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sabato, Settembre 19, 2026

Carlo Cottarelli ospite a Che tempo che fa : “Darò le dimissioni”

‘C’è in questo momento storico un’estrema conflittualità tra le due parti, non è propriamente nelle mie corde’

‘Forse nel mio piccolo posso svolgere un ruolo più utile al Paese, tornando a fare il ‘grillo parlante’, il divulgatore

C’è stata una novità, mi è stato chiesto di fare una cosa molto importante, molta bella; l’Università Cattolica mi ha chiesto di andare a dirigere un programma per l’Educazione nelle Scienze Economiche e Sociali rivolto agli studenti delle scuole superiori. Io andrei a farlo naturalmente gratuitamente, questa è una cosa che si fa per spirito di servizio. Questo programma consiste nell’avere 15 -20 personaggi senior che hanno avuto una carriera brillante, io li chiamo Senatori della cultura per semplificare, che andrebbero a visitare tutte le scuole d’Italia a parlare di economia, di diritto, di Costituzione, di come si comunicano queste cose. Io coordinerei questo e parteciperei anch’io a questo programma.

Questa cosa purtroppo non è compatibile col Senato. Ho deciso quindi di rinunciare alla posizione di Senatore, così dare le dimissioni nella prossima settimana”. Così Carlo Cottarelli ospite a Che tempo che fa su Rai3. “Naturalmente il processo è piuttosto lungo, perché le dimissioni devono essere accettate. Di norma la prima votazione, che come tutte le votazioni è a scrutinio segreto, di prassi viene rigettata come gesto di cortesia. Io la decisione l’ho presa perché mi sembra una cosa importante questa da fare, molto utile al Paese”.

“Pensavo ci fosse un atteggiamento meno conflittuale”

C’è in questo momento storico un’estrema conflittualità tra le due parti; ad esempio, è prassi che le minoranze presentino emendamenti, io li ho visti quasi sistematicamente rigettati anche quando ci sarebbe da discutere della sostanza; d’altro canto, le minoranze spesso propongono emendamenti in qualche modo soltanto per fare ostruzionismo. Non è una critica che faccio ai miei colleghi, è possibile che in questo momento storico non ci sia altro modo di fare le cose, però non è propriamente nelle mie corde. Pensavo ci fosse un atteggiamento meno conflittuale.

C’è un altro aspetto: prima di entrare in Senato, credo di aver svolto nel mio piccolo un ruolo utile, anche venendo qui in questa trasmissione per parlare di come stavano le cose. Questa cosa è molto più difficile da fare, da una parte tendo inevitabilmente ad autocensurarmi. L’altra cosa, è che anche le cose che rimangono ‘la verità’ sono viste come espresse da qualcuno che ha in testa un cappello di partito. Essere uomo di parte dà meno credibilità (alle cose che dico). Forse nel mio piccolo posso svolgere un ruolo più utile al Paese, tornando a fare il ‘grillo parlante’, il divulgatore”.

Il ruolo del merito

Io stimo molto Elly Schlein e credo stia facendo la cosa giusta nello spostare il PD un po’ più verso sinistra, andando a rappresentare una parte sociale che forse adesso è poco rappresentata; la questione è la mia posizione. Ci sono chiaramente delle differenze adesso che si sono create col PD, una di queste è il ruolo che il merito deve avere in una società e nell’economia. Nel documento di valori del PD del 2008 il ruolo del merito era molto enfatizzato, nei più recenti documenti, quello di fine gennaio e nella mozione di Elly Schlein è scomparso, addirittura si critica un po’ il criterio del merito. 

Non c’è vincolo di mandato, a me non sembra giusto (cambiare gruppo parlamentare, ndr) nonostante mi siano fatte delle offerte di spostarmi ad altri gruppi, non dico da chi ma è abbastanza intuitivo, non dalla maggioranza e non dai 5 Stelle. È giusto che quel seggio torni al PD; fra l’altro, la prima non eletta è una persona molto brava, Cristina Tajani, che insegna al Politecnico di Milano e credo sia anche abbastanza vicina all’area di Elly Schlein, è una donna, quindi si migliora anche la parità di genere. Non ho ripensamenti, credo che questa sia la soluzione migliore per tutti”.

CarloCottarelli
CarloCottarelli

Le tempistiche

Devo capire la procedura, non l’ho mai fatta, credo che per martedì, mercoledì, giovedì, questa settimana senz’altro. Ne ho parlato martedì scorso con Elly Schlein, ho informato anche il Capogruppo Boccia, ne ho parlato col Presidente del Senato.

C’erano alcune cose da chiarire che si sono chiarite venerdì, poi ho passato ieri e oggi a parlare con una quarantina di persone, mi scuso con alcuni Senatori del PD che non sono riuscito a contattare ma prima di entrare qui ho mandato un WhatsApp a tutti, quindi non è una sorpresa completa. L’ho detto anche a Enrico Letta, lui è stato uno dei primi all’epoca dell’intervista al Corriere che mi ha spiegato che non è un processo semplice, che dipende dal voto del Senato. Lui aveva consigliato di vedere qualcosa dall’Estero ma dall’Estero le cose non arrivano facilmente, questa cosa è arrivata al momento giusto, è un segno del destino evidentemente”.

Che tempo che fa

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