Mirko Alivernini: un americano a Roma

FOTO COPERTINA
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Mirko Alivernini: un americano a Roma

Seguire con dedizione e audacia la propria passione, l’idea di un Cinema, plasmato di arte viva e pulsante e di innovazione tecnologica: tutto ciò è Mirko Alivernini, poliedrico regista romano, innovatore e visionario.
Mirko Alivernini è il primo regista in Italia a utilizzare una metodologia a doppia intelligenza artificiale. Le sue opere cinematografiche lo rendono un innovatore nel settore audio – video per la tecnica di ripresa e per l’utilizzo di nuove tecnologie: sono, infatti, girate interamente con uno smartphone, nello specifico con i modelli Samsung S20 Ultra, Samsung Note20 Ultra e Samsung S21 Ultra.
Mentre negli Stati Uniti molte produzioni cinematografiche stanno iniziando a utilizzare questa nuova metodologia, in Italia Mirko Alivernini e la sua casa di produzione, la Mainboard Production, con sede a Cinecittà, sono i primi in assoluto a lavorare in questo modo, rendendo di fatto il regista “un americano a Roma”.
Il pregio di questi modelli di smartphone è la qualità tecnica fornita. Dotati di una doppia intelligenza artificiale sono in grado di restituire immagini pulite e nitide, abbattendo i tempi di realizzazione di ogni singola scena e quindi i tempi di lavorazione dell’intero progetto.
Il suo ultimo progetto cinematografico “The Woodcutter”, uscito il 25 dicembre 2020, con un ottimo successo di pubblico e critica, disponibile a pagamento su YouTube e Amazon Prime.com, avrà un sequel. Inizieranno, infatti, le riprese di The Woodcutter 2 nelle prossime settimane.
Mirko Alivernini regalerà nuovamente al suo pubblico un thriller horror – psicologico avvincente, ricco di colpi di scena e suspence.

TRAILER THE WOODCUTTER
https://www.youtube.com/watch?v=r6Va6Dg0YP8

Vivere di cinema, perseguire uno scopo, “cibarsi” della propria passione e farlo con professionalità e amore.
“Il cinema è stupire e creare. Questa per me è la regola” Mirko Alivernini.

L’intelligenza artificiale si avvicina all’uomo

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Parole e immagini, l’intelligenza artificiale si avvicina all’uomo

Insegnare ai modelli di linguaggio più complessi (come Gpt-3) a “capire” le immagini si può: con un nuovo approccio che accoppia testi e fotografie

A cura di Matteo Muffo, AI Researcher di Indigo.ai

L’intelligenza artificiale continua a crescere e migliorarsi, ma la capacità delle macchine di ragionare e pensare in maniera autonoma è ancora lontana. Lo dimostrano gli enormi limiti di Gpt-3, l’ultimo algoritmo di OpenAi e Microsoft, che è un modello senza precedenti capace di immagazzinare centinaia di miliardi di parole: può interpretare e scrivere in maniera chiara qualunque cosa, ma crolla alla prova dei fatti quando si esce dal campo della parola scritta. Per metterlo in difficoltà basta chiedergli di che colore siano le pecore: il sistema risponderà nere con la stesse frequenza con cui dirà bianche. Il motivo è semplice: ha imparato a dire “pecora nera”, perché questo colore ricorre sul web altrettante volte di “bianco” in relazione alla parola “pecora”. Ma non ha capito il senso dell’espressione. Un errore banale che dimostra da un lato che le potenzialità sono enormi e quanto rapidamente evolva la tecnologia, ma dall’altro anche quanto sia importante lo sforzo da fare in fase di addestramento per sviluppare la capacità dell’intelligenza artificiale di ragionare in modo razionale.

