Gang & Mandolin’ Brothers

foto GANG
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Doppio concerto e jam session finale per il primo appuntamento della nuova stagione della rassegna “Milano Blues 89”, organizzata come di consueto dallo Spazio Teatro 89 di Milano: sabato 13 ottobre(inizio live ore 21.30; ingresso 10-13 euro), nell’auditorium di via Fratelli Zoia 89 saranno di scena i Gang e, a seguire, i Mandolin’ Brothers. Al termine dei due set, le due formazioni si uniranno sul palco per dare vita a un momento musicale particolarmente vibrante e coinvolgente.

Protagonisti del primo live saranno i Gang, la rock band marchigiana fondata trent’anni fa dai fratelli Marino e Sandro Severini. Portabandiera di un rock sanguigno e militante, nel corso della loro carriera i Gang hanno dimostrato (con una decina di album alle spalle) di riuscire a passare con disinvoltura dal linguaggio crudo e immediato del punk a quello più complesso e ricercato della canzone d’autore, senza dimenticare l’immenso potenziale della tradizione popolare più genuina.

Nel secondo set spazio ai Mandolin’ Brothers, roots band che da 39 anni propone la sua personale versione di quell’insieme di generi musicali – il Blues, il Country e il Folk – che costituiscono il Rock’n’Roll. Con cinque album all’attivo (il sesto uscirà nella seconda metà del 2019, per festeggiare il 40° anno di vita del gruppo) e centinaia di concerti in Italia, Europa e Stati Uniti, i Mandolin’ Brothers sono una delle formazioni più importanti e longeve del panorama italiano.

La band è composta da Jimmy Ragazzon (voce, armonica e chitarra acustica), Paolo Canevari (chitarre elettriche), Marco Rovino (mandolino, voce, chitarra elettrica e acustica), Riccardo Maccabruni (voce, pianoforte e hammond), Joe Barreca (basso elettrico e contrabbasso) e Daniele Negro (batteria e percussioni).

Il suono dei Mandolin’ Brothers è variegato e ampio, dal border messicano allo swamp rock della Louisiana fino alle ballate cantautorali, senza mai dimenticare le radici blues. Tante le collaborazioni, per Ragazzon e soci, in studio e sul palco con importanti esponenti dell’area blues e rock quali Dave Alvin (già fondatore dei Blasters), Elliot Murphy, Popa Chubby, Alvin Lee (Ten Years After), Nine Below Zero, John Mooney, Eric Bibb, Jono Manson, John Popper, Richard Lindgren e molti altri.

Spazio Teatro 89: Jama Trio in concerto

jama-trio
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Per il secondo appuntamento della rassegna “It’s Only Folk Rock” organizzata dallo Spazio Teatro 89 di Milano, venerdì 12 ottobre nell’auditorium di via Fratelli Zoia 89 è in programma il concerto dei Jama Trio, formazione folk-blues composta da Gianmaria “Jama” Ferrario (chitarra e voce), Francesco Croci (batteria) e Massimo Allevi (basso).

Dopo “11:11” del 2015 e “Out Of This World” del 2016, il gruppo ha pubblicato all’inizio di quest’anno il terzo album, intitolato “A Process”, che si allontana stilisticamente dai due lavori precedenti: è un processo nel vero senso della parola, un disco che indaga suoni nuovi ma che cerca anche di farli andare d’amore e d’accordo con quelli più tradizionali della band lombarda (l’indie-folk, il blues, la musica americana e il country).

Un percorso che parte, ancora una volta, dal folk ma che si spinge verso territori inediti e apparentemente inconciliabili, come quello dell’elettronica, passando però anche tra elementi Country, chitarre Southern e sonorità futuristiche da Space Rock. Un nuovo album che è «lo specchio del nostro cambiamento – hanno affermato i tre musicisti – e che vuole essere la colonna sonora di un periodo di fermento, di scelte importanti ma anche di bei sogni in cui tutti possano riconoscersi».

Nel recente passato della band spiccano il tour italiano con Hollis Brown (2016), l’opening di The White Buffalo, a Trieste (2016), il Texas Tour 2015 (Houston-Austin-San Antonio-San Marcos) e la partecipazione al Pistoia Blues Festival (2014), con il primo posto ottenuto nelle selezioni di “Obiettivo Bluesin”.

Spazio Teatro 89, via Fratelli Zoia 89, 20153 Milano.
Tel. 02-40914901; www.spazioteatro89.org; info@spazioteatro89.org
Biglietti: 13 euro intero; 10 euro ridotto (under 25, over 65, convenzioni Arci, Feltrinelli, socio Coop, Touring Club Italia, IBS, Coop Degradi).

