“Where / Dove”, mostra di Willie Doherty

9) Willie Doherty, Home, 2016
Willie Doherty, Home, 2016

Willie Doherty

Where / Dove

A cura di
Daniele De Luigi e Anne Stewart
7 novembre 2020 – 31 gennaio 2021

Fondazione Modena Arti Visive

Palazzina dei Giardini
Corso Cavour 2, Modena

Willie Doherty, Unapproved Road II, 1995. Courtesy l’artista, Kerlin Gallery, Dublino

Fondazione Modena Arti Visive presenta Where / Dove, prima personale dell’artista nordirlandese Willie Doherty (Derry, 1959) in un’istituzione italiana, che si terrà nella sede espositiva della Palazzina dei Giardini dal 7 novembre 2020 al 31 gennaio 2021.
La mostra, curata da Daniele De Luigi e Anne Stewart, è co-prodotta da FMAV e National Museums Northern Ireland, che la ospiteranno dal 5 marzo al 6 giugno 2021 presso l’Ulster Museum di Belfast. Realizzata con il sostegno del British Council nell’ambito della UK/Italy Season 2020 “Being Present”, offre una panoramica della carriera di Doherty attraverso opere fotografiche e video focalizzate sul tema dei confini, dai lavori degli anni Novanta fino a una nuova video installazione commissionata per l’occasione.
Willie Doherty è un artista noto a livello internazionale per il suo lavoro fotografico e videoinstallativo, che ha avuto origine nella sua personale esperienza del conflitto nordirlandese vissuta a Derry, sua città natale. Situata all’estremità occidentale dell’Europa, al confine tra Regno Unito e Irlanda, Derry è un luogo dove la complessità storica e politica ha modellato l’esperienza fisica e psicologica del paesaggio. Doherty affronta, in modo particolarmente acuto e tagliente, temi inerenti l’eredità del colonialismo e del conflitto e le linee di frattura, tanto reali quanto percepite, che dividono gli individui e le comunità. Il suo uso del paesaggio per evocare un senso di instabilità e incertezza, attraverso una complessa stratificazione di riferimenti, è uno degli aspetti più dirompenti della sua pratica. Doherty utilizza questo genere artistico per esplorare la persistenza dei traumi individuali e collettivi e le ripercussioni sul presente. Più recentemente, l’artista ha esteso il suo sguardo ad altre aree geografiche contestate, come il confine tra Stati Uniti e Messico, dove l’innalzamento condotto in modo sistematico di un muro crea un’illusione di controllo, strumentalizzando e rinsaldando una falsa sensazione di forza e sicurezza.

Sebbene il concetto di confine – sia esso concreto o immaginario – abbia sempre avuto un ruolo cardine nella pratica artistica di Willie Doherty, per la prima volta viene messo esplicitamente al centro di un suo progetto espositivo, con l’intento di indurre lo spettatore a mettere in discussione le proprie convinzioni sul suo valore e significato, rivelandone la complessità e i numerosi risvolti politici, sociali e psicologici. Questo avviene, non a caso, in un momento storico in cui la tematica dei confini è di un’attualità sempre più stringente non solo in Irlanda e nel Regno Unito, a seguito dell’uscita di quest’ultimo dall’Unione Europea, ma anche a livello globale in un’epoca segnata da migrazioni e pandemie.

Accompagna la mostra, il catalogo Willie Doherty. Where / Dove a cura di Daniele De Luigi e Anne Stewart (Franco Cosimo Panini Editore, italiano e inglese, euro 25), con testi dei curatori e del critico d’arte Declan Long.

Willie Doherty sarà anche visiting professor del Master sull’immagine contemporanea della Scuola di alta formazione di Fondazione Modena Arti Visive, progettato per formare giovani talenti artistici, i quali hanno l’opportunità straordinaria di confrontarsi con i grandi artisti italiani e internazionali protagonisti del programma espositivo di FMAV, che accompagnano gli studenti nella ricerca e sperimentazione di nuovi approcci, linguaggi e progetti (scuola.fmav.org).

Willie Doherty

Where / Dove

A cura di
Daniele De Luigi e Anne Stewart

Sede
FMAV – Palazzina dei Giardini
Corso Cavour 2, Modena

Date
7 novembre 2020 – 31 gennaio 2021

Orari
Mercoledì, giovedì e venerdì: 11-13 / 16-19; sabato, domenica e festivi: 11-19
25 dicembre 2020 e 1 gennaio 2021: 16-19.