La soluzione al problema l’hanno suggerita i ricercatori dell’Università del North Carolina, progettando una nuova tecnica d’addestramento per dare a Gpt-3 – ovvero una AI che si basa esclusivamente sulle parole – anche la capacità di “vedere” le cose, rafforzando così le sue possibilità di imparare. La sfida è quindi quella di combinare due diversi set di dati (testo e immagini) in un sistema unico per poter addestrare un nuovo modello da zero.

Didascalie descrittive

L’approccio scelto è quello di compilare una raccolta di immagini con didascalie molto più descrittive di quelle cui siamo abituati. Per esempio, prendiamo la foto di un gatto in cucina che mangia: solitamente, con tutta probabilità, verrebbe intitolata solo “gatto”; invece, un set che combina parole e immagini la chiamerebbe “un gatto in cucina che mangia croccantini da una ciotola rossa”. In questo modo, grazie alla combinazione puntuale di linguaggio testuale e visivo, possiamo insegnare a un modello di intelligenza artificiale non solo come riconoscere gli oggetti, ma anche come si relazionano e agiscono l’uno sull’altro, attraverso l’uso di verbi e preposizioni.

Un processo quasi banale sulla carta e per l’intelligenza umana, ma che però nella realtà richiederebbe un’eternità (se fatto dalle persone): basti pensare che se la versione inglese di Wikipedia comprende quasi 3 miliardi di parole, un set di dati visivi come, per esempio, potrebbe essere quello di Microsoft Common Objects in Context – meglio conosciuto come MS COCO – ne contiene appena 7 milioni. Combinare le due classi di dati diventa chiaramente molto difficile e impegnativo in termini di tempo.

I ricercatori americani, però, sono riusciti ad aggirare il problema con un metodo di apprendimento supervisionato capace di adattare i dati in MS COCO alle dimensioni di Wikipedia. Con il risultato di aver creato un modello di linguaggio che supera quelli più all’avanguardia in alcuni dei test più difficili utilizzati per valutare la comprensione del linguaggio AI. Dimostrando che se il modello oltre a imparare la parola gatto, la vede anche, sarà in grado di ragionare in maniera sempre più razionale ed efficace.

Bert contro Gpt-3

I ricercatori hanno quindi utilizzato l’accoppiamento tra parole e immagini che hanno creato con MS COCO per addestrare il loro algoritmo e hanno riqualificato un modello di linguaggio open source sviluppato da Google, noto come Bert, che precede Gpt-3. Terminato il processo di aggiornamento, hanno sfidato il “nuovo BERT” su sei diversi test di comprensione linguistica, tra cui SQuAD, Stanford Question Answering Dataset, che chiede ai modelli di rispondere a domande di comprensione della lettura su una serie di articoli, e SWAG, che costringe gli algoritmi a dimostrare di aver compreso il significato delle parole e di non averle “semplicemente” imparate a memoria.

Un approccio così innovativo apre scenari tutti da esplorare. Certo, il vecchio Bert non potrà mai battere Gpt-3, ma la consapevolezza di poter addestrare un sistema così potente con parole e immagini ci fa capire quanto la tecnologia corra veloce e come le innovazioni siano conquiste quotidiane. Facendo un altro passo verso l’artificial general intelligence.

Informazioni su Indigo.ai

Siamo uno studio di Conversational AI che progetta e costruisce assistenti virtuali, tecnologie di linguaggio ed esperienze conversazionali. Nati a Settembre 2016 tra i banchi del Politecnico di Milano da un’idea di cinque giovani (Gianluca Maruzzella, Enrico Bertino, Marco Falcone, Andrea Tangredi e Denis Peroni – ad oggi quasi tutti under30), abbiamo realizzato assistenti virtuali per alcune delle aziende più innovative al mondo, tra cui banche, assicurazioni, case farmaceutiche, etc. Abbiamo costruito un framework proprietario di Natural Language Processing che, sfruttando l’intelligenza artificiale, è in grado di comprendere le informazioni nel testo o nella voce in maniera completamente automatica: grazie a questo framework aiutiamo le aziende ad automatizzare conversazioni, efficientare processi, alleggerire il customer care ed ingaggiare i clienti in maniera super personalizzata. Il nostro team è formato da 20 persone e operiamo sia in Italia che all’estero. Tra il 2017 e il 2020 siamo stati scelti due volte come rappresentanti della delegazione delle start-up italiane al CES di Las Vegas e abbiamo vinto tre riconoscimenti del premio Gaetano Marzotto – tra i più importanti nel panorama dell’innovazione.