Rassegna «It’s Only Folk Rock» – Il calendario
(inizio live ore 21.30)

Sabato 6 ottobre: The ACC

Venerdì 12 ottobre: Jama Trio

Venerdì 23 novembre: Bound for Glory

Venerdì 11 gennaio: Cesare Carugi + friends

Sabato 19 gennaio: Carlo Ozzella

Sabato 2 marzo: Luca Milani

Sabato 30 marzo: Miami & The Groovers

Song’ Swing Festival

Locandina_SongSwing_2018.
Locandina_SongSwing_2018.

Sabato 26 e domenica 27 maggio 2018 al Salone Margherita a Napoli si terrà la Quarta Edizione di Song’ Swing! Evento unico nel suo genere, Song’ Swing è il primo festival organizzato a Napoli interamente dedicato alla danza, alla musica e alla cultura Swing.

Una due giorni di puro divertimento non solo per appassionati e cultori, ma anche per i neofiti che saranno accompagnati nella scoperta di una cultura popolare straordinaria, che trova a Napoli un luogo di particolare ricettività.

I partecipanti sono ballerini di popolarità mondiale come Adam Brozowski, Maté Csike, Tony Jackson e Irene Ragusini, che terranno workshop di Lindy Hop, Jazz e Balboa per vari livelli ma saranno anche protagonisti di esibizioni speciali al suono della grande musica Swing, Jazz, Blues e Dixieland, con due gruppi e tre dj selezionatori.

Anche questa Quarta Edizione di Song’Swing è ideata e organizzata da Swingin’ Napoli, associazione fondata nel 2009 da Luca Chimenti e Irene Vecchia con l’obiettivo di recuperare e diffondere la cultura, la musica e le danze della Swing Era, in particolare il Lindy Hop.

Swingin’ Napoli organizza in Campania corsi, eventi, social dance e seminari dedicati a tutte le espressioni artistiche popolari e non accademiche legate a quel movimento che dalla fine degli anni ’20 agli anni ’50 si è diffuso in tutto l’Occidente, partito da un nucleo afroamericano degli Stati Uniti, fino ad arrivare all’Europa del Dopoguerra.

Sabato 26 dalle 10.30 e domenica 27 dalle 11.30 dopo la registrazione e la presentazione, fino alle 19.00 i docenti terranno lezioni per tutti, dai primi passi ai gradi avanzati, passando per i principianti e gli intermedi. Un modo serio ma divertente, meticoloso ma coinvolgente, per apprendere e trasmettere la cultura Lindy Hop, Jazz e Balboa.

I docenti, accanto ai fondatori di Swingin’ Napoli Irene Vecchia e Luca Chimenti, sono l’americano Adam Brozowski, di esperienza ventennale, presente nella National Jitterbug Hall of Fame; l’ungherese Maté Csike, uno dei più noti al mondo come “following” e specializzato in “swivel”; Tony Jackson (inglese) e Irene Ragusini (italogreca), una coppia di docenti tra le più autorevoli al mondo.

Venerdì 25 alle 21.30 in Galleria Umberto I l’evento sarà anticipato da un welcome party. Sabato 26 maggio alle 21.30 Gala Party nel salone centrale, con le esibizioni di Brozowski, Csike, Jackson e Ragusini, mc Dalila Del Giudice, “Mix & Match” (competizione di danza) e grande musica.

Una serata speciale dove mettere a frutto l’insegnamento della giornata grazie a una squadra di grandi musicisti, con due formazioni irresistibili quali i greci The Speakeasies Swing Band e i napoletani Uanema Swing Orchestra, entrambe specializzate in vasti repertori Swing, Blues, Jazz e Dixieland.

Presenti anche tre tra i migliori Dj in questo genere: DJ Alec (aka Alessandro Curti ), Dj Longlegs Teo (aka Matteo De Stefano ) e Dj Tone Cooper. Spazio all’eccellenza per una due giorni in cui Napoli incontra il mondo all’insegna della danza Swing.

Agli Oscar del Blues 2018, Fabrizio Poggi

FabrizioPoggiphotobyRiccardoPiccirillo
FabrizioPoggiphotobyRiccardoPiccirillo

Fabrizio Poggi, armonicista italiano di fama internazionale, dopo aver sfidato nel gennaio scorso i Rolling Stones ai Grammy Awards 2018 sul palco del Madison Square Garden di New York, il 10 maggio prossimo sarà a Memphis (la città di Elvis Presley) per la sua SECONDA candidatura ai BLUES MUSIC AWARDS, gli Oscar della Musica Blues con il disco “Sonny & Brownie’s Last Train registrato in duo con la leggenda americana del blues Guy Davis in corsa come miglior disco acustico dell’anno.

