14° edizione della Giornata Milanese di Chirurgia della Mano “La collagenasi”

14^Giornata milanese salute

Trattare il morbo di Dupuytren, patologia che porta alla flessione progressiva e permanente di una o più dita della mano, senza ricorrere all’intervento chirurgico.

È questo il file rouge della 14° edizione della Giornata Milanese di Chirurgia della Mano “La collagenasi: presente e futuro per il trattamento del morbo di Dupuytren” in programma il prossimo 11 marzo presso il Centro Congressi Le Stelline di Milano.

Il congresso, organizzato dal Professor Giorgio Pajardi, direttore dell’UOC di Chirurgia e Riabilitazione della Mano dell’Ospedale San Giuseppe Gruppo MultiMedica – Università degli Studi di Milano, vedrà la partecipazione dei principali esperti in chirurgia della mano, italiani e stranieri, per tirare le fila sull’impiego della collagenasi di clostridium histolyticum.

Si tratta di un enzima che permette, con una sola iniezione, di rompere la membrana di collagene provocata dal morbo di Dupuytren, ripristinando la funzionalità della mano in tempi brevi.

In dettaglio, questo trattamento, inventato dalla Professoressa Marie Badalamente e dal Professor Lawrence Hurst della Stony Brook University School of Medicine degli Stati Uniti – ospiti d’onore del congresso milanese – è ormai consolidato, a livello internazionale, come terapia d’elezione per questa patologia, una delle più comuni fra tutte le forme di deformità della mano.

«La collagenasi, nella maggior parte dei casi, porta a ottimi risultati clinici già il giorno seguente la prima iniezione ripristinando la normale estensione dell’arto e, di conseguenza, portando a un completo recupero delle normali funzionalità della mano – spiega la professoressa Badalamente -. Questo, grazie a una semplice seduta in cui lo specialista inietta l’enzima nel punto in cui è presente la corda distruggendola, senza dover sottoporre il paziente a un doloroso e, a volte, complesso intervento chirurgico».

Una terapia, quindi, che elimina il ricorso al bisturi anche se, in Italia – dove il trattamento è approvato e rimborsato in tutte le regioni – «alcuni specialisti preferiscono ancora procedere tramite la tradizionale incisione – spiega il professor Pajardi -.

Per questo, è necessario rendere consapevole il paziente stesso del fatto che l’intervento chirurgico non è più necessario. C’è chi sostiene che la terapia con collagenasi sia ancora sperimentale, che ci siano pochi studi sulla sua efficacia, ma non è assolutamente così; stiamo parlando di quasi dieci anni di studi supportati da numerosi casi trattati, solo il mio reparto è vicino a quota 1.000».

Al congresso, i responsabili dei diversi centri di chirurgia della mano italiani discuteranno della loro esperienza con la collagenasi, di eventuali criticità, delle modifiche apportate al trattamento e dei problemi riscontrati con la regione di riferimento.