Milano: aperte iscrizioni scuole d’infanzia

scuola dell'infanzia
scuola dell’infanzia

EDUCAZIONE. DAL 22 FEBBRAIO AL 6 MARZO APERTE LE ISCRIZIONI A NIDI, SEZIONI PRIMAVERA E SCUOLE DELL’INFANZIA

Sono aperte da oggi e fino alle 12 del 6 marzo le iscrizioni online ai nidi, alle sezioni Primavera e alle scuole dell’infanzia del Comune di Milano.

La domanda si potrà presentare solo accedendo con il Sistema pubblico di identità digitale (SPID) alla pagina dedicata del sito del Comune di Milano. L’ordine cronologico di presentazione delle domande non costituirà in alcun modo diritto di priorità nelle graduatorie.

Non possono utilizzare la normale procedura online le famiglie che sono prive di una iscrizione anagrafica oppure hanno in itinere un trasferimento di residenza da altro Comune verso il Comune di Milano. In questi casi, i genitori dovranno contattare il numero 02.02.02, attivo dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle ore 20. L’operatore del contact center li guiderà attraverso una procedura dedicata.
Procedura ad hoc, come di consueto, anche per le famiglie dei bambini non ancora nati e la cui nascita è prevista entro il 31 maggio: i genitori dovranno compilare e inviare entro il 6 marzo il modulo “raccolta dati per iscrizione nascituri” disponibile sul sito del Comune, nella pagina dedicata alle iscrizioni. Gli uffici esamineranno la documentazione inviata e contatteranno i richiedenti per completare la domanda.

Si invita a leggere con attenzione il Comunicato 1/2021 relativo alle iscrizioni che si trova nella sezione “Allegati” al link.
Per scoprire le strutture più vicine alla propria residenza è sempre attivo il servizio Geoschool.

Sul sito del Comune di Milano sono disponibili ulteriori informazioni nelle aree tematiche di nidi e sezioni Primavera o in quelle dedicate alle scuole dell’infanzia.

 

Educazione, formazione e istruzione….non facciamo confusione!

Laura Bonomo
Laura Bonomo

Gli uomini si possono tenere con la frusta, come si fa con gli animali.

Possono essere ammaestrati come i cani…ma quando si fa così, quando i dispositivi sono autoritari, di potere, gli uomini manifestano le stesse qualità degli animali, appunto.

Se invece riconosciamo che la persona sia qualcosa di diverso dagli animali, dobbiamo trattare di essa anche le caratteristiche umane: quella affettiva, quella relazionale e quella razionale!

Questa è l’educazione!

Ogni mammifero cura i suoi cuccioli e insegna loro ciò che ha imparato nella vita; ma noi non siamo solo mammiferi, siamo persone e la nostra specificità è appunto l’educazione.

Educazione che ha a che fare con la libertà, con la ragione, con il meccanismo che prevede prima una scelta responsabile e poi l’obbligo di rendere conto di quella scelta.

Ecco perchè educare è più difficile che ammaestrare, significa instaurare con l’educando un rapporto che non è più di potere ma richiede competenze cognitive, relazionali e affettive che non tutti gli adulti possiedono.

Ecco perchè ci sarebbe bisogno di un forte investimento sulla formazione, in particolare di coloro che si occupano di educare gli altri…ma spesso si ha l’impressione che tale bisogno non sia accolto…o no?

 

Ped. Laura Bonomo

 

L’educazione è un mestiere possibile?

Educazione
Educazione

Quale domanda più consona in un momento storico come quello che stiamo vivendo?

Oggi è ancora possibile educare e lasciarsi educare, nel senso più profondo di questo termine, ossia come capacità di divenire persone libere di scegliere, nel rispetto di valori acquisiti?

La mia risposta è sicuramente e certamente SI, nonostante le difficoltà che i nostri giorni ci stanno ponendo di fronte, difficoltà intese essenzialmente come mancanze.

 A questo punto è però necessario precisare che l’educazione è un mestiere possibile a condizione che esso sia svolto da un adulto, ovvero da una persona che nell’agire educativo persegue gli obiettivi evolutivi che caratterizzano, o dovrebbero caratterizzare, l’acquisizione della condizione adulta. 

In particolare la capacità di integrare nel proprio Sé il genere complementare al proprio e di far dialogare tra di loro le età che la persona ha incontrato nel suo cammino esistenziale e, nello stesso tempo, aprirsi all’attesa di quelle che deve ancora incontrare.

Espresso così il concetto potrebbe apparire complesso, ma al fondo di tutto troviamo l’accettazione dell’altro in quanto tale: la persona vuole sentirsi accolta e, quindi, l’educazione deve necessariamente partire da questo naturale accoglimento, senza il quale non vi è relazione e, quindi, possibilità educativa.

 

Alla prossima!!!

Ped. Laura Bonomo

Mail: laurabonomo.pedagogista@gmail.com

Banco Bpm dona dispositivi a scuole

Banco Bpm dona tablet
Banco Bpm dona tablet

Educazione. Da Banco Bpm 40 tablet e 200 computer per i ragazzi delle scuole milanesi

Comune di Milano e Banco BPM comunicano che sono stati donati 240 dispositivi agli studenti delle scuole milanesi: quaranta tablet e duecento computer per ragazzi in condizioni di fragilità iscritti a sei istituti comprensivi milanesi. In questo modo anche Banco BPM ha risposto all’appello lanciato dal Sindaco Giuseppe Sala e dall’assessora all’Educazione e Istruzione Laura Galimberti per supportare con donazioni di device o connessioni le scuole di Milano.

