25 C
Milano
mercoledì, Luglio 29, 2026

L’acqua le bagna come il vento le calpesta di Picariello

LABS Contemporary art presenterà L’acqua le bagna come il vento le calpesta, personale dell’artista Dario Picariello con tre installazioni

In mostra verranno presentate tre grandi installazioni inedite della serie Cicli, produzione avviata nel 2020 che prende spunto dalle tradizioni dei canti popolari meridionali. Il percorso della mostra è accompagnato da un testo critico di Eugenio Viola, Capo-curatore del Museo de Arte Moderno de Bogotá – MAMBO, Colombia e prossimo curatore del Padiglione Italiano alla Biennale d’Arte del 2022.

L’acqua le bagna come il vento le calpesta: le tecniche utilizzate

Gli interventi installativi, realizzati con diversi materiali e tecniche, sono messi in mostra grazie all’impiego di attrezzatura del backstage fotografico, come ombrelli o stativi. L’attenzione è rivolta al medium fotografico, ponte di unione tra il passato e presente: le immagini fotografiche vengono modificate digitalmente, trasferite con acidi su tessuti oppure stampate su carta blueback fatta a striscioline, per essere poi utilizzata per ricamare parole, secondo pattern decorativi di abiti cerimoniali o immagini naturali.

L’acqua le bagna come il vento le calpesta: i tre lavori dell’artista

I canti selezionati per questa occasione hanno origini e periodi differenti; a intrecciarli il tema comune della violenza, sia essa fisica, verbale o psicologica. Ogni opera racconta una difficile problematica, presentata attraverso brevi versi intrecciati su tessuti.
Il primo lavoro, Cinquantaquattro, riprende un canto tradizionale orale nell’Alto Jonio Cosentino per mostrare le difficili condizioni di lavoro dei braccianti nei campi. Il lavoratore, disposto a sottoporsi a dure fatiche, pur di non perdere la propria occupazione, unica fonte di sostentamento per tutta la sua famiglia, crea un rapporto di “dipendenza” con il proprietario terriero.
L’opera intitolata Le buone misure riprende i versi di A Partannisa, canto di ragazze nella raccolta delle olive, antichissima canzone popolare siciliana. Un appello di una ragazza che prega la mamma di non mandarla al mulino per non sottostare agli abusi del mugnaio.
La terza installazione, infine, mette in scena una relazione amorosa mai consumata e giunta a un capolinea.

La mostra si conclude con l’esposizione di due fotografie esposte come una sorta di polittico. Le immagini presentate sono il risultato di un procedimento digitale: la fotografia viene letta da un software non adatto a codificarne il formato digitale originale, producendo un errore, o glitch. L’immagine ottenuta viene stampata a contatto su carta, restituendoci apparizioni che si collocano in una spazialità indefinita e vibrante.

Informazioni

Tel. +39 348 9325473 | 051 3512448  info@labsgallery.it  www.labsgallery.it

Per altre notizie riguardanti il tema cultura Dietro la Notizia

 

quotidiano online

Alice_Gipponi
Alice Gipponi

Articoli

- Advertisement -spot_img

Ultimi Articoli