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sabato, Luglio 11, 2026

Diversity Media Awards 2023, le diversità nei media italiani

Diversity Media Awards 2023, la ricerca annuale sulle diversità nei media italiani di informazione

Per Milano questo evento “è una bella tradizione, e dire tradizione da un lato suona positivo perché significa che è qualcosa che è entrato nelle corde di Milano, ma dall’altro fa capire come il percorso sia ancora lungo e ci sia ancora tantissimo da fare.

Ma non ci si deve mai scoraggiare, bisogna continuare a lottare”, ha sottolineato il sindaco di Milano Giuseppe Sala in occasione della presentazione, l’11 maggio a Palazzo Marino, dei risultati del DMR (Diversity Media Research): la ricerca annuale sulla rappresentazione delle diversità nei media italiani di informazione (i 7 principali TG nazionali) e intrattenimento (film, serie tv italiane, serie tv straniere, serie kids, programmi tv, programmi radio, podcast e mondo digitale).

Una ricerca promossa e condotta dalla Fondazione Diversity, in collaborazione con
l’ Osservatorio di Pavia, con 2B Research e con un Comitato Scientifico proveniente dalle maggiori università nazionali, affiancati quest’anno anche dal Security Check Commiteee composto da esperti delle diverse aree della diversity, e ampliata anche con il Diversity Media Representation Impact, ovvero un’analisi di scenario sulle “diete  mediatiche” del pubblico italiano.

Anche quest’anno, come ormai dal 2016, a conclusione del Diversity Media  Research i prodotti mediatici risultati più inclusivi entrano in nomination per i Diversity Media Awards 2023, il primo riconoscimento europeo che premia personaggi e contenuti mediali che si sono distinti per aver rappresentato e valorizzato persone legate a temi di genere e identità di genere, orientamento sessuale e affettivo, età e generazioni, etnia, disabilità e aspetto fisico.

A presentare quanto emerso dalle ricerche Francesca Vecchioni (Presidente di Fondazione Diversity) che si dice onorata del sostegno istituzionale ricevuto fin dagli inizi sia dal Comune di Milano (assessorato al Wellfare e Salute) sia dalla Comunità Europea (rappresentanza a Milano).

Inoltre poiché “i Diversity Media Awards non possono essere un dialogo in una bolla ma un dialogo diretto a tutte le persone, anche a quelle che spesso non hanno familiarità con i temi dell’inclusione” ha espresso gratitudine a Stefano Coletta (Direttore di Rai Intrattenimento Prime Time) che, sensibile all’argomento dell’inclusione, porterà in onda, il 1° luglio su Rai 1, in seconda serata, la registrazione della serata evento, condotta dagli attori Matilda De Angelis e Alberto Boubarak Malanchino, Diversity Media Awards 2023 che
si terrà il 21 giugno al Teatro Lirico di Milano.

“Sono sempre più convinto di aver iniziato questa collaborazione dallo scorso anno, anche se forse in maniera tardiva essendo già alla sua settima edizione. Ritengo importante che il servizio pubblico crei un’alfabetizzazione rispetto a queste tematiche in quanto c’è molta ignoranza rispetto alla diversità lata, c’è molto pregiudizio”, ha affermato Stefano Coletta, in collegamento streaming, “si tratta di un dovere del servizio pubblico aumentare le ore di programmazione che possano essere oggetto neutro di racconto rispetto al quale l’inclusione può diventare un valore molto largo, proprio in tutte le direzioni che il premio affronta.

Il servizio pubblico può e deve essere dimora di inclusione in quanto parla anche dove è impossibile parlare di determinati argomenti e davvero può riempire i non detti che sono le sentenze più maligne
di pregiudizio rispetto a essere diversi in tante direzioni.”

A illustrare quanto è emerso dall’analisi dei 7 principali telegiornali italiani, trasmessi la sera all’ora di cena, Monia Azzalini (Osservatorio di Pavia) che ha spiegato: “attraverso delle key words (quest’anno più di 500), andiamo a cercare le notizie che in qualche modo interessano temi e persone pertinenti le sei aree di diversity”.

Maria Luisa Bionda (2B Research) ha invece fatto luce su una nuova e significativa parte di ricerca che riguarda lo spettatore in quanto, come ha spiegato Francesca Vecchioni: “la nostra ricerca nasce dall’esigenza di influenzare positivamente l’immaginario collettivo perché è nell’immaginario collettivo che si insidiano gli stereotipi negativi, i pregiudizi e le
discriminazioni e quindi ci mancava quel tassello.”

Una ricerca basata su interviste per cercare di capire se lo spettatore è attento a questi temi e chi è quello più attento, che cosa sa e cosa percepisce attraverso i media. Per questo racconta Maria Luisa Bionda “abbiamo fatto una ricercona, abbiamo rappresentato in micro, 1000 casi, gli abitanti della nostra penisola con nord, sud e isole in modo proporzionale come ci dice l’Istat”.

Dalla Fondazione Diversity arriva dunque un grande contributo per la diffusione  dell’importanza dell’inclusione e per lo smantellamento di molti pregiudizi nei confronti del “diverso”.  Il report esteso, pubblicato dalla Fondazione Diversity, è scaricabile gratuitamente sul sito: www.diversitymediaawards.it

Sul sito si trovano anche le nomination e chi lo desidera, fino al 4 giugno, può partecipare alla votazione che porterà alla vittoria un prodotto mediatico per categoria. Appuntamento dunque il 21 giugno al Lirico di Milano e l’1 luglio su Rai 1, per scoprire i vincitori dei Diversity Media Awards 2023

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Elena Gaggini

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