Diabete: progetto formativo itinerante di AMD

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Per molti di loro la cura non funziona, eppure il 30% dei pazienti diabetici  resta in una situazione di stallo, dove terapie a base di farmaci ipoglicemizzanti potenzialmente pericolosi non lasciano il passo ai medicinali innovativi, non solo più efficaci ma anche più maneggevoli e sicuri.

L’armamentario farmacologico oggi disponibile è molto ampio e un suo impiego più appropriato permetterebbe di ridurre il pesante impatto socioeconomico del diabete, patologia che interessa l’8% della popolazione italiana, tra le principali cause di dialisi, amputazione degli arti, cecità ed eventi cerebro e cardiovascolari.

Con l’obiettivo di aggiornare in proposito lo specialista, così come il medico di medicina generale (MMG), e di rinsaldare il fondamentale gioco di squadra tra i due, l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) lancia un nuovo ciclo di incontri formativi:
“I bisogni di cura delle persone con diabete tra Inerzia Terapeutica e Alleanza con il MMG”.

Dopo il primo appuntamento, previsto a Roma il 29 e il 30 giugno, il progetto proseguirà con le tappe di Taranto (13 ottobre), Bologna (19 ottobre), Venezia (16 novembre), Salerno (12 gennaio 2019) e Torino (2 febbraio 2019).

Il nuovo progetto formativo di AMD intende quindi fornire una fotografia aggiornata dell’approccio terapeutico al diabete tipo 2 tra farmaci “nuovi” e “antichi”, e sensibilizzare i partecipanti su due importanti problemi: l’inerzia terapeutica da parte dei medici, che consiste nel mancato riadattamento della cura quando questa non risulti efficace, e la non aderenza alle cure da parte dei diabetici, la cui compliance nell’assunzione dei farmaci, secondo gli ultimi dati Osmed, è pari a circa il 60%, con conseguenti costi a carico del SSN dovuti a quel 40% di pazienti meno “disciplinati”.