di Stefany Sanzone – È nata come un’idea, sei mesi fa si è trasformato in un invito, da circa un mese è divenuto un divieto: quello di fumare nei luoghi dove giocano i bambini. L’ordinanza, firmata dal sindaco Giuliano Pisapia, è stata pubblicata lo scorso 20 dicembre 2012 e il divieto, entrato subito in vigore, mostra oggi i primi risultati. Nei parchi pubblici e nelle 550 aree gioco milanesi sono stati affissi i cartelli in italiano e in inglese: «Vietato fumare nelle aree gioco dei bambini», «No smoking in children’s playgrounds»
Un provvedimento, questo, nato dal buon senso per tutelare la salute dei più piccoli, almeno negli spazi loro dedicati.
Per Palazzo Marino, afferma l’assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino, è un passo importante. «Come annunciato alla fine di maggio in occasione della Giornata mondiale contro il fumo, l’invito a non fumare nelle aree gioco è diventato un vero e proprio divieto, un provvedimento con cui non vogliamo criminalizzare chi fuma, ma occuparci esclusivamente della salute dei più piccoli che nei loro spazi devono poter giocare senza essere esposti al fumo passivo», ha affermato Majorino.
L’ordinanza avrà durata di un anno, e in questi 12 mesi sarà tenuto un pugno di ferro nei confronti di chi infrange il divieto: i vigili e le guardie volontarie nel primo mese di vita dell’ordinanza hanno già sanzionato i primi trasgressori con multe di 25 euro, ma che potrebbero arrivare fino a 500 euro.
L’ordinanza, voluta in primis dai genitori dei bambini, è stata accolta con stupore anche dai numerosi fumatori coscienti del danno provocato dal loro “vizio” ai piccoli cittadini, e dall’ambientalista Enrico Fedrighini: «Questo provvedimento è utile perché dove i bambini fanno attività fisica, e hanno quindi una ventilazione maggiore, è molto importante che non aspirino sostanze nocive. Spero che il divieto, pur con la gradualità necessaria, si possa estendere ai parchi in genere».




