“Nel Vuoto”- Diretta Streaming

-Fabrizio-Sinisi-©LucaFiore-
-Fabrizio-Sinisi-©LucaFiore-

Giovedì 30 luglio alle ore 18.00 sulla pagina FB dell’Associazione Culturale LAB121 facebook.com/LAB121 andrà in diretta streaming NEL VUOTO un progetto artistico a partire dall’omonimo testo scritto da Fabrizio Sinisi.

Un testo che riflette sulla dimensione straniante dell’isolamento durante il lockdown e che butta uno sguardo carico di desiderio sul nuovo che verrà.

Un autore (Fabrizio Sinisi), un regista (Claudio Autelli), un’attrice (Anahì Traversi), un sound designer (Gianluca Agostini) e una video maker (Chiara Caliò), trovatisi durante la quarantena improvvisamentecon il lavoro bloccato e il nulla attorno, hanno colto la bellezza di questo testo struggente per sperimentare un nuovo linguaggio, un nuovo modo di raccontare.

Un progetto nato dentro le mura delle proprie case e concluso appena le città si sono riaperte. Per questo gruppo artistico, la realizzazione di questo progetto è stata l’occasione di una profonda condivisione, ognuno di loro ha cercato di elaborare il vuoto che li stava circondando nei giorni d’isolamento forzato, facendo sentire tutti più vicini e più forti nel costruire qualcosa insieme.

Gli artisti che hanno realizzato questo lavoro, prima del lockdown hanno trascorso un lungo periodo in sala prove per la realizzazione di uno spettacolo il cui debutto è stato posticipato a settembre al Festival di Asti a causa dell’emergenza sanitaria, un lavoro dal titolo emblematico considerando il periodo: “La fine del mondo”.

Note dell’autore
‘Nel vuoto’ è un testo scritto come davanti a un muro – il muro di silenzio, di sospensione, di imminenza di cui abbiamo fatto esperienza durante i giorni del lockdown. Il muro diventa un oracolo: il luogo astratto di un incontro, di una condivisione, di una comunità. La giovane donna che parla nel testo è il primo esponente di questa nuova comunità, una diversa generazione di esseri umani che nel vuoto spera un traghettamento verso il nuovo, qualunque forma abbia. Questo testo si presenta quindi anche come una specie di preghiera: perché il tempo non continui ad avvitarsi su se stesso ma scatti in avanti, trasformi le cose, ci porti non nella ripetizione stanca del presente, ma nel vero futuro”.
Fabrizio Sinisi