 

Maker Music

Maker Music pedali_ FOTO DI LUCA PERAZZOLO
Maker Music pedali_ FOTO DI LUCA PERAZZOLO

Per la sua prima edizione interamente digitale, Maker Faire Rome – European Edition 2020, il più grande spettacolo di innovazioni e creatività al mondo, per la sezione Maker Music curata da Andrea Lai e Alex Braga, porta in scena domenica 13 dicembre alle ore 20.30 il primo concerto per Pianoforte, Intelligenza Artificiale, Umani e Networks: *remote duet*.

Un’esperienza unica in cui uno dei più noti e pluripremiati autori di colonne sonore, Paolo Buonvino, e Alex Braga si cimenteranno nella prima performance in remoto a latenza zero. In due distinte location, lontani chilometri di distanza, i due musicisti duetteranno dal vivo in tempo reale grazie all’intelligenza artificiale.
Maker Music è il territorio di confine dove la passione del “fare musica” si mescola con la sperimentazione e l’ultra tecnologia, per tracciare nuove ipotesi di creatività, emozioni, linguaggi e racconti. Una frontiera dove gli artisti si incontrano per dialogare di nuove possibilità di futuro.

È così che Alex Braga, artista sperimentale, pioniere dell’intelligenza artificiale applicata all’audiovisivo, e Paolo Buonvino, sperimentano insieme un nuovo format di duetto improvvisato in remoto.
Per *remote duet* due artisti saranno in due località diverse, lontani, ma collegati in tempo reale dalla potenza dell’intelligenza artificiale e della nuova tecnologia di rete a latenza zero che gli permette di suonare insieme, di duettare, di improvvisare come se fossero nella stessa stanza.

Un viaggio di esplorazione sulle note del pianoforte di Paolo Buonvino, spedito nell’etere a distanza verso Alex Braga che con l’intelligenza artificiale A-MINT, creata da Braga con i professori Francesco Riganti e Antonino Laudani, orchestra in tempo reale la melodia di Buonvino per restituirla “aumentata” al pubblico ed al pianista stesso, innescando con lui un iperloop creativo che cresce nota dopo nota, frase dopo frase, fino a colmare con le emozioni della musica la distanza fisica che li separa. Una metafora del mondo moderno, iperconnesso ma sempre iperdistante, e un grido di allarme su quanto siano essenziali il senso della vita e le emozioni per tenerci uniti.”

“Questa collaborazione mi offre l’occasione di riflettere sul rapporto tra uomo e macchina, afferma Paolo Buonvino. La tecnologia è fondamentale per il mio lavoro, ma mi accorgo che troppo spesso ne siamo tutti quanti oppressi e fagocitati. Insieme ad Alex racconterò questo abuso e il deserto che spesso l’iperconnesione può creare fuori e dentro di noi. La musica aiuta l’uomo ad amare, dice l’etnomusicologo John Blacking: facciamo diventare la tecnologia un mezzo per potenziare questa capacità”.

