Teatro Gobetti: debutta “I Due Gemelli”

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TEATRO STABILE DI TORINO – TEATRO NAZIONALE
Stagione 2020/2021

Al Teatro Gobetti di Torino debutta “I due Gemelli” libero adattamento di Natalino Balasso da I Due Gemelli Veneziani di Carlo Goldoni, diretto e interpretato da Jurij Ferrini

Al Teatro Gobetti di Torino, martedì 27 ottobre 2020, alle ore 19.30, debutta I DUE GEMELLI libero adattamento di Natalino Balasso da I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni. Lo spettacolo è diretto da Jurij Ferrini che è anche interprete insieme a Vittorio Camarota, Maria Rita Lo Destro, Federico Palumeri, Andrea Peron, Marta Zito, Stefano Paradisi. I costumi sono di Paola Caterina D’Arienzo, la scenografia di Eleonora Diana, le
luci e il suono di Gian Andrea Francescutti.
I due gemelli, prodotto da Progetto U.R.T. in collaborazione con 53° Festival Teatrale di Borgio Verezzi, sarà replicato al Gobetti per la Stagione in abbonamento del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, fino all’8 novembre.

Jurij Ferrini dirige e interpreta la riscrittura in chiave contemporanea che Natalino Balasso fa de I due gemelli veneziani di Goldoni: una commedia ambientata negli anni Settanta, che riflette su temi attuali come il culto dell’apparenza, la manipolazione, le fake news. Ferrini torna all’autore veneziano dopo aver interpretato I rusteghi insieme a Balasso, per la regia di Gabriele Vacis, produzione TST, e aver diretto una fortunata edizione de Le baruffe chiozzotte.

«La nuova avventura dei gemelli veneziani – scrive Jurij Ferrini – è ambientata negli anni Settanta. “C’era” dice Natalino Balasso “una curiosa gemellarità nei giovani di quegli anni, i movimenti di protesta, gli studenti, i giovani operai si erano polarizzati su due fronti opposti: comunisti e fascisti, rossi e neri”. Erano gli anni di piombo e quando non erano criminali erano tutti giovani che desideravano divorare la vita e lottavano da opposte fazioni per un futuro migliore.
Questo sguardo – da un punto di osservazione che si trova ormai a quasi mezzo secolo di distanza – coincide con il nostro presente. E allora nel grigiore di questa modernità disperante, presente distopico dove la bugia si accoppia con bugia, fino a far della menzogna una compagna della vita quotidiana, immagino che questa commedia possa offrirci un interessante spunto di riflessione sul tema dell’apparenza. Perfino sul concetto di virtuale; che tende sempre più a sostituirsi al reale. O quanto meno a manipolare così facilmente la realtà da confonderci fino al più totale smarrimento, fino a farci cadere come allocchi nelle più improbabili fake news, nuove sottili armi di persuasione di massa.
Ecco perché la vicenda e l’intreccio – straordinariamente comico – delle disavventure di due fratelli gemelli, davvero identici, che non si vedono da anni e per puro caso si ritrovano a Verona per sposarsi, oltre ad esser motore di equivoci spassosi, può diventare un’allegoria della fallacia dei nostri sensi, delle nostre percezioni e di ciò che cade sotto di loro. Goldoni e Balasso sembrano volerci prendere in giro proprio sulla nostra poca lucidità.
Natalino Balasso si serve degli stessi meccanismi comici della commedia del 1747, per rileggerla in chiave contemporanea. Tale operazione, ha come scopo quello di rivolgersi alla nostra epoca, riavvicinando il pubblico alle vicende e alle tematiche goldoniane, non limitandosi a una semplice spolverata linguistica, ma a un vero e proprio spostamento dei personaggi e dell’ambientazione storica.
La struttura della commedia rimane intatta, così come lo scambio dei gemelli rimane centrale nella storia, ma il tutto viene perfezionato e ripensato per una società libera, in emancipazione come quella degli anni Settanta. In tal senso i personaggi diventano più complessi, più sviluppati, lontani dalla maschera stereotipica della commedia dell’arte, da cui l’autore veneziano già tentava di prendere le distanze.
Proprio grazie a questo spostamento si può godere e comprendere a pieno l’ironia più profonda di Goldoni, esaltata dallo stile sarcastico e pungente di Natalino Balasso. I due gemelli è sia un classico goldoniano, che una scrittura originale contemporanea: due spettacoli in uno. Uno spettacolo di puro divertimento».

