Assago 28-10-12, di Stefano Daprile
L’Olimpia riprende il cammino in campionato dopo la brutta parentesi europea di Giovedì contro il Caja Laboral Vitoria.
Il fitto calendario di impegni non da spazio ne all’euforia (poca) e nemmeno a lasciarsi risucchiare da un vortice di sensazioni negative che stanno accompagnando le scarpette rosse in questo inizio di stagione. Occorre resettarsi in fretta dimenticando la gara precedente e magari iniziare a far punti convincendo, anche per arruolare qualche tifoso in più da portare in un Forum di Assago troppo deserto nelle prime apparizioni.
Priva di Langford, per il riacutizzarsi della distorsione alla caviglia sinistra subita contro Bologna, e di Giacchetti, fermato per un infortunio alla mano, l’Olimpia parte con Cook, Basile, Hairston, Fotsis e Bourousis. Risponde la Trenkwalder con Cinciarini, Jeremic, Taylor, Filloy e Brunner.
E’, come lecito aspettarsi, Hairston il terminale offensivo scelto da Milano nelle prime battute. L’Ex Siena va a singhiozzo, mentre sul fronte opposto Brunner si beve la solita molle difesa di Milano calamitando rimbalzi offensivi e colpendola anche dalla distanza. 3 minuti e Reggio Emilia è già scappata di 11 sul 2 a 13 con 3 palle perse di Milano già a referto. Coach Scariolo è furioso, si rifugia in un timeout e nella panchina, ma la reazione è quella di un guerriero senza scudo ne spada. James e Silins fanno male in contropiede e gli emiliani toccano il massimo vantaggio sull’11 a 26 con la tripla di Slanina che manda l’Olimpia in panchina al primo intervallo tra i fischi del pubblico.
Alla ripresa dei giochi Reggio Emilia tocca il +20 e Milano sembra già un pugile all’angolo barcollante. Ci riprova Hairston, ma la difesa EA7 di questa sera concederebbe tiri facili anche ai ragazzini in tribuna, gli unici a incitare ancora questa squadra.
Per Milano non è neanche un problema circoscritto alla sola “difesa”, l’attacco è infatti la fucina di un fabbro e colpisce ferri a ripetizione, complice una regia di Cook in caduta libera rispetto quella dell’anno scorso, e quella di Stipcevic che non decolla nemmeno.
I canestri di Chiotti e Stipcevic, grazie a un regalo della terna arbitrale che fischia un tecnico a Cinciarini, mandano le squadre negli spogliatoi con un 29 a 45 denso di nubi sopra il campo da gioco, molte più di quelle sul cielo intorno alla madonnina.
Solo una grande reazione può salvare Milano dal nubifragio. Sembra esserci ma dura un paio di minuti. Cinciarini e Filloy piazzano uno a due micidiale che restituisce un solido +19 esterno. Ma le facce EA7 in campo ora sono diverse. 5 punti consecutivi di Fotsis riaccendono gli spalti. Gentile e Bourousis ci mettono classe e grinta e riportano Milano sotto lo doppia cifra sul 49 a 58. Ancora Gentile protagonista costruisce per Melli che sfonda la retina in schiacciata e col fallo aggiuntivo scrive il -6 sui tabelloni. I liberi di Hairston fissano il punteggio sul 54 a 58 e la sirena di fine quarto sembra il classico gong che salva il pugile da un KO certo.
L’ultimo quarto si apre con Brunner che interrompe il parziale di 11 a 0 di Milano. Un tecnico fischiato alla panchina di Milano e le solite amnesie difensive, che lasciano Brunner indisturbato sotto le plance, rilanciano Reggio Emilia sopra la doppia cifra di vantaggio. Una tripla di Fotsis interrompe un parziale di 8 a 0 a favore della Trenkwalder ma l’ennesima penetrazione dell’MVP della serata, Taylor da un nuovo +12 esterno. Bourousis incappa nel quinto fallo della gara con ancora 4 minuti da giocare e le nubi tornano a vedersi minacciose sempre più cariche. Coach Scariolo sceglie Melli come 5 e francamente sembra l’ennesima scelta assurda vista la presenza di Hendrix e Chiotti accanto a lui in panchina. Reggio Emilia controlla senza troppi affanni fino al 66 a 78 che apre ufficialmente la crisi Olimpia.
Pagelle: Giacchetti s.v. – Stipcevic 4,5 – Hairston 5 – Fotsis 5 – Cook 4,5 – Chiotti s.v. – Bourousis 5,5 – Melli 6 – Langford s.v. – Gentile 5 – Hendirx 5 – Basile 5
In Conferenza Coach Scariolo: Complimenti a Reggio Emilia che hanno meritato di vincere iniziando la gara in maniera molto aggressiva e hanno saputo superare il momento di difficoltà quando li avevamo quasi ripresa. Noi siamo stati poco duri, l’inizio ci ha penalizzato, da li in poi i tiri pesavano, anche quelli aperti. Non abbiamo ancora recuperato mentalmente la partita in Eurolega. Evidentemente non siamo una squadra ne dura ne forte mentalmente. Dobbiamo ricaricare in fretta le batteria e cercare di rimediare. Faccio fatica anch’io a capire quello che accade a questa squadra.




