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sabato, Luglio 13, 2024

Amelie, “il giardino segreto” e la speranza di altri bambini

E’ passato più di un anno dalla scomparsa dell’undicenne bollatese Amelie e il progetto “Ritrovarsi” è giunto al termine.  Tre insegnanti  dall’ inizio dell’anno scolastico, si sono ritrovate ogni venerdì con i ragazzi, che hanno avuto modo di conoscerla, per passare del tempo insieme, pensando a lei. L’hanno fatto nel loro tempo libero, non in orario scolastico, i bambini con cui ha trascorso la scuola primaria e quelli delle medie, che l’hanno conosciuta per quasi un anno, in tutto circa 30 persone. Dopo la mostra dei lavori in biblioteca gli incontri sono proseguiti per la seconda parte del progetto. Le insegnanti Rachele Puleo, Alessandra Spallino e Donatella Malgrati e i ragazzi hanno preso spunto da uno dei libri amati da Amelie, “Il giardino segreto” di Burnett.

«Dentro ognuno di noi c’è il nostro giardino segreto. È il nostro luogo interiore, è il nostro spazio intimo, è ciò che ci caratterizza, è ciò che ci rende unici e speciali», spiegano i genitori di Amelie, Katharina e Gianni. Il punto di partenza sono stati degli oggetti di Amelie, una magliette, l’astuccio, la sua collana e tanti altri ancora. «Gli amici di Amelie, oltre che compagni di classe, hanno scelto un oggetto e hanno iniziato a scrivere le loro riflessioni, entrando in contatto soprattutto con se stessi.

Il giardino segreto si è sviluppato quindi in un percorso interiore di ogni studente, che attraverso le proprie emozioni, sentimenti, nati da un ricordo, sono diventati degli scritti. I ragazzi rileggendo e ascoltando tra di loro quanto scritto, si sono accorti di essere andati nel profondo di se stessi e di avere scoperto tante cose. E’ stato un lavoro creativo, non psicologico. E’ emersa spiritualità e sono emerse situazioni della famiglia, emozioni… hanno proiettato loro stessi sull’oggetto che aveva evocato il ricordo. Un lavoro di grande valore filosofico, senza troppi filtri. Da una perdita è nata energia, autostima, forza e voglia di fare, proprio come era Amelie, che praticava nuoto, suonava il pianoforte, danzava ed andava a cavallo», spiega la docente Rachele Puleo.

«E’ stata un’iniziativa piacevole ed importante, per i ragazzi, i genitori e noi, la famiglia di Amelie. Siamo contenti di come i suoi compagni di scuola siano riusciti a guardare dentro il loro “Giardino segreto” e a conoscersi un po’ meglio. La perdita di nostra figlia è stata dolorosa, difficile da accettare, ma tutto quello che sta succedendo ora, ci conforta. Da quello che abbiamo visto e ci è stato detto, questa esperienza di sguardo interiore è servita molto ai ragazzi. Non è psicologia o psicanalisi ma qualcosa che va oltre. Ci piacerebbe che il “giardino segreto” diventi un progetto da portare nelle scuole: una tragedia può trasformarsi in un’opportunità, in una occasione per generare energia, legami e che sia un momento di crescita per i ragazzi.

Vorremo fare un appello alle istituzioni e ai Comuni, di prendere in considerazione questi progetti, non soltanto con la copertura da volontari. Bisogna dare spazio al giardino segreto di ciascun bambino, attraverso momenti di creatività, riflessione. Con il distanziamento sociale e la digitalizzazione degli ultimi anni, la necessità di favorire la resilienza psicologica a sostegno della capacità di riconoscere, elaborare e gestire le proprie emozioni, al fine di ritrovare l’equilibrio per crescere una generazione empatica, è ormai indiscusso» concludono i genitori Katharina e Gianni.

«Oggi gli Amici di Davide il Drago odv che sin da quando era alla scuola materna hanno potuto conoscerla, in accordo con i genitori hanno aperto un nuovo progetto “Il Volo di Amelie” dove possiamo ricevere donazioni da privati ed aziende per poter soddisfare le necessità delle piccole associazioni che continuiamo a seguire nella Mission della ns. associazione.

Chi donerà, potrà anche ricevere una lettera di donazione che fiscalmente è deducibile dalle tasse del prossimo anno 2024 essendo noi un’associazione di Volontariato Odv iscritta al Runs», concludono dall’associazione www.davideildrago.it

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amelie
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