Teatro Gobetti
27 ottobre – 8 novembre 2020
I DUE GEMELLI
libero adattamento di Natalino Balasso da I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni
regia di Jurij Ferrini
con (in ordine di locandina) Jurij Ferrini, Vittorio Camarota, Maria Rita Lo Destro, Federico Palumeri, Andrea Peron, Marta Zito, Stefano Paradisi
costumi Paola Caterina D’Arienzo
scenografia Eleonora Diana
luci e suono Gian Andrea Francescutti
Progetto U.R.T. in collaborazione con 53° Festival Teatrale di Borgio Verezzi

INFO

BIGLIETTERIA DEL TEATRO STABILE DI TORINO
Teatro Carignano, Piazza Carignano 6 – Torino
Tel 011 5169555 / Numero verde 800 235 333
Vendita on-line: www.teatrostabiletorino.it

Cinema Teatro Chiasso: “I due gemelli”

I due gemelli
I due gemelli

Nel ‘700, Carlo Goldoni scrisse, per dipingere con cinismo feroce la decadenza morale della Repubblica di Venezia, una spassosa commedia costruita sulle vicende alterne di due fratelli identici ma lontani nei comportamenti e nel modo di affrontare la vita.

Natalino Balasso si serve degli stessi meccanismi comici della commedia goldoniana, che rilegge in chiave contemporanea, ambientandola negli anni ’70 italiani con lo scopo di avvicinare il pubblico alle vicende e alle tematiche goldoniane.

La struttura della commedia rimane intatta e lo scambio dei gemelli resta centrale nella storia, ma il tutto è ripensato per una società libera, in emancipazione, come quella degli anni settanta.

I personaggi diventano più complessi, più sviluppati, lontani dagli stereotipi della commedia dell’arte, da cui l’autore veneziano già tentava di prendere le distanze.
I due gemelli è sia un classico goldoniano che una scrittura originale contemporanea: due spettacoli in uno.

“Il teatro comico”, in scena a Tunisi

Theatre National Tunisien
Theatre National Tunisien

Dopo le recite milanesi, Il teatro comico di Carlo Goldoni, diretto da Roberto Latini e prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, sarà al centro di una tournée nel Mediterraneo, promossa dal MAECI, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e l’Ambasciata d’Italia a Tunisi, nell’ambito del progetto ‘Italia, Culture, Mediterraneo’.

Lo spettacolo sarà in scena al Théâtre National Tunisien, giovedì 29 marzo 2018, in occasione della Semaine de la Journée Mondiale du Théâtre. Sono in programma anche due giornate di masterclass tenute da Roberto Latini, che coinvolgeranno gli allievi dell’École de l’Acteur di Fadhel Jaībi.

A novembre, lo spettacolo sarà al Festival Internazionale di Istanbul, anche in questo caso con un corollario di incontri con il pubblico e workshop formativi del regista e degli attori dello spettacolo.

“Strehler legge i Mémoires di Carlo Goldoni”

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1977Ciminaghi_PiccoloTeatroMilano

Domani, mercoledì 13 dicembre, ore 15, al Chiostro di via Rovello, sarà possibile rivedere “Strehler legge i Mémoires di Carlo Goldoni” (ed. 1992), il grande progetto lasciato sospeso, la summa di un rapporto durato tutta la vita con l’autore prediletto.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Le donne gelose

 

Le donne gelose
Le donne gelose

Dal 22 ottobre al 22 novembre al Piccolo Teatro Studio – “Le donne gelose” di Carlo Goldoni, nuova produzione  del Piccolo Teatro, diretta da Giorgio Sangati

In una Venezia scura, tra culto del denaro e angosce di miseria

Al Piccolo Teatro Studio, dal 22 ottobre al 22 novembre, va in scena in prima assoluta Le donne gelose di Carlo Goldoni, la nuova produzione del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Giorgio Sangati.