Intelligenza Artificiale contro diabete

Intelligenza artificiale e diabete
Intelligenza artificiale e diabete

La strategia migliore per curare il diabete? La suggerisce l’Intelligenza Artificiale: lo studio italiano pubblicato sul British Medical Journal – Open Diabetes Research & Care

La ricerca, interamente italiana, è basata sui dati degli Annali AMD, processati sfruttando l’innovatività e le capacità di analisi dell’Intelligenza Artificiale

Un’enorme mole di dati, riferiti al percorso di cura di oltre un milione di persone con diabete, affidati alle immense capacità di calcolo – quasi di ragionamento – dell’Intelligenza Artificiale, per suggerire agli specialisti quali siano i fattori chiave per il raggiungimento del duplice obiettivo “controllo-metabolico” e “nessun aumento di peso” nel diabete di tipo 2. Il metodo e i risultati hanno suscitato un interesse tale da meritare la pubblicazione sul British Medical Journal – Open Diabetes Research & Care, una delle più antiche e autorevoli riviste scientifiche del mondo.

La ricerca, coordinata da Carlo Bruno Giorda, Direttore della Struttura Complessa di Malattie metaboliche e Diabetologia dell’Ospedale Maggiore di Chieri, ha coinvolto più di 200 Centri di Diabetologia e preso in esame un campione di oltre un milione di persone con diabete mellito di tipo 2. I dati analizzati, estratti dal database “Annali” dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD) – riferiti al periodo compreso tra il 2005 e marzo 2017 – sono stati processati, in collaborazione con i data scientist di Mix-x, mediante la piattaforma di Logic Learning Machine di proprietà della Rulex® Inc., in grado di estrarre nuova conoscenza e creare modelli predittivi, senza aver bisogno di supposizioni stabilite a priori e ‘spiegando’ ai medici cosa ha compreso dai dati.

“Sebbene il raggiungimento del duplice obiettivo del ‘controllo metabolico’ (HbA1c ≤ 7) e ‘nessun aumento del peso’ (∆ ≤ 2%) rappresenti l’attività prioritaria nella pratica clinica quotidiana del diabetologo, solo il 40-50% delle persone con diabete riesce a rientrare in questi parametri”, spiega il dott. Giorda. “Lo studio ci ha permesso di comprendere quali sono le variabili maggiormente responsabili del mancato raggiungimento dell’obiettivo, al fine di individuare strategie terapeutiche sempre più personalizzate in base alle specifiche esigenze del paziente. In tal senso, il supporto dell’IA costituisce un valore aggiunto per il professionista: consente infatti di analizzare milioni di dati – lo studio ha esaminato oltre 5 milioni di misurazioni di emoglobina glicata (Hb1Ac) – ma soprattutto è in grado di identificare le correlazioni esistenti tra le variabili, ed esprimere quindi predizioni, con ragionamenti di tipo induttivo, tipici della mente umana, con evidenti vantaggi sugli esiti della cura”.

Secondo lo studio, la presenza di una condizione di scompenso glicemico o di maggiore insulino-resistenza è la variabile che più di qualunque altra interferisce negativamente con il raggiungimento degli obiettivi terapeutici. Al contrario, l’indagine ha confermato che l’assenza di comorbidità, la precocità d’intervento e di presa in carico della persona con diabete, oltre alla qualità delle cure – valutabile tramite l’indice del “Q Score AMD” che misura la qualità del centro sulla base di parametri clinici e organizzativi – sono elementi chiave per il raggiungimento del controllo metabolico.

Dal punto di vista delle terapie e dei trattamenti, ci sono già evidenze a sostegno del fatto che i farmaci innovativi, come gli SGLT2 inibitori e GLP1-RA – nonostante il loro impiego terapeutico sia relativamente recente, soprattutto in relazione all’arco temporale analizzato in questo studio – agiscono molto positivamente sulla variazione di peso e sul controllo metabolico. Queste evidenze rappresentano una chiave di lettura importante, perché dimostrano come l’Intelligenza Artificiale possa supportare il clinico nel prendere decisioni più efficaci e maggiormente supportate dai dati, in grado di migliorare la cura del diabete.

