La personalità di Paolo: cenni biografici

Paolo di Tarso

Cinzia Randazzo 

In questo contributo ci accingiamo ad illustrare la personalità di Paolo, dando in primis un quadro generale degli eventi più significativi della sua vita.

Paolo nacque a Tarso, nella Cilicia, certamente da famiglia benestante, da genitori giudaici che avevano la cittadinanza romana. Non è dato conoscere la data della sua nascita. Si può tuttavia arrivare ad un dato orientativo tentando di collegare tra loro due elementi, uno dalla lettera a Filemone (v.9) dove Paolo si dice “vecchio“, il che implica perlomeno sopra ai 60 anni, e che fa presumere la nascita in uno dei primissimi anni dell’era volgare, essendo la lettera a Filemone scritta  fra gli anni 61-63 d.C., ed uno dall’episodio della lapidazione di Stefano (At 7,58) che si può con sufficiente sicurezza approssimare nell’anno 36 d.C., ammesso che il giovane Saulo menzionato sia Paolo. Elemento questo molto probabile per il fatto che l’autore degli Atti è Luca, il più vicino collaboratore dell’apostolo nella sua attività missionaria.

Facendo le dovute considerazioni, si può supporre che al momento dell’episodio Paolo fosse molto giovane,cioè sui 30-35 anni. Dunque se si accoglie che Gesù era nato, con approssimazione, fra il 6 e il 5 anno prima dell’era volgare, ciò porta ad escludere che la nascita di Paolo si debba collocare dopo il 5 dell’era medesima. Questa pertanto non può che collocarsi tra il 1 ed il 5 dell’era volgare.

Dalla città natale Paolo giovanissimo andò a studiare a Gerusalemme, perciò nella prima adolescenza che si ritiene intorno ai 15 anni. A Gerusalemme, sotto la guida del fariseo Gamaliele, divenne un autorevole dottore della legge. Animato da viva e bruciante passione fu convinto assertore della legge farisaica con tutto il suo farciume di cui è già stato detto, e difensore tanto da essere in prima fila nella lotta del giudaismo contro l’eresia cristiana. Fu esso stesso persecutore e capo dei persecutori. Chiese al sinedrio di andare a Damasco per arrestare i membri della nuova e odiata setta onde portarli in giudizio. Questo dimostra quanto in Damasco fosse attiva una comunità cristiana. Sulla via di Damasco, la ormai celebre folgorazione che capovolse la vita e le convinzioni di Paolo, trasformandolo da persecutore in Apostolo, e che razza di Apostolo!.

Convertito, Paolo entra in Damasco. Battezzato accoglie la nuova Fede e si dà subito alla predicazione per un breve periodo nella città medesima, dopo lo troviamo in ritiro in Arabia, indi di nuovo a Damasco. Il tutto nel giro di tre anni circa. Predica, prega e lavora tessendo tele, arte ereditata dalla famiglia; lavora anche perchè la sua indole retta non gli consente di stare a carico dei fratelli. Compie dopo un viaggio a Gerusalemme, dove si intrattiene una quindicina di giorni incontrandosi con Pietro.

Successivamente si reca a Tarso attraversando Cesarea dove opera attivamente, sino a quando Barnaba viene a prelevarlo per condurlo ad Antiochia di Siria. Qui soggiorna per un anno intero, cioè fino al suo nuovo viaggio a Gerusalemme del 44 d.C.; viaggio definito  “delle collette” (Atti 11,27-30): i cristiani di Antiochia avevano raccolto aiuti per i fratelli di Gerusalemme che, a causa di una carestia, si trovavano in stato di bisogno ed avevano quindi ritenuto inviarli per mezzo di Barnaba e Paolo.