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venerdì, Luglio 10, 2026

Neuroriabilitazione: nuove opportunità con robotica e intelligenza artificiale

La tecnologia corre veloce anche in medicina. L’intelligenza artificiale e la robotica offrono opportunità significative nell’ambito della neuroriabilitazione

Patologie come ictus, lesioni midollari, sclerosi multipla, Parkinson, traumi cranici, paralisi cerebrali infantili e altre ancora possono essere trattate con terapie specifiche, ma serve una piena consapevolezza degli strumenti disponibili per ottimizzare le possibilità di recupero

A questi temi è stata dedicata la seconda edizione del convegno scientifico “Robotica e tecnologie per la neuroriabilitazione: sfide e prospettive dalla ricerca alla pratica clinica”, con responsabili scientifici il Dott. Giampietro Salvi, neurologo presso la Clinica Quarenghi e Presidente della Fondazione Genesis, e il Prof. Stefano Mazzoleni, docente di Bioingegneria presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e dell’Informazione del Politecnico di Bari.

MEDICINA DI PRECISIONE E MEDICINA PERSONALIZZATA

L’uso di moderne tecnologie in ambito neuroriabilitativo permette di definire una medicina di precisione e personalizzata per le centinaia di migliaia di italiani colpiti da patologie neurologiche, spesso causa di disabilità motoria e cognitiva.

stefano_mazzoleni
stefano_mazzoleni

La robotica offre la possibilità di registrare parametri numerici in grado di caratterizzare in modo oggettivo le funzioni motorie e cognitive di ciascun paziente e quindi permettono di analizzare l’andamento di un trattamento riabilitativo – spiega il Prof. Stefano Mazzoleni -. Negli ultimi anni, la robotica si è alleata con l’intelligenza artificiale: l’elaborazione dei dati registrati dai robot combinati con le scale cliniche mediante algoritmi specifici permette di predire l’andamento del recupero motorio e  cognitivo in un dato periodo di tempo.

Possibile anche predire il recupero motorio e cognitivo durante la riabilitazione mediante algoritmi specifici

In breve, diventa possibile predire l’andamento di una terapia senza dover attendere che il trattamento giunga al termine, con la possibilità di modificarlo in tempo reale e renderlo più conforme agli obiettivi adattandosi alle capacità del paziente, in continua evoluzione. Bisogna ricordare che l’algoritmo non sostituisce l’operatore sanitario, ma è un supporto per l’operatore stesso; come nel caso dei robot, lo specialista non viene sostituito, ma aiutato, per questo dobbiamo capire come utilizzare al meglio questi strumenti.

La popolazione a cui ci rivolgiamo il nostro lavoro di ricerca è affetta da patologie di origine neurologica, come ictus, lesioni midollari, sclerosi multipla, Parkinson, traumi cranici e paralisi cerebrali infantili. Ogni paziente viene sottoposto a un trattamento specifico, spesso utilizzando tecnologie come la robotica.

Dopo una prima fase “pioneristica” durata circa vent’anni, e rappresentata nel documento finale della Conferenza Nazionale di Consenso sulla robotica per la neuroriabilitazione promossa dalle società scientifiche SIRN e SIMFER nel 2018 e conclusasi nel 2022, oggi l’intera comunità scientifica è impegnata a dimostrare l’efficacia di trattamenti riabilitativi assistiti da robot per ciascuna di queste patologie per favorire il recupero delle funzioni motorie e cognitive di ogni paziente e per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità e dei loro familiari”.

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Davide Falco

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