“Per mettere in atto le migliori strategie terapeutiche – aggiunge Giorda – è indispensabile trattare le persone con diabete il prima possibile e con la migliore strategia di cura. Dal punto di vista della pratica clinica, le evidenze dello studio si traducono in un monito contro la ‘inerzia clinica’, responsabile del significativo ritardo nell’accesso alle cure migliori, da parte dei pazienti, in risposta alle personali esigenze e condizioni di salute. D’altra parte, è fondamentale che la persona con diabete segua correttamente e con continuità la terapia prescritta dallo specialista, evitando così l’insorgenza di complicanze e più che mai la necessità di ricoveri”.

“La pubblicazione dello studio sul British Medical Journal – Open Diabetes Research & Care è un importante riconoscimento che attesta l’alto livello del lavoro che AMD sta portando avanti sul tema dell’IA”, spiega Paola Ponzani, Coordinatrice del Gruppo Nazionale di Intelligenza Artificiale AMD. “La piattaforma di IA Rulex® si è dimostrata affidabile, confermando i risultati che avevamo già acquisito tramite strumenti statistici tradizionali, ma ci ha anche consentito un importante passo avanti: abbiamo toccato con mano i vantaggi che essa offre in termini di rapidità e di potenza di analisi e la comodità delle ‘spiegazioni’ sulle implicazioni cliniche dei risultati ottenuti. Ora siamo pronti per studiare ambiti più ampi e sofisticati, dove sfrutteremo modelli predittivi e analisi di scenario per prevedere con più precisione, per esempio, il rischio di progressione della malattia o lo sviluppo di complicanze, o i benefici legati all’uso dei nuovi farmaci. L’obiettivo di AMD è quello di sfruttare l’immenso patrimonio del database degli Annali, sperimentando diverse piattaforme di IA, per ottenere nuove conoscenze al fine di indirizzare e supportare gli specialisti nella scelta di strategie terapeutiche sempre più tempestive e personalizzate, in grado di migliorare gli outcomes clinici e modificare la storia della malattia”.

 

Nasce “Vera”: l’intelligenza artificiale

Vera, l'intelligenza artificiale
Vera, l’intelligenza artificiale

Nasce “Vera”: l’intelligenza artificiale che
risponde alle domande sulla Covid-19
Un progetto di Pagella Politica, Facta, IRCCS Ospedale San Raffaele ed EURECOM per
un’informazione libera da fake news
L’intelligenza artificiale – la prima nel suo genere in Italia interamente dedicata all’emergenza
sanitaria Covid-19 – è stata sviluppata dalla startup Indigo.ai
È vero che il 5G causa la Covid-19 o che il coronavirus è stato creato in
laboratorio? Che cos’è l’immunità di gregge? È vero che in Italia ci sono stati più morti che in Spagna?
Tra domande legittime e fantasie irrazionali, sulla nuova pandemia c’è molta confusione e
disinformazione. Per dare al pubblico risposte rapide e precise, Pagella Politica, Facta, IRCCS
Ospedale San Raffaele ed EURECOM hanno sviluppato Vera, un progetto di intelligenza artificiale
nato per aiutare le persone a orientarsi nell’oceano di contenuti legati alla Covid-19, grazie a una
conversazione interattiva in chat. La realizzazione tecnica si deve a Indigo.ai, startup specializzata
nella progettazione e realizzazione di assistenti virtuali, tecnologie di linguaggio ed esperienze
conversazionali. Un aspetto innovativo di Vera è la sua continua capacità di migliorarsi attraverso le
interazioni con le persone, grazie ai meccanismi di apprendimento automatico e all’aggiornamento
dei contenuti basato sull’emergere di nuove evidenze scientifiche.
Vera è nata con una duplice missione. La prima è chiarire i dubbi su questioni di carattere medico
e scientifico riguardanti l’epidemia in corso. Grazie al contributo degli esperti dell’Ospedale San
Raffaele, Vera custodisce informazioni aggiornate periodicamente sul virus e sulla pandemia.
Chiedendo, ad esempio, “Come funzionano i test sierologici?” oppure “Come si trasmette la Covid19?”, con un solo click Vera saprà fornire le risposte più aggiornate e verificate, scritte in
collaborazione con l’Ufficio di Outreach e Comunicazione della Scienza dell’istituto e grazie al
supporto di medici e ricercatori del settore.
Inoltre, Vera è in grado di controllare la veridicità delle notizie che circolano online e sui principali
mezzi di comunicazione in merito al coronavirus. Come ha ricordato l’Organizzazione mondiale della
sanità, insieme alla pandemia di coronavirus stiamo vivendo anche una infodemia, ossia una
diffusione eccessiva di notizie false, fuorvianti o da fonti poco attendibili. Vera aiuta a verificare
informazioni come “È vero che la mascherina fa male?” oppure “È vero che il coronavirus ha
peggiorato il lavoro delle donne?” grazie al lavoro di ricerca di Pagella Politica e Facta, impegnate
da anni nella lotta contro le fake news in favore di un’informazione trasparente e quanto più
oggettiva possibile. Grazie all’integrazione con EURECOM, Vera è anche in grado di rispondere a
domande sui dati statistici della pandemia, per esempio dicendo se è vero, o falso, che in un Paese
ci sono più o meno contagi rispetto a un altro.
Vera è stata illustrata da Illo ed è finanziata grazie al Coronavirus fact-checking grant, promosso
dall’International Fact-checking Network.