«Essere nominato per la seconda volta agli Oscar del Blues è un altro sogno diventato realtà. – commenta Fabrizio Poggi – Come unico candidato europeo e italiano avrò ancora una volta il privilegio e l’onore di rappresentare tutti coloro che da sempre suonano “l’altra musica” con onestà, passione e sincerità. E’ estremamente emozionante essere italiani ed essere candidati agli Oscar del Blues, la musica afroamericana per eccellenza con un disco prodotto da un italiano (il sottoscritto) e registrato a Milano. Quasi un miracolo che si ripete. Il segreto? Rispettare e conoscere la storia che sta dietro al blues ed essere sempre se stessi. Solo così si può arrivare al cuore delle persone. E poi suonare sul palco degli Oscar del Blues alla presenza di tutti i giganti del genere sarà indimenticabile. E’ la seconda volta che sono candidato ma è sempre come se fosse la prima volta…».

Sul palco del Convention Center di Memphis, Poggi si troverà in compagnia di musicisti del calibro di Bruce Springsteen, Van Morrison, Taj Mahal, Steve Miller, Keb’ Mo’, Charlie Musselwhite e tanti altri grandi del blues.

Le Streghe di Eastwick

Foto Streghe
Foto Streghe

Parte il 4 maggio dal Teatro Duse di Bologna la sesta edizione di A Summer Musical Festival prodotto dalla Bernstein School of Musical Theater.

Il primo titolo in programma è una novità assoluta per il pubblico italiano: , con la regia di Mauro Simone, la direzione musicale di Shawna Farrell, direttrice dell’Accademia, e le coreografie di Gillian Bruce.

Il musical è tratto dall’omonimo e fortunato film del 1987 con protagonista Jack Nicholson, la cui versione teatrale ha debuttato a Londra nel 2000 con la produzione di Cameron Mackintosh.

Il regista Mauro Simone ha deciso di ambientare lo spettacolo proprio negli anni ‘80, a differenza della messinscena di Broadway e Londra che hanno ambientato il musical negli anni ‘50 come il testo da cui la storia è tratta, perché gli anni Ottanta ci rimandano visivamente a un mondo colorato, assurdo e grottesco, quasi kitch, ma per questo unico.

Anche le luci e le scenografie richiamano questo stile, grazie all’uso di pannelli che si ispirano alla pittura pop colorata di quegli anni.
Il lavoro registico va nella direzione di riprodurre questa dinamicità anche all’interno delle scene e di “muovere” il popolo di Eastwick molto presente nella vicenda, perché gli abitanti sono curiosi e pettegoli, e per questo motivo il regista ha deciso di inserirli fra una scena e l’altra, come una specie di coro greco, al fine di muovere la narrazione.

La musica dello spettacolo, scritta da Dana P. Rowe, spazia fra ritmiche pop, country e jazz/blues, con melodie ritmate e sensuali.
Shawna Farrell, musical director, ha lavorato molto sulla parte corale che in questo spettacolo conta 50 allievi fra gli studenti del II e III anno dell’Accademia.
Il suo lavoro è andato nella direzione di ricercare il timbro più giusto per rappresentare gli abitanti di Eastwick armonizzando le varietà cromatiche presenti.

Fra i momenti migliori colpisce il brano di apertura “Eastwick Knows”, cantato e ballato da tutto il cast. Il numero è di grande impatto sia per l’aspetto musicale che visivo, grazie alle coreografie di Gillian Bruce che, con questo lavoro, ha adottato il suo stile esplosivo e corale confermando la sua capacità di travolgere sia il cast che il pubblico.

La storia è il racconto della solitudine di tre donne che esprimono alla luna il desiderio di sentire ancora qualche cosa di magico nella loro vita: chiedono di ricevere un uomo e al suo arrivo si lasciano ammaliare dal potere di un piccolo diavolo.

Ad un certo punto il loro ego interiore le spinge ad andare oltre, verso il maleficio e la vendetta, e solo a quel punto capiscono che vorrebbero tornare indietro…

Nel musical non mancano illusioni ed effetti magici, grazie al contributo e supporto dell’illusionista Alessandro Bellotto e c’è, per la prima volta nelle produzioni delle BSMT, un effetto di volo delle tre streghe alla fine del primo atto.

Secondo e terzo titolo del Festival organizzato dalla BSMT, in collaborazione con Il Comune e i teatri Duse e Comunale di Bologna, sono Big Fish con la regia di Saverio Marconi e West Side Story diretto da Gianni Marras.

In tutte le produzioni della rassegna salgono sul palco i performer dell’Accademia, una grande occasione che permette ai giovani interpreti di esibirsi di fronte a una platea di appassionati e addetti ai lavori.