La generazione del maggio ’68 venne dilaniata da 247 aggressioni neofasciste e 147 attentati dinamitardi nel solo 1969: era l’alba della strategia della tensione.
Cinquantadue anni fa, l’Italia visse l’equivalente traumatico americano dell’assassinio di Kennedy: la bomba in piazza Fontana. Neanche tre giorni dopo la strage di Stato, era già mediaticamente pronto il colpevole perfetto, ‘il mostro dinamitardo’ da dare in pasto ai pennivendoli e ai benpensanti: il ballerino anarchico Pietro Valpreda.
Insieme ad altri quattro ragazzi romani, tra i 19 e i 25 anni, venne prelevato e schiaffato in
isolamento nel carcere di Regina Coeli.
Rimase in carcere trenta mesi, privo di un regolare processo, vittima di un castello di accuse premeditate, montate a farsa. Dietro le sbarre provarono a seppellirlo vivo e suicidarlo.
Eppure, lui scrisse disperatamente pile di quaderni, registrando tutti i particolari e gli elementi probanti della sua innocenza, per non dimenticare niente. E danzò, per tenere i muscoli e la mente in allenamento.
TEATRO ELFO PUCCINI, corso Buenos Aires 33, Milano – Mart/sab. ore 19.30; dom. ore 15.30 – Durata: 1 ora 10 – Prezzi: intero € 34 / 25 anni 65 anni €18 / online da € 16,50 –
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
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