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giovedì, Aprile 18, 2024

Il Grechetto torna a Mantova: aperta la mostra “Un pittore di gran maestria”

Aperta la mostra-dossier di Palazzo Ducale di Mantova che svela la nuova grande tela di recente acquisto: Allegoria della casata Gonzaga-Nevers del Grechetto

“Un pittore di gran maestria. Il Grechetto torna a Mantova” è la nuova mostra-dossier di Palazzo Ducale – dal 22 aprile fino al 23 luglio 2023 – dedicata alla grande acquisizione dalla Direzione Generale Musei (Ministero della Cultura) per le collezioni del museo gonzaghesco.

Si tratta di una tela di ampie dimensioni (217.5 x 304.5 cm), capolavoro di Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto, maestro del Barocco italiano che lavorò per i Gonzaga-Nevers dal 1658.

L’opera si intitola Allegoria della casata Gonzaga-Nevers e testimonia una fase in cui il ramo cadetto subentrato ai Gonzaga nel governo della città, tentò di ridare fasto alle sale di Palazzo Ducale.

Grechetto_Mantova
Grechetto_Mantova

Il dipinto rimase in collezione privata fino a pochissimi mesi fa, quando Palazzo Ducale è riuscito ad assicurarsi l’opera, grazie alla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura.

La tela, che presenta una complessa e fastosa veste allegorica, che riconduce la celebrazione della casata Gonzaghesca nella presentazione delle età dell’uomo, è un’opera che come poche altre può illustrare la magnificenza del barocco e l’arte di un artista, il Grechetto, che nel Seicento lavorò nella natia Genova, a Roma, Venezia e in numerose altre città, fino a trasferirsi  a Mantova tra il 1661 e il 1664, data della sua scomparsa; un memoriale in stucco nel duomo cittadino ne ricorda la sepoltura.

Un pazzo furioso

“Della ricca produzione di opere che Grechetto realizzò per i signori di Mantova – afferma il direttore di Palazzo Ducale Stefano L’Occaso – nulla rimaneva in città; il ritorno della grande ‘Allegoria della casata Gonzaga-Nevers’ assume quindi un particolare valore simbolico, oltre a essere una delle acquisizioni più significative di sempre del Museo. L’impegno della Direzione Generale Musei perché l’operazione trovasse buon esito è la dimostrazione della centralità di Mantova nel sistema museale nazionale. Il Grechetto era un’artista tra i più stimati in Italia, anche se doveva avere un carattere particolare: era praticamente un pazzo furioso, alla pari del fratello Salvatore chiamato a Mantova il «pittore pazzo»”.

A corredo del percorso espositivo saranno presentati alcuni ritratti gonzagheschi: quelli di Isabella Clara d’Austria, committente dell’opera, di suo marito Carlo II e del figlio Ferdinando Carlo, che sarà l’ultimo duca della casata a governare su Mantova. Queste opere sono in prestito dalla Fondazione di Palazzo D’Arco e da un’importante collezione storica.

A curare l’illuminazione delle opere il light designer Francesco Murano, tra i più noti progettisti di luci per le esposizioni d’arte in Italia.

Al termine dell’esposizione la grande tela (le cui dimensioni sono 217.5 centimetri di altezza per 304.5 centimetri di larghezza) verrà spostata nell’Appartamento di Vincenzo I in Corte Vecchia, sempre all’interno del percorso di visita di Palazzo Ducale, per essere inserita in un nuovo allestimento dedicato alle collezioni seicentesche.

Visite guidate

La mostra sarà accompagnata da un servizio di visite guidate su prenotazione con partenza a orario fisso tutti i venerdì pomeriggio alle ore 14.30 e 16.30 e sabato alle ore 9.30, 11.30, 14.30, 16,30 a partire dal 28 aprile.

Il percorso guidato, a cura del personale di accoglienza di Palazzo Ducale, approfondisce l’epoca di Carlo II Gonzaga-Nevers e in particolare la sua committenza artistica, concludendosi con una visita alla mostra dossier davanti al dipinto del Grechetto. Per partecipare al percorso occorre prenotarsi via telefono allo 0376 352100, numero attivo dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 13. La mostra sarà infine corredata da una serie di conferenze dedicate al Barocco a Mantova, illuminando i fasti dei grandi spettacoli, della musica, del teatro, degli apparati effimeri che caratterizzarono quell’epoca, il Seicento.

www.mantovaducale.beniculturali.it

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