I dispositivi sono stati donati alle scuole che, sulla base di un questionario compilato dai dirigenti scolastici nel corso dell’emergenza Coronavirus e periodicamente aggiornato dall’Assessorato all’Educazione, avevano segnalato un maggiore bisogno. Sono scuole in quartieri in difficoltà o con accentuati fenomeni di segregazione. Sono poi i presidi dei singoli istituti a individuare gli studenti che li utilizzeranno, anche a casa loro, per il recupero scolastico. Un patrimonio che ogni scuola deve oggi costruire per far fronte a eventuali necessità dei ragazzi “a distanza”, ma anche per immaginare a scuola una formazione specifica al digitale.

“Le scuole – dichiara l’assessora Galimberti – hanno subìto per prime le conseguenze del diffondersi dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus. Per fare in modo che questa situazione non contribuisse ad acuire le differenze fra i bambini, ci siamo da subito impegnati a individuare i bisogni informatici e digitali delle famiglie, per poter orientare gli interventi, e abbiamo chiesto ai privati di supportare gli istituti con le donazioni. Abbiamo consegnato ad oggi più di 1.500 device e siamo contenti che la risposta all’iniziativa sia stata così ampia perché dimostra ancora una volta la generosità dei cittadini e delle aziende milanesi. Accogliamo quindi con grande entusiasmo l’importante donazione di Banco BPM che permetterà a molti ragazzi di avere uno strumento per proseguire lo studio e il recupero scolastico nei prossimi mesi. Ma anche, perché no, per partecipare a giochi educativi, come è stata la caccia al tesoro “virtuale” lanciata dal Comune”.

“In un momento così complesso, causato dall’emergenza sanitaria degli ultimi mesi – ha dichiarato Umberto Ambrosoli, Presidente di Banca Aletti e della neo costituita Fondazione Banca Popolare di Milano – il gruppo Banco BPM ha deciso di andare incontro alle esigenze dei più piccoli per facilitarli nel proseguire l’apprendimento didattico. La Banca ancora una volta mette in pratica la propria vocazione territoriale applicando il principio di restituzione alla comunità, scegliendo di sostenere, quindi, progetti destinati ai bambini e alle famiglie. Siamo orgogliosi, infatti, di contribuire con un piccolo gesto a rendere più agevole, oggi da casa, domani anche in classe, il rapporto tra gli studenti e la loro scuola”.

In un contesto in cui la socialità continuerà necessariamente ad essere ridotta e la tecnologia giocherà, di conseguenza, ancora un ruolo importante, il Comune continuerà a raccogliere donazioni attraverso l’avviso esplorativo pubblicato a questo link e rivolto a fondazioni, aziende, enti del Terzo settore.

Milano: 2,5 milioni per scuole d’infanzia 0-6

Comune Milano, Laura Galimberti
Comune Milano, Laura Galimberti

Educazione. Dal Comune 2,5 milioni per sostenere il sistema educativo privato 0-6

Milano, 31 maggio 2020 – Il Comune di Milano mette a disposizione risorse fino a 2,5 milioni di euro, provenienti dal Fondo di Mutuo Soccorso, per sostenere il sistema educativo integrato che ha subìto importanti perdite economiche a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del Coronavirus. Le linee di indirizzo per l’erogazione di questi fondi sono state approvate dalla Giunta.

I contributi saranno dedicati ai gestori privati di Centri Prima Infanzia, Micronidi, Nidi d’Infanzia, Nidi Famiglia, in possesso di regolare CPE (comunicazione preventiva di esercizio) o autorizzazione al funzionamento e alle Scuole dell’Infanzia paritarie private in possesso del relativo riconoscimento ministeriale.

“Siamo consapevoli – dichiara l’assessora all’Educazione Laura Galimberti – delle difficoltà in cui si stanno muovendo i gestori privati dei servizi alla prima infanzia, anche perché il sostegno alle opportunità per i più piccoli è spesso mancato in questa fase da parte delle istituzioni nazionali e regionali. Di fronte a questa situazione, abbiamo scelto di non rimanere inerti e siamo i primi a intervenire allocando risorse perché le realtà di questa rete, patrimonio inestimabile della città, possano continuare a operare garantendo un’offerta complementare rispetto a quella pubblica. Si tratta di un contributo che arriva, nel momento del bisogno, dalla generosità dei milanesi che, anche se in sofferenza, continuano a essere solidali. A loro va il nostro grazie”.

Le risorse, erogate attraverso la partecipazione a un avviso che verrà pubblicato a breve, andranno a sostenere le spese di mantenimento delle sedi destinate a questo tipo di servizi e a parziale copertura dei danni economici subiti da chi, in seguito alla sospensione dell’attività durante la fase del lockdown, ha concesso alle famiglie una riduzione o un esonero dalle rette dei bambini frequentanti per i mesi in cui non è stato possibile usufruire del servizio.

Sulla base della disponibilità finanziaria, verrà riconosciuto un contributo massimo di 300 euro a bambino a tutti i gestori di servizi e attività dedicate ai bambini di età compresa tra 0 e 3 anni, in possesso di una CPE. Ad esempio, un nido con 30 utenti potrà ricevere un contributo di 9mila euro; mentre per le scuole dell’Infanzia paritarie il contributo massimo sarà di 50 euro per ogni bambino frequentante alla data del lockdown.