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lunedì, Giugno 17, 2024

“Viola come il mare”: da venerdì 30 settembre su Canale 5

Di che colore sono le persone? Le persone sono colorate, almeno per me. Mi chiamo Viola e questa è la storia del mio ritorno a Palermo. Qui ogni cosa è più potente: l’arte, la natura, la storia. Ma la cosa più potente sono le emozioni delle persone e io le vedo attraverso i colori che mi trasmettono.

Si chiama sinestesia… Volete un esempio? Ecco, vedete quella mamma che sgrida il suo bambino? Io vedo RABBIA. GIALLO RABBIA. Direte… facile! Ma io non vedo la rabbia della mamma… vedo quella più nascosta… Io vedo la rabbia del bambino.
E quei due ragazzi che si baciano laggiù? ROSSO. No… non è passione. È VERGOGNA. Uno di quei due innamorati… sta mentendo. E a giudicare dall’occhietto che mi sta facendo lui, sappiamo anche chi.

Al via, venerdì 30 settembre in prima serata su Canale 5, la nuova serie tv “Viola Come Il Mare” che vede protagonisti Francesca Chillemi e Can Yaman.
Coprodotta da Rti e LuxVide e diretta da Francesco Vicario, Viola come il mare è una serie light crime in 6 serate, tratta dal romanzo Conosci l’estate? Di Simona Tanzini.

Sinossi

I personaggi

Francesca_Chillemi
Francesca_Chillemi

Viola Vitale (Francesca Chillemi) ha trent’anni, una bellezza prorompente e un superpotere particolare. Sente o meglio vede i sentimenti degli altri attraverso i colori. Si chiama sinestesia, è la sovrapposizione spontanea e incontrollata di più sensi, che nel caso di Viola le permette di associare colori specifici alle emozioni delle persone.
La sinestesia sarà per lei un valore aggiunto. Perché il colore della persona che ha di fronte le racconta qual è il suo sentimento dominante in quel momento, la sua attitudine verso la vita. E l’attitudine verso la vita, le sensazioni più nascoste dell’animo umano, sono informazioni utili da conoscere, se stai cercando un assassino.

Can_Yaman
Can_Yaman

Viola, infatti, giunta a Palermo per occuparsi di costume e società, diventerà invece giornalista di cronaca nera. Lavorerà a stretto contatto con l’affascinante ispettore capo Francesco Demir (Can Yaman), come una sorta di profiler da serie tv americana, ma molto meno affidabile e più allegra.

L’elemento ricorrente

Casi di omicidio, caratterizzati dalla presenza di un elemento ricorrente, un leitmotiv: l’insensatezza. Perché apparentemente non hanno una spiegazione, ma sembrano frutto della casualità, della banalità del male. Colpiscono vittime nel pieno della loro vita, dei loro progetti e spezzano le speranze di uomini e donne inconsapevoli.
Viola cercherà un senso in quei complessi racconti umani, cercherà giustizia per le vittime e, nel farlo cercherà un senso anche per se stessa.

Il suo viaggio a Palermo, infatti, nasconde una ragione più importante e misteriosa: cercare il padre che non ha mai conosciuto e che, forse, è l’unica persona che può salvarla. La strada però è lunga. Viola deve trovare il modo di collaborare con Francesco Demir, con cui non condividerà soltanto le scene del crimine, ma anche un meraviglioso terrazzo con vista sulla Cattedrale Normanna.

viola_come_il_mare
viola_come_il_mare

Ogni puntata, un nuovo omicidio su cui indagheranno entrambi, lei come giornalista di nera, lui come poliziotto. Dapprima su fronti opposti, poi sempre più dalla stessa parte. Perché tra Viola e Francesco nascerà una vera collaborazione. Una collaborazione non facile. Demir è abituato a ragionare solo con la sua testa e Viola è abituata a dire sempre la sua. Lei si fida di tutti, lui non si fida di nessuno, lei cerca il dialogo, lui tira un pugno, lei si basa sulle emozioni, lui solo sulle azioni. Bisogna trovare un equilibrio, ma, soprattutto, bisogna resistere a quell’invisibile filo d’attrazione che da subito li lega.

Palermo e la Sicilia

Tra i casi di omicidio e la ricerca del padre, tra il duro lavoro in redazione e la difficile collaborazione con Francesco, Viola scoprirà la vera anima di Palermo, una città caotica ma proprio per questo bellissima. Verrà travolta dai profumi delle zagare e dei mercati, dalle sfumature del mare e della terra, dalle passioni dei siciliani, che vivono tutto con più energia.

Una Sicilia del tutto inedita. Non quella della mafia o della burocrazia che non funziona, ma la Sicilia più bella, crocevia di culture diverse, che l’hanno plasmata dall’antichità fino ad oggi e l’hanno resa un luogo privilegiato di incontro. Sarà proprio questa terra unica a ricordare a Viola la sua vera natura, che è la stessa di ogni essere umano. Per vivere davvero, bisogna lasciarsi travolgere dalle emozioni delle persone. Perché è solo quando apri la porta e lasci entrare gli altri che smetti di sopravvivere e inizi a vivere.

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