«Pagella Politica e Facta lanciano Vera, uno dei primi assistenti conversazionali dedicato alla verifica
dei fatti, sviluppato a livello mondiale da un’organizzazione appartenente all’International factchecking network (Ifcn). Da diversi anni si sente parlare delle potenzialità che l’intelligenza artificiale
offre al settore del fact-checking. Vera è uno dei primi esperimenti in questo ambito e la decisione di
concentrarsi sull’emergenza Covid-19 è proprio quella di testare tutte le potenzialità di questa
tecnologia innovativa contro la diffusione di notizie false, per capirne appieno vantaggi e limiti»
dichiara Giovanni Zagni, Direttore di Pagella Politica e Facta.
«Siamo entusiasti di poter contribuire con un progetto innovativo alla corretta informazione su
Covid-19. Un ospedale di ricerca e policlinico universitario come il San Raffaele di Milano non ha solo
la responsabilità di curare i pazienti e fare ricerca per migliorare le terapie disponibili, ma ha anche
il dovere di contribuire alla diffusione di una cultura scientifica e della salute basata sulle evidenze»
afferma l’Ing. Elena Bottinelli, Amministratore Delegato dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
«L’attuale pandemia non è solo una crisi sanitaria, ma anche una crisi di comunicazione: solo
cittadini informati e consapevoli possono aiutarci a fermare la diffusione del virus.»
«Vera è uno strumento rivoluzionario e quanto mai necessario nel contesto attuale – afferma
Gianluca Maruzzella, Founder & CEO di Indigo.ai. – Se alcune fake news sono facili da smascherare,
altre invece sono costruite con così tanta minuzia o suonano così tecniche da riuscire a ingannare
anche le menti più attente. Siamo davvero orgogliosi di aver messo la nostra esperienza in ambito
di intelligenza artificiale a disposizione di un progetto così importante e di aver collaborato con
l’Ospedale San Raffaele e il team di Pagella Politica.»
«Dato il gran numero di affermazioni errate su Internet, è molto difficile limitarne la circolazione,
perché è necessario un lavoro manuale per identificarle, raccogliere i dati pertinenti, ed eseguire
l’analisi per convalidare o meno un fatto. Da due anni il dipartimento di Data Science ad EURECOM
lavora a strumenti per verificare le affermazioni in maniera automatica attraverso l’uso di
intelligenza artificiale e dati» dichiara Paolo Papotti, professore associato presso l’università
EURECOM (Francia). «Siamo entusiasti di contribuire ad un progetto che mette realmente questi
strumenti a disposizione del pubblico.»
Informazioni su Pagella Politica
Pagella Politica Srls è una società che, attraverso i suoi progetti Pagella Politica e Facta, ha come missione quella di
migliorare la qualità dell’informazione e del dibattito pubblico italiano, contribuendo a fornire maggiore oggettività e
contrastando la diffusione di cattiva informazione. Online dall’ottobre 2012, Pagella Politica/Facta è parte attiva della
più importante comunità internazionale di fact-checker, l’International Fact-Checking Network (Ifcn), e ha in corso
collaborazioni di rilievo con alcuni dei principali media italiani, tra cui la televisione pubblica RAI2, l’agenzia di stampa
AGI e il magazine EastWest. Ha inoltre accordi di partnership con il social network Facebook e con l’app di messaggistica
WhatsApp. Partecipa ad alcuni dei principali progetti europei nel campo della disinformazione, tra cui SOMA (Social
Observatory for Disinformation and Social Media Analysis) e EDMO (European Digital Media Observatory), attraverso i
programmi Horizon 2020 e Connecting Europe Facility, e al progetto europeo Spotted (School Policies to Tackle and
Detect Fake News) nell’ambito della media literacy, attraverso il programma Erasmus+.
L’IRCCS Ospedale San Raffaele (OSR) è una struttura clinico-scientifico-universitaria di rilievo internazionale e di alta
specializzazione per diverse importanti patologie, inaugurata nel 1971 e riconosciuta nel 1972 Istituto di Ricovero e Cura

