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venerdì, Luglio 31, 2026

Le tappe del roadshow “Your Heart Matters”

Da Pisa a Lecce, passando per Bologna, Torino, Brescia e Napoli: queste sono state le tappe del roadshow “Your Heart Matters, l’iniziativa europea di Medtronic, azienda leader di Healthcare Technology, realizzata in collaborazione con alcune strutture ospedaliere e universitarie di eccellenza.

Rivolta ai professionisti sanitari nel campo della cardiologia strutturale, l’obiettivo della campagna è stato quello di promuovere la formazione continua sulle tecniche interventistiche più recenti e sulle tecnologie più innovative. All’interno dell’unità mobile “Your Heart Matters”, cardiologi e infermieri specializzati hanno avuto l’opportunità di ampliare le proprie competenze sulla terapia TAVI, partecipando a simulazioni e workshop pratici che hanno riprodotto fasi essenziali del percorso diagnostico e terapeutico per i pazienti affetti da stenosi aortica (SA) severa.

“Your Heart Matters è un progetto estremamente innovativo in termini di Medical Education & Training, che si pone l’obiettivo di portare formazione agli operatori sanitari con lo scopo di migliorare sempre di più l’assistenza ai nostri pazienti. Con questo roadshow, Medtronic Italia vuole confermarsi come partner di eccellenza dei nostri clinici per garantire il miglior utilizzo delle nostre terapie innovative e dare al paziente finale il miglior risultato possibile in termini di salute – spiega Stefano Lusian, Responsabile della Divisione di Cardiologia Strutturale di Medtronic Italia -. ‘Educare connettere e innovare’ sono i tre pilastri fondamentali di questa iniziativa itinerante che si pone come ulteriore obiettivo quello di creare connessione fra tutti gli stakeholder coinvolti nella gestione delle terapie cardiovascolari. Noi crediamo sia fondamentale il dialogo tra Hub e Spoke, tra medici e infermieri, tra operatori sanitari e produttori di devices clinici, per far sì che l’innovazione arrivi sempre in maniera più efficace ai nostri pazienti. Innovare è fondamentale per Medtronic, ma innovazione non significa solo tecnologia, significa anche l’implementazione di pratiche sostenibili che portano benefici a lungo termine a tutti gli operatori coinvolti: pazienti, clinici e istituzioni sanitarie”.

In Italia, la stenosi aortica rappresenta la valvulopatia più diffusa che richiede interventi chirurgici o transcatetere. La sua incidenza sta rapidamente aumentando, principalmente a causa della degenerazione calcifica che colpisce una parte significativa della popolazione anziana. Senza trattamento, circa il 50% dei pazienti affetti muore entro due anni.

L’introduzione della valvola aortica transcatetere (TAVI) è stata inizialmente concepita come alternativa alla sostituzione valvolare aortica mediante cardiochirurgia tradizionale. Tuttavia, i risultati positivi e la minore invasività della procedura hanno notevolmente ampliato il numero di pazienti candidati: attualmente, l’indicazione si estende ai pazienti di età superiore ai 75 anni, e a quelli con significative comorbidità. È probabile che questo bacino si allargherà ulteriormente e che il numero di interventi TAVI raggiungerà e supererà a breve quelli tradizionali.

La prima tappa dell’unità mobile attrezzata si è svolta il 4 giugno a Pisapresso la Scuola Superiore S. Anna, nell’area del CNR. L’evento è stato organizzato insieme al Dott. Sergio Berti, Direttore della Cardiologia Diagnostica e Interventistica dell’Ospedale Monasterio di Massa, che ha illustrato l’importanza dell’innovazione nella gestione della stenosi valvolare aortica: “La stenosi valvolare aortica sta emergendo come una patologia significativa, principalmente a causa della sua natura degenerativa e dell’invecchiamento della popolazione. Attualmente, la sua prevalenza è leggermente superiore al 3% nella popolazione over 75 anni. Non tutti i pazienti necessitano di un intervento; le indicazioni riguardano quelli con stenosi valvolare aortica severa sintomatica. Secondo l’Haute Autorité de Santé francese, la necessità di terapia è di circa 400 interventi per milione di abitanti. L’intervento TAVI viene eseguito in anestesia locale, ed è il risultato di una rigorosa pianificazione e di una minuziosa simulazione personalizzata in fase pre-operatoria della procedura, che minimizza il margine di errore, e della formazione degli operatori che la svolgono. Questo approccio ha portato ai risultati attuali, caratterizzati da una bassa incidenza di complicanze e tempi di dimissione entro la prima o seconda giornata post-intervento”.

La seconda tappa si è tenuta mercoledì 5 giugno a Bologna, in occasione del congresso mondiale di cardiochirurgia delle patologie cardiache congenite e del congresso SICP – Società Italiana Cardiologia Pediatrica. Nel pomeriggio, è stato organizzato un workshop pratico in Interventional Cardiology con il Prof. Massimo Chessa, rivolto a giovani cardiologi interventisti e cardiochirurghi.

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Alice Gipponi

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