Cosa accade quando un’antica conoscenza, quale l’astrologia, viene asservita alla politica?
A chiederselo è lo scrittore Andrea Paggi, uscito sul mercato editoriale in questo autunno con La società zodiaca, edito da Alter Erebus.
In un momento storico in cui il filone della distopia è tornato ad attirare l’interesse dei lettori, questo romanzo nasce da un’idea originale che si rifà ai grandi libri distopici del ‘900 e dona al lettore la possibilità di riflettere sulle possibili conseguenze del vivere un mondo complesso e tecnologicamente superiore, che puntualmente disattende le promesse di serenità e benessere.
“Da amante dei romanzi distopici – ha dichiarato Paggi – mi ritrovo spesso a fantasticare su possibili scenari futuri e, l’idea di un mondo dove il nostro posto venga stabilito in base al segno zodiacale d’appartenenza, mi è parsa lo spunto di un libro che avrei voluto leggere. In seguito il romanzo si è scritto da sé: è bastato scovarne i personaggi, osservarli volteggiare tra i palazzi di Firenze, collocarli nel 2040 e annotare il tutto in dodici capitoli. E debbo ringraziarli, perché in effetti ne è uscito il libro che avrei voluto leggere”.
Due i possibili scenari ipotizzati dall’autore e che fanno da sfondo a un thriller dai ritmi serrati: il primo, dove causa la scarsità di fonti energetiche e materie prime, si assiste a un lento ritorno a un’epoca antecedente la prima rivoluzione industriale, nonostante corra l’anno 2040; un secondo scenario dove invece la tecnologia, grazie all’intelligenza artificiale, raggiunge il punto di massimo splendore, che obbliga l’umanità a farsi da parte e farsi governare dalla propria creazione, come era già avvenuto con molte divinità nel corso della storia.
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