“Questa, Lettor carissimo, è una Commedia veneziana, venezianissima…”, scrive Goldoni nella prefazione di Le donne gelose, la sua prima commedia scritta interamente in dialetto, messa in scena nel 1752, che segna il passaggio dalla maschera all’attore. L’ambiente è il sestiere ristretto e meschino di una città che è di per sé un mondo separato dal mondo, eppure tutto sembra scritto per noi. La crisi morde, i negozi soffrono, i piccoli commercianti si fanno la guerra, le fortune si mettono in gioco e alla fortuna del gioco si affidano illusorie speranze, su tutto dominano il denaro e l’incubo di diventare poveri. Lo sfondo, poi, è il Carnevale, la voglia di festa continua. Insomma, l’Italia. Giorgio Sangati, regista poco più che trentenne, interpreta una delle opere meno frequentate di Goldoni correggendo qualche luogo comune, imprimendo la sua visione su una commedia che fa ridere molto, di noi, anche amaro.

«È un mondo chiuso – spiega Sangati – claustrofobico, senza contatti con l’esterno, autoreferenziale, segnato prima ancora che dalla crisi economica da una deriva morale che trascina i protagonisti in un vortice di dipendenza patologica dal gioco, in un turbine di gelosie e invidie deliranti. I rapporti umani sono miseri, ipocriti; le relazioni corrose, ammuffite, perennemente condizionate da motivi economici; l’intimità è squallida, segnata da insulti e botte. Imperano il culto del denaro e una fiducia ossessiva nell’azzardo: solo la sorte infatti può alleviare l’angoscia di (ri)cadere nella miseria, ma si tratta di un sollievo temporaneo per un mondo dal destino ormai segnato. Nessuno lavora, ma le energie si sprecano, tutti si affannano, si inseguono, si consumano, senza trovare una via d’uscita, come in un labirinto in cui si gira a vuoto e si ritorna sempre al punto di partenza». Goldoni alterna in un montaggio compulsivo interni ed esterni, alto e basso, privato e pubblico: si avverte nel testo una sconnessione, un disordine, l’entropia di una cultura che ha perso definitivamente la sua centralità. Al campiello come luogo di incontro, di scontro, ma anche di festa, si sostituisce il mestissimo Ridotto dove ognuno, protetto dall’anonimato della maschera, può spiare gli altri sperando di non essere riconosciuto.  «È una Venezia anomala, scura, silenziosa – continua il regista – semideserta. Perfino il Carnevale rimane sullo sfondo, confinato fuori scena. La festa per eccellenza del rovesciamento, in cui si può fingere di essere ciò che non si è, non può coinvolgere un ceto che può rovesciarsi solo nel proprio vuoto di valori. L’unico piacere (sadico) per i protagonisti sembra derivare dalla contemplazione delle disgrazie altrui. È il trionfo di un individualismo suicida: non a caso questa generazione non ha figli, al limite allievi addestrati ad affrontare un mondo che non fa sconti».

L’incontro

Martedì 27 ottobre, ore 17, al Chiostro Nina Vinchi (via Rovello 2 – M1 Cordusio), la compagnia dello spettacolo Le donne gelose incontra il pubblico.

L’ingresso è libero con prenotazione a comunicazione@piccoloteatromilano.it

LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Piccolo Teatro Studio Melato (via Rivoli 6 – M2 Lanza)

dal 22 ottobre al 22 novembre 2015

Le donne gelose

di Carlo Goldoni

regia Giorgio Sangati

scene Marco Rossi

costumi Gianluca Sbicca,

luci Claudio De Pace

trucco e acconciature Aldo Signoretti

con (in ordine alfabetico)

Fausto Cabra, Leonardo De Colle, Federica Fabiani, Elisa Fedrizzi, Ruggero Franceschini,

Sara Lazzaro, Valentina Picello, Paolo Pierobon, Marta Richeldi, Sandra Toffolatti

e con Alfonso De Vreese, Benedetto Patruno e Marco Risiglione

(allievi corso Luchino Visconti della Scuola Luca Ronconi del Piccolo Teatro)

Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

In dialetto veneziano con sovratitoli in italiano

Orari: martedì, giovedì e sabato, 19.30; mercoledì e venerdì 20.30; domenica 16. Lunedì riposo.

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 848800304 – www.piccoloteatro.org