a Carattere Scientifico (IRCCS). È un Centro di Emergenza ad Alta Specialità (E.A.S.) ed è polo didattico-assistenziale
dell’Università Vita-Salute San Raffaele. Nel maggio 2012 il San Raffaele è entrato a far parte del Gruppo San Donato,
diventando così una delle 19 strutture d’eccellenza del più importante gruppo sanitario del Paese. L’IRCCS Ospedale
San Raffaele è un policlinico accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale con oltre 60 specialità cliniche. La struttura
multidisciplinare, tecnologicamente all’avanguardia, e l’interazione continua tra ricerca scientifica, didattica e attività
clinica hanno permesso di ottenere negli anni risultati tali da posizionare l’IRCCS Ospedale San Raffaele in cima alle
classifica italiana per produttività scientifica e un punto di riferimento in Europa e nel mondo per lo studio e la cura di
molte patologie e per lo sviluppo di terapie innovative.
Informazioni su Indigo.ai
Siamo uno studio di Conversational AI che progetta e costruisce assistenti virtuali, tecnologie di linguaggio ed
esperienze conversazionali. Nati a Settembre 2016 tra i banchi del Politecnico di Milano da un’idea di cinque giovani
(Gianluca Maruzzella, Enrico Bertino, Marco Falcone, Andrea Tangredi e Denis Peroni – ad oggi quasi tutti under30),
abbiamo realizzato assistenti virtuali per alcune delle aziende più innovative al mondo, tra cui banche, assicurazioni,
case farmaceutiche, etc. Abbiamo costruito un framework proprietario di Natural Language Processing che, sfruttando
l’intelligenza artificiale, è in grado di comprendere le informazioni nel testo o nella voce in maniera completamente
automatica: grazie a questo framework aiutiamo le aziende ad automatizzare conversazioni, efficientare processi,
alleggerire il customer care ed ingaggiare i clienti in maniera super personalizzata. Il nostro team è formato da 20
persone e operiamo sia in Italia che all’estero. Tra il 2017 e il 2020 siamo stati scelti due volte come rappresentanti della
delegazione delle start-up italiane al CES di Las Vegas e abbiamo vinto tre riconoscimenti del premio Gaetano Marzotto
– tra i più importanti nel panorama dell’innovazione.