Ingresso
Intero € 6,00 | Ridotto € 4,00
Ingresso libero: mercoledì | prima domenica del mese
Acquista online su Vivaticket

Prodotta da
Fondazione Modena Arti Visive e National Museums Northern Ireland | Ulster Museum, Belfast

Con il sostegno di
British Council

In collaborazione con
Kerlin Gallery, Dublino e Alexander and Bonin, New York

Informazioni
Tel. +39 059 2033166 (in orario di mostra) | www.fmav.org

 

Motel | 10 ottobre – 8 novembre 2020 |

4) Nicola Biagetti, Corrispondenze, 2020
4) Nicola Biagetti, Corrispondenze, 2020

Fondazione Modena Arti Visive presenta negli spazi del MATA la collettiva MOTEL, che riunisce, attraverso fotografie, video e installazioni, gli esiti delle ricerche degli studenti del Master sull’immagine contemporanea della Scuola di alta formazione di FMAV.

La mostra, inizialmente programmata per essere parte della rassegna annuale The Summer Show di Fondazione Modena Arti Visive, a seguito dell’emergenza Covid-19, è stata posticipata all’autunno 2020 insieme agli altri due appuntamenti previsti: POSTcard, esposizione ideata dagli studenti di ICON Corso per curatori dell’immagine contemporanea della Scuola di alta formazione, alla scoperta delle opere dalle collezioni gestite da FMAV (al MATA dal 21 novembre 2020 al 10 gennaio 2021), e Broken Secrets, mostra virtuale curata da Javiera Luisina Cádiz Bedini nell’ambito di PARALLEL – European Photo Based Platform (sul sito parallelplatform.org).
MOTEL accoglie le opere degli studenti che terminano il biennio 2018/2020 del Master sull’immagine contemporanea: Luna Belardo (1998, Pavullo nel Frignano – MO), Leonardo Bentini (1994, Roma), Nicola Biagetti (1995, Bologna), Sara Sani (1984, Modena), Manfredi Zimbardo (1993, Palermo). Tramite una nuova generazione di artisti, MOTEL trasforma gli spazi del MATA in un territorio di passaggio e di scoperte: un luogo in cui ritornare e da cui ripartire, sospeso e iper-connesso allo stesso tempo, che non vuole offrire rassicurazioni, ma suscitare interrogativi e ispirare nuovi punti di vista. Questa panoramica di prospettive sulla fotografia contemporanea, contaminata da altri linguaggi come l’immagine in movimento e le pratiche performative, è il risultato di un percorso riformulato più volte dai giovani artisti, a partire dal periodo pre-Covid passando per il lockdown fino alla totale perdita dei consueti punti di riferimento, che però ha lasciato dietro di sé un terreno fertile per sperimentare visioni e strategie inedite e condurre nuove indagini artistiche. MOTEL è soprattutto un luogo mentale, uno spazio intimo e personale dove immagini e pensieri si intrecciano e prendono forma, così com’è stato vissuto dagli studenti, provenienti da contesti e formazioni differenti, il corso di studi del Master, durante il quale sono stati affiancati da docenti, artisti, curatori ed esperti italiani e internazionali che li hanno stimolati a sviluppare un proprio linguaggio artistico, esplorando ed estendendo le coordinate e le possibilità del mezzo video-fotografico.

MOTEL si declina anche in forma di magazine, concepito e realizzato dagli studenti nell’ambito di un percorso didattico sul prodotto editoriale condotto dal docente e grafico Emmanuele Coltellacci, che sarà distribuito gratuitamente in mostra e nelle edicole modenesi.

In mostra è presente anche la sezione Mid-term che vede protagonisti gli studenti del primo anno del Master sull’immagine contemporanea della Scuola di alta formazione di FMAV: Veronica Alessi (1991, Lucca), Federica Bassi (1993, Udine), Roberta Gennaro (1988, Palermo), Greta Grasso (1995, Genova), Elisa Moro (1994, Palmanova – UD), Paolo Munari Mandelli (1983, Bologna), Alessio Pecorari (1992, Modena), Fabrizio Previti (1996, Messina), Fiorenza Triassi (1995, Napoli) e Beatrice Zerbato (1994, Verona).

