordo con i Comuni.”

“Al di là degli schieramenti” – dichiara il presidente della Commissione Affari generali Angelo Antonio Di Lauro – “credo che l’unità di intenti tra le forze politiche per dare più forza alla Città metropolitana sia giusta e vada nella direzione di un miglioramento dei servizi ai Comuni del territorio e ai cittadini.”

Un anno di Disegni

copertina libro
copertina libro

«Per me le strip di satira politica e di costume sono come i bagni di latte d’asina per Messalina: mantengono la pelle fresca e insieme alla pelle pure il cervello.»

Sono anni che Stefano Disegni racconta l’Italia che cambia. E, ovviamente, lo fa a modo suo, con l’inseparabile matita satirica e pungente, prendendo in giro vizi e virtù del nostro Paese. Un Paese in continua evoluzione, dove forse trovare punti di riferimento è diventato impossibile. Quindi, l’unica cosa che ci resta da fare è ridere dei nostri problemi e delle nostre piccole e grandi debolezze.

I temi sono tanti, persino troppi, e l’autore li passa in rassegna davvero tutti: l’immigrazione, il degrado delle città (tra rifiuti e criminalità), la disoccupazione, i vaccini, le nuove tendenze e le mode, la deriva populista della politica (tra contratti di governo e premier sconosciuti), le nuove tecnologie che ci rendono la vita più comoda, serena e felice (felice?)…

Un anno di Disegni raccoglie le strip pubblicate, settimana dopo settimana sul nuovo 7, per rivivere dodici mesi in cui è successo di tutto. Avvenimenti e comportamenti di fronte ai quali, talvolta, è facile sentirsi come quegli alieni che, pagina dopo pagina, guardano allibiti ciò che accade nel mondo bizzarro chiamato Italia.

Ema: Maroni a 24mattino Su Radio 24

maroni
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“Bisognava intervenire tra la seconda e la terza votazione. Ecco lì la diplomazia doveva partire e dovevano esserci tutti i rappresentati del Governo, non solo il sottosegretario Gozi, forse lì è mancato il rush finale.” Afferma Roberto Maroni, governatore della regione Lombardia intervistato ai microfoni di Luca Telese e Oscar Giannino nel corso della trasmissione 24Mattino su Radio 24. “Quello è stato il momento topico”, ha spiegato. “Tra la seconda e la terza votazione bisognava convincere i cinque paesi che hanno votato per Copenaghen, ne bastavano due a votare a favore di Milano”

“La Spagna che non sostiene Milano per invidie perché Barcellona è fuori è il segno di un’Ue che va rifondata”, sostiene Maroni .”È stata una ripicca?” chiede Luca Telese. “Io penso di sì.” conclude Maroni.

“Amsterdam non ha un palazzo e questo mi preoccupa molto”. prosegue Roberto Maroni,  “Non faccio il tifo perché Amsterdam fallisca, perché l’Agenzia non trovi la sua sede, perché sarebbe un danno per la salute anche dei nostri cittadini” ha continuato Maroni, “ma mi pare veramente, la scelta che è stata fatta, una pura follia o la dimostrazione dell’incapacità dell’Europa di decidere.”

Immigrazione: Stranieri regolari, chiedono lo stop a sbarchi

l'assessore-bordonali
l’assessore-bordonali

“Ormai anche gli immigrati residenti in Lombardia chiedono in netta maggioranza e in maniera convinta lo stop a nuovi arrivi e controlli alle frontiere, in quanto ritengono che tra i cosiddetti migranti si nascondano persone potenzialmente pericolose. Solo il governo italiano non l’ha capito e al netto delle promesse di Gentiloni, Orlando e Minniti registriamo un pericoloso +57 per cento sugli sbarchi rispetto allo scorso anno. Sono ormai 14.319 gli aspiranti profughi arrivati nel 2017″.

Lo ha detto Simona Bordonali, assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione citando i dati raccolti dall’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicita’ e contenuti nel rapporto 2016 “L’immigrazione in Lombardia”.

IL SONDAGGIO – “Ormai e’ noto come la maggioranza degli italiani sia totalmente contraria alla gestione del problema dell’immigrazione da parte del governo. Meno esplorata – ha continuato Bordonali – era l’opinione degli stessi cittadini di origine straniera rispetto a questi nuovi flussi”.
Opinione che e’ stata invece approfondita nella recente rilevazione ORIM attraverso alcuni quesiti posti alla popolazione straniera residente in Lombardia (campione di 3.303 unita’ su scala regionale).

SI’ ALL’ACCOGLIENZA DI CHI SCAPPA DA GUERRE E PERSECUZIONI – Dalle rilevazioni emerge come il 54 per cento degli immigrati residenti in Lombardia sia favorevole all’accoglienza solo nei confronti di coloro che scappano da guerre e persecuzioni e un ulteriore 12 per cento crede che non si debba piu’ accogliere alcun migrante. Solo il 34 per cento degli stranieri ritiene che sia necessario accogliere tutti.

ALTO RISCHIO TERRORISMO – 56 immigrati su 100 inoltre sono molto
(25 per cento) o abbastanza (31 per cento) d’accordo sul fatto che tra i migranti si nascondano terroristi e delinquenti.
In larga maggioranza anche coloro che credono sia necessario ripristinare le frontiere nazionali europee e fare i controlli ai confini. Il 59 per cento degli immigrati residenti in Lombardia si dichiara molto o abbastanza d’accordo con questa affermazione.