La Scuola di alta formazione di Fondazione Modena Arti Visive è considerata un punto di riferimento nel panorama culturale italiano ed europeo con una specializzazione in campo artistico e curatoriale. Dedicata alla fotografia e all’immagine contemporanea, offre vari percorsi dal Master biennale per giovani artisti al corso annuale per curatori ICON fino ai workshop di approfondimento sulle tecniche e sperimentazioni video-fotografiche e ai corsi serali Elements. È una fabbrica creativa dove lavorare a contatto con artisti, professionisti e curatori da tutto il mondo, mettendo in discussione i generi tradizionali ed esplorando nuovi territori. Riconosciuti a livello internazionale, il Master di alta formazione sull’immagine contemporanea e il Corso Curatori ICON, hanno avviato collaborazioni con istituzioni, università e accademie in Europa e nel mondo.
La Scuola di alta formazione e il Centro di produzione delle mostre FMAV creano insieme un circuito virtuoso, all’interno del quale le proposte formative ed educative si intrecciano con i contenuti delle mostre, divenendo così parte integrante dei percorsi espositivi e degli eventi collaterali. Gli artisti chiamati a esporre, grandi protagonisti dell’arte italiana e internazionale, sono a loro volta coinvolti nelle attività progettate per gli studenti e il grande pubblico, in qualità di docenti o visiting professor, con l’obiettivo principale di sviluppare insieme una ricerca nel campo delle arti visive.

MOTEL aprirà al pubblico venerdì 9 ottobre alle ore 18. L’ingresso, consentito con capienza massima di 40 persone, sarà gestito in sicurezza seguendo tutte le misure preventive alla diffusione del Covid-19.

MOTEL
Mostra del Master sull’immagine contemporanea della Scuola di alta formazione FMAV

Sede
FMAV – MATA
Via della Manifattura dei Tabacchi 83, Modena

Date
10 ottobre – 8 novembre 2020

Apertura
Venerdì 9 ottobre 2020, ore 18

Press preview
Giovedì 8 ottobre 2020, ore 11

Orari
Mercoledì, giovedì e venerdì: 11-13 / 16-19;
sabato, domenica e festivi: 11-19

Visite guidate
17 e 31 ottobre, ore 17.30

Evento speciale
14 ottobre, ore 18
Incontro con Camilla Alberti, Leonardo Bentini, Orecchie D’Asino, Valerio Veneruso e Francesca Lazzarini.
Presentazione dei progetti svolti durante le residenze d’artista di AiR Trieste con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

Ingresso
Libero

Prodotta da
Fondazione Modena Arti Visive

Informazioni
Tel. +39 059 4270657 (in orario di mostra) | www.fmav.org

 

Motel | 10 ottobre – 8 novembre 2020

Mostra
Mostra

Motel
Mostra del Master sull’immagine contemporanea

della Scuola di alta formazione FMAV

10 ottobre – 8 novembre 2020
apertura: 9 ottobre, ore 18

Fondazione Modena Arti Visive – MATA

Via della Manifattura dei Tabacchi 83, Modena

Fondazione Modena Arti Visive presenta negli spazi del MATA la collettiva MOTEL, che riunisce, attraverso fotografie, video e installazioni, gli esiti delle ricerche degli studenti del Master sull’immagine contemporanea della Scuola di alta formazione di FMAV.

La mostra, inizialmente programmata per essere parte della rassegna annuale The Summer Show di Fondazione Modena Arti Visive, a seguito dell’emergenza Covid-19, è stata posticipata all’autunno 2020 insieme agli altri due appuntamenti previsti: POSTcard, esposizione ideata dagli studenti di ICON Corso per curatori dell’immagine contemporanea della Scuola di alta formazione, alla scoperta delle opere dalle collezioni gestite da FMAV (al MATA dal 21 novembre 2020 al 10 gennaio 2021), e Broken Secrets, mostra virtuale curata da Javiera Luisina Cádiz Bedini nell’ambito di PARALLEL – European Photo Based Platform (sul sito parallelplatform.org).

MOTEL accoglie le opere degli studenti che terminano il biennio 2018/2020 del Master sull’immagine contemporanea: Luna Belardo (1998, Pavullo nel Frignano – MO), Leonardo Bentini (1994, Roma), Nicola Biagetti (1995, Bologna), Sara Sani (1984, Modena), Manfredi Zimbardo (1993, Palermo). Tramite una nuova generazione di artisti, MOTEL trasforma gli spazi del MATA in un territorio di passaggio e di scoperte: un luogo in cui ritornare e da cui ripartire, sospeso e iper-connesso allo stesso tempo, che non vuole offrire rassicurazioni, ma suscitare interrogativi e ispirare nuovi punti di vista. Questa panoramica di prospettive sulla fotografia contemporanea, contaminata da altri linguaggi come l’immagine in movimento e le pratiche performative, è il risultato di un percorso riformulato più volte dai giovani artisti, a partire dal periodo pre-Covid passando per il lockdown fino alla totale perdita dei consueti punti di riferimento, che però ha lasciato dietro di sé un terreno fertile per sperimentare visioni e strategie inedite e condurre nuove indagini artistiche. MOTEL è soprattutto un luogo mentale, uno spazio intimo e personale dove immagini e pensieri si intrecciano e prendono forma, così com’è stato vissuto dagli studenti, provenienti da contesti e formazioni differenti, il corso di studi del Master, durante il quale sono stati affiancati da docenti, artisti, curatori ed esperti italiani e internazionali che li hanno stimolati a sviluppare un proprio linguaggio artistico, esplorando ed estendendo le coordinate e le possibilità del mezzo video-fotografico.

MOTEL si declina anche in forma di magazine, concepito e realizzato dagli studenti nell’ambito di un percorso didattico sul prodotto editoriale condotto dal docente e grafico Emmanuele Coltellacci, che sarà distribuito gratuitamente in mostra e nelle edicole modenesi.

In mostra è presente anche la sezione Mid-term che vede protagonisti gli studenti del primo anno del Master sull’immagine contemporanea della Scuola di alta formazione di FMAV: Veronica Alessi (1991, Lucca), Federica Bassi (1993, Udine), Roberta Gennaro (1988, Palermo), Greta Grasso (1995, Genova), Elisa Moro (1994, Palmanova – UD), Paolo Munari Mandelli (1983, Bologna), Alessio Pecorari (1992, Modena), Fabrizio Previti (1996, Messina), Fiorenza Triassi (1995, Napoli) e Beatrice Zerbato (1994, Verona).

La Scuola di alta formazione di Fondazione Modena Arti Visive è considerata un punto di riferimento nel panorama culturale italiano ed europeo con una specializzazione in campo artistico e curatoriale. Dedicata alla fotografia e all’immagine contemporanea, offre vari percorsi dal Master biennale per giovani artisti al corso annuale per curatori ICON fino ai workshop di approfondimento sulle tecniche e sperimentazioni video-fotografiche e ai corsi serali Elements. È una fabbrica creativa dove lavorare a contatto con artisti, professionisti e curatori da tutto il mondo, mettendo in discussione i generi tradizionali ed esplorando nuovi territori. Riconosciuti a livello internazionale, il Master di alta formazione sull’immagine contemporanea e il Corso Curatori ICON, hanno avviato collaborazioni con istituzioni, università e accademie in Europa e nel mondo.

La Scuola di alta formazione e il Centro di produzione delle mostre FMAV creano insieme un circuito virtuoso, all’interno del quale le proposte formative ed educative si intrecciano con i contenuti delle mostre, divenendo così parte integrante dei percorsi espositivi e degli eventi collaterali. Gli artisti chiamati a esporre, grandi protagonisti dell’arte italiana e internazionale, sono a loro volta coinvolti nelle attività progettate per gli studenti e il grande pubblico, in qualità di docenti o visiting professor, con l’obiettivo principale di sviluppare insieme una ricerca nel campo delle arti visive.

MOTEL aprirà al pubblico venerdì 9 ottobre alle ore 18. L’ingresso, consentito con capienza massima di 40 persone, sarà gestito in sicurezza seguendo tutte le misure preventive alla diffusione del Covid-19.

Scarica la cartella stampa completa registrandoti al seguente link: fmav.org/area-stampa

MOTEL
Mostra del Master sull’immagine contemporanea della Scuola di alta formazione FMAV

Sede
FMAV – MATA
Via della Manifattura dei Tabacchi 83, Modena

Date

10 ottobre – 8 novembre 2020

Apertura

Venerdì 9 ottobre 2020, ore 18

Press preview

Giovedì 8 ottobre 2020, ore 11

Orari

Mercoledì, giovedì e venerdì: 11-13 / 16-19;

sabato, domenica e festivi: 11-19

Ingresso

Libero

Prodotta da

Fondazione Modena Arti Visive

Informazioni

Tel. +39 059 4270657 (in orario di mostra) | www.fmav.org

“Broken Secrets” mostra virtuale

1_Negar Yaghmaian, Untitled, from the series The Smell of Earth and Tree, 2019
1_Negar Yaghmaian, Untitled, from the series The Smell of Earth and Tree, 2019

Fondazione Modena Arti Visive

Broken Secrets

Georgs Avetisjans
Yuxin Jiang
George Selley
Negar Yaghmaian

A cura di
Javiera Luisina Cádiz Bedini

Giovedì 10 settembre 2020, ore 18:

Opening
Mostra virtuale

Evento Zoom
Broken Secrets: Questioning the line between truth and falsehood
Negar Yaghmaian, Untitled, from the series “The Smell of Earth and Tree”, 2019

Fondazione Modena Arti Visive è lieta di presentare Broken Secrets, un progetto a cura di Javiera Luisina Cádiz Bedini con la partecipazione degli artisti Georgs Avetisjans, Yuxin Jiang, George Selley e Negar Yaghmaian, realizzato nell’ambito di PARALLEL – European Photo Based Platform e co-finanziato dal Creative Europe Programme dell’Unione Europea, di cui FMAV fa parte dal 2017. Inizialmente pensato in forma di mostra per la sede del MATA, nell’ambito dell’appuntamento annuale con The Summer Show della Scuola di alta formazione di FMAV, a seguito dell’emergenza Covid-19 è stato trasformato in esposizione virtuale, che inaugura giovedì 10 settembre 2020 alle ore 18 sul sito parallelplatform.org. Completano il progetto, un talk online e un catalogo cartaceo, prima pubblicazione edita da Fondazione Modena Arti Visive.
Attraverso fotografie, audio e video, i quattro giovani artisti coinvolti esplorano le modalità con cui i segreti vengono confidati e mantenuti, e cosa si sprigiona in noi (o si frantuma) quando la verità viene rivelata. Broken Secrets indaga la sfera personale ma anche questioni più ampie come militarismo, migrazione e oppressione, dove le realtà venute a galla portano a riesaminare i confini delle rappresentazioni storico-politiche.
È così per Georgs Avetisjans (Riga, 1985), la cui ricerca “Motherland. Far Beyond the Polar Circle” prende forma dall’esperienza della nonna, deportata in Siberia nel 1941, e dal viaggio compiuto dall’artista a Igarka, città natale della madre e dello zio a 163 km a nord del Circolo polare artico. Attingendo a materiali d’archivio segreti e registri di stato, album di famiglia e racconti orali, Avetisjans smonta simboli ed elementi semantici per mettere a fuoco un passato celato, ricostruendo la propria storia familiare ma rendendo omaggio anche a coloro che hanno sofferto durante la dittatura di Stalin.
Anche il lavoro di George Selley (Londra, 1993) prende avvio dall’analisi di documenti storici. “Human Exploitation” è un collage realizzato con stralci del manuale di addestramento della Scuola delle Americhe dell’esercito statunitense, in parte desecretato nel 1996. L’atto di ritagliarlo e di giustapporlo a immagini dell’America Latina realizzate nella prima metà del XX secolo da due noti geografi statunitensi, stravolgendone la cronologia lineare, è un’azione di protesta contro la manipolazione dei giovani soldati, mandati a commettere alcuni fra i crimini più efferati del ventesimo secolo.
Le opere di Negar Yaghmaian (Tehran, 1984) che compongono “The Smell of Earth and Tree” ricostruiscono, tramite l’immaginazione dell’artista, le storie mai raccontate delle famiglie nate dal transito dei marinai attraverso lo Stretto di Hormuz, sulle rotte del commercio fra Africa, India e Asia. Le memorie delle piccole città che costeggiano il Golfo Persico si manifestano attraverso immagini che catturano i tipici colori della regione e mostrano paesaggi acquatici e terrestri, mai urbani, ma anche oggetti rinvenuti che rappresentano silenti tracce del passaggio umano.
Yuxin Jiang (Shanghai, 1987) ci trascina, infine, nel presente attraverso “The Instagram Project”, una costellazione di lavori creati con immagini estrapolate da Instagram, poi alterate per conferire loro nuovi significati. Quirky Science Questions è un set di inaspettati quesiti scientifici che, svincolati dal contesto originale infarcito di preconcetti, acquistano una nuova interpretazione. Provocative Jokes Deconstructed si concentra invece su alcuni contenuti ispirati a luoghi comuni sulla società cinese, decostruendoli e innescando un gioco allo stesso tempo comico e disorientante.
Broken Secrets è un progetto che va alla ricerca della libertà, mostrando barlumi di possibili soluzioni per comprendere meglio e imparare a gestire le reti che sempre più ci opprimono. La fotografia dimostra ancora una volta il suo ruolo fondamentale nello svelare i segreti o, per meglio dire, nel lento dipanare di centinaia di verità.
Giovedì 10 settembre 2020 alle ore 18 è previsto sulla piattaforma Zoom il talk virtuale Broken Secrets: Questioning the line between truth and falsehood che vede la partecipazione della curatrice e dei quattro artisti coinvolti nel progetto.

Contestualmente alla mostra virtuale, al bookshop e all’interno dello shop online di fmav.org sarà disponibile il catalogo cartaceo Broken Secrets (Fondazione Modena Arti Visive, 2020, 72 pp., italiano/inglese, euro 12).

 

“Ultima perfezione” personale dell’artista Quayola

Quayola, Iconographies 20
Quayola, Iconographies 20

Quayola
Ultima perfezione
A cura di Daniele De Luigi
18 settembre 2020 – 10 gennaio 2021

Fondazione Modena Arti Visive

Palazzo Santa Margherita, Sale superiori
Corso Canalgrande 103, Modena

Fondazione Modena Arti Visive presenta Ultima perfezione, personale dell’artista Quayola (Roma, 1982), che si terrà nelle sale superiori di Palazzo Santa Margherita dal 18 settembre 2020 al 10 gennaio 2021, a cura di Daniele De Luigi e prodotta da FMAV in collaborazione con la galleria Marignana Arte di Venezia. La mostra, che apre in occasione del festivalfilosofia 2020 dedicato al tema “Macchine” (18-20 settembre 2020), è la prima personale dell’artista in un’istituzione italiana ed è il risultato della partecipazione di Fondazione Modena Arti Visive all’edizione 2019 del Premio Level 0 di Art Verona, che ha coinvolto 13 dei principali musei e istituzioni d’arte contemporanea italiani.

Quayola si confronta con la tradizione artistica occidentale e la ripensa attraverso le più avanzate tecnologie contemporanee, a cui assegna un ruolo nuovo: non più strumento, bensì partner con cui confrontarsi ed esplorare nuovi possibili modi di lettura della realtà. La tecnologia, per l’artista romano, non è più assoggettata all’uomo, bensì complice nella formulazione di linguaggi inediti e quindi, per estensione, di nuove categorie che fanno ormai parte della quotidianità, del pensiero astratto e della sensibilità estetica dell’uomo contemporaneo. Su questa premessa antropologica Quayola costruisce la sua ricerca, in cui la pittura e la scultura degli antichi maestri costituiscono il punto di partenza. Tale approccio conduce a opere che si servono di supporti sia tecnologici che tradizionali, una scelta che permette di marcare il dialogo tra passato e presente. I media scelti dall’artista sono infatti stampe e sculture in diversi materiali, ma anche video, performance audiovisive e installazioni immersive, spesso in siti architettonici storicamente significativi.

La mostra ruota attorno all’idea di perfezione e al suo significato nella storia dell’arte occidentale. Ne Le vite di Giorgio Vasari questo termine ricorre spesso per indicare il raggiungimento dell’eccellenza da parte di pittori, scultori e architetti, nel rispetto dei canoni considerati universali di armonia e bellezza. Quayola ripercorre capolavori classici, moderni e barocchi applicandovi algoritmi che vanno alla ricerca di questi canoni, rimettendo in discussione principi fondamentali dell’attività artistica. Le regole codificate dalla storiografia e dalla critica vengono renderizzate in set di informazioni, tracce che tuttavia, nella lettura della macchina, assumono una valenza inedita e originano nuovi codici estetici.

In mostra sono presenti una video-installazione e quattro serie di lavori, due delle quali prodotte per l’occasione: una sequenza di sculture e un ciclo di incisioni su alluminio anodizzato, alcune delle quali entreranno a fare parte delle collezioni del disegno gestite da Fondazione Modena Arti Visive.

Nella prima sala, il visitatore è accolto da Pluto and Proserpina: una sequenza di sculture tratte dall’installazione performativa “Sculpture Factory”, una ricerca sulla scultura classica ispirata alla tecnica del “non-finito” di Michelangelo e realizzata con mezzi robotici. Le opere in mostra si ispirano al noto capolavoro barocco del Bernini Ratto di Proserpina (1621-1622): sono alcune delle infinite variazioni operate da un robot industriale, cui l’artista ha assegnato il compito di esplorare possibili simulazioni che portano alla realizzazione della figura. Il robot tuttavia non completa mai l’immagine, bensì interrompe ogni volta l’azione in un punto diverso del processo. L’obiettivo non è pertanto la realizzazione della forma finita, bensì l’indagine dei processi per raggiungerla. Il robot si fa strada nella materia, seguendo una logica nuova e autonoma, guidato da una sequenza di algoritmi, ma nello stesso tempo fa riemergere la tecnica artistica tradizionale.

Accanto alle sculture, sono presenti alcune stampe tratte dalla serie “Iconographies”, un progetto incentrato sull’analisi di celebri opere della grande tradizione pittorica rinascimentale e barocca tramite metodi computazionali. Le scene religiose o mitologiche, in questo caso la Caccia alla tigre dipinta da Pieter Paul Rubens nel 1616, vengono lette attraverso sistemi di computer vision, i quali individuano determinate aree di interesse nell’immagine, sulla base di parametri forniti dall’artista, quali colore, luce, densità cromatica. Le immagini si trasformano così in composizioni astratte, che mantengono tuttavia un livello di familiarità con la figurazione. In Iconographies #20: Tiger Hunt after Rubens, il completo distacco dalla narrazione storica, ottenuta attraverso la codifica computerizzata, consente al capolavoro fiammingo di acquisire una nuova autenticità, favorendone la riscoperta.

Sempre dalla pittura di Rubens, questa volta la Deposizione dalla croce conservata al Palais des Beaux-Arts di Lille, ha origine il dittico video Strata #4 allestito nella seconda sala. Strata è un ciclo di videoinstallazioni che, attraverso analoghi processi computazionali, traduce dipinti, affreschi barocchi e vetrate gotiche in inedite astrazioni. Il software rilegge le immagini secondo i parametri dati da Quayola, restituendo immagini che appaiono così destrutturate nelle loro componenti primarie, svelando le regole compositive e dando vita a una potente metafora della storia intesa come accumulazione e sedimentazione, piuttosto che come processo lineare.

Nell’ambiente seguente è presente Adoration after Botticelli, opera composta da 10 stampe dedicata all’Adorazione dei Magi del maestro fiorentino. Pur appartenendo anch’essa alla serie “Iconographies”, qui Quayola evita ogni figurazione per concentrarsi sul rapporto tra testo e immagine. Mentre dentro la cornice di sinistra si possono leggere, in inglese, le parole dedicate da Giorgio Vasari alla perfezione con cui Botticelli dipinse i volti delle figure e creò la composizione del quadro, nelle nove cornici a destra è trascritto il freddo set di codici che traduce il celebre capolavoro in linguaggio informatico.

La mostra si conclude con dieci nuove incisioni, parte anch’esse della serie “Iconographies”, che analizzano il motivo iconografico di Giuditta e Oloferne, oggetto di innumerevoli raffigurazioni nel corso dei secoli. La sperimentazione di infinite possibilità è il cuore della pratica di Quayola, che presenta dunque un forte legame con il concetto di iconografia, ossia un tema indagato in tante varianti da diverse menti creative. In questo caso è l’intelligenza umana in collaborazione con l’intelligenza artificiale a esplorare una nuova versione del celebre tema. L’artista ha selezionato per l’intera serie sessanta di queste opere, affidandole a un software personalizzato che le ha tradotte in astrazioni monocromatiche, poi stampate su carta.

18 settembre 2020 – 10 gennaio 2021

Orari
Mercoledì, giovedì e venerdì: 11-13 / 16-19; sabato, domenica e festivi: 11-19
25 dicembre 2020 e 1 gennaio 2021: 16-19
Durante festivalfilosofia
18-19 settembre: 9-23; 20 settembre: 9-21

Biglietto unico
Quayola. Ultima perfezione + Mario Cresci. La luce, la traccia, la forma
Intero € 6,00| Ridotto € 4,00
Ingresso libero: mercoledì | prima domenica del mese | festivalfilosofia (18-20 settembre 2020)
Acquista online su Vivaticket

Prodotta da
Fondazione Modena Arti Visive

In collaborazione con
Marignana Arte, Venezia

Informazioni
Tel. +39 059 2032919 (in orario di mostra